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Manovra, biotestamento, privatizzazioni, informazione: come suicidare il Paese

Autore: . Data: giovedì, 14 luglio 2011Commenti (0)

La Camera ha varato una legge medioevale sul testamento biologico, la manovra è in via di approvazione con il ‘sostegno critico’ dell’opposizione, già si pensa ad un programma massiccio di privatizzazioni. E gli italiani sanno poco o nulla di ciò che accade.

I cattolici del centro destra, quelli per intendersi che credono in Santa Romana Chiesa, nei suoi precetti e nelle feste al bunga bunga, hanno imposto al Paese la legge-rivincita, pensata per ‘vendicarsi’ della sentenza della magistratura che ha permesso ad Eluana Englaro di morire dopo 17 anni di mantenimento coatto non in vita. ma in stato vegetativo.

Se inizialmente il provvedimento doveva essere un obolo versato dal centro destra al Vaticano per conservare il consenso delle gerarchie ecclesiastiche, oggi appare come un gesto grottesco, mentre la disfatta di Berlusconi appare prossima.

Una banda di irresponsabili ha imposto una legge che non permette più ai cittadini di decidere a quali terapie sottoporsi ed a quali no. Violando in modo evidente la Costituzione e quindi condannando il provvedimento stesso,quello si, a morte certa. Qualcuno ricorrerà alla Consulta e questa si pronuncerà. Nel frattempo i cittadini che hanno parenti morti, ma ai quali vengono impedite le esequie perchè inchiodati alle macchine per le terapie invasive (molto redditizie per chi le applica) dovranno continuare a vedere i propri cari trasformati in zombie per volontà di alcuni demagoghi propugnatori del disumano.

Mentre i pasdaran della vita (la loro, però, di ben stipendiati parlamentari dotati di privilegi e garanzie) si occupavano dell testamento biologico, il Paese subiva le conseguenze di anni di malgoverno, resi ancor più tragici dalla crisi finanziaria mondiale.

Camera e Senato si accingono a discutere e approvare la manovra finanziaria, per altro senza ‘struzionismo dell’opposizione’. Nonostante sia stata definita da alcuni come un colpo mortale all’economia del Paese.

Il via libera bipartizan e senza impedimenti avverrà dopo il presunto attacco alla nostra stabilità lanciato in borsa dalla cosidetta speculazione. In realtà appare sempre più chiaro che le difficoltà italiane sono determinate dalla ormai incurabile debolezza internazionale del nostro governo, della fragilità del nostro sistema industiale, dalle condizioni generali dell’ex Belpaese.

L’Italia del Cavaliere è diventato un Paese da operetta, da tempo nelle mani di un premier ritenuto in una sentenza “corruttore di giudici”, frequentatore di prostitute ed ormai privo del sostegno di una parte sensibile dei suoi alleati storici.

Ma le responsabilità del premier  e dei suoi caporali di giornata (in parte ex craxiani, in parte ex democristiani, in parte ex dipendenti di Fininvest-Publitalia) nel disastro presente sono estendibili anche all’opposizione, ormai incapace di proporre agli italiani un modello alternativo non solo politico, ma anche morale.

Sebbene si debba contrastare il pericolo di un crollo incombente e dimostrare di essere uniti, difendersi dagli attacchi internazionali non può voler dire scegliere tra il cianuro e la cicuta. Laddove la cosiddetta speculazione è il cianuro e la manovra di Tremonti la cicuta.

Solo una settimana fa un esponente del Pd, Alberto Losacco, aveva commentato la manovra: “Tremonti è surreale, è l’unico a credere alle favole che racconta. Mentre il ministro dell’Economia ci parla delle meraviglie della sua manovra, il mondo reale, si accorge dell’inganno e fa giustizia delle favole raccontate”. “Ogni ente locale – aveva continuato il parlamentare dell’opposizione – a prescindere dall’appartenenza politica è sul piede di guerra denunciando il carattere depressivo delle misure contenute. La verità è che la manovra è scaricata sulle fasce più deboli, privando il Paese delle ultime esigue forze necessarie per ripartire e soprattutto creando le premesse per un vero e proprio disastro sociale. Il disastro greco è stato provocato da un governo di centrodestra, in Italia un altro governo sempre di centrodestra si sta preparando a far scontare agli italiani la propria incapacità”.

Ieri, invece, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ha detto: “Alcuni dei pochi emendamenti che presenteremo congiuntamente a tutte le opposizioni è altamente possibile che siano accolti”. I democratici avrebbero chiesto di togliere dalla manovra “tutto ciò che non è nell’interesse del Paese, come le quote latte” pensando che si possa uscire dal tunnel contiuando a passare attraverso la strada impervia dei compromessi a tutti i costi.

Finocchiaro ha spiegato che “pur non cambiando la nostra valutazione negativa sul decreto, alcune modifiche eliminano gli aspetti più vistosi di iniquità. In tutto ciò ha fatto premio il modo in cui l’opposizione ha mostrato la propria responsabilità e affidabilità”.

Dove il capo dei senatori Pd veda “responsabilità ed affidabilità” in un governo il cui premier si è dato alla macchia (è quasi sparito dalla circolazione), il ministro dell’Economia si trova con il suo consigliere politico inseguito dalla magistratura e sospettato di un numero imprecisato di reati e quello della Funzione pubblica viene chiamato “scemo” da alcuni suoi colleghi è un mistero.

Tuttavia questo frullato mortale è stato voluto dal presidente Giorgio Napolitano, che in un comunicato si è definito persino compiaciuto per l’accoglimento del suo monito a fare presto. Il Colle, infatti, ha premuto perchè governo e opposizione prendessero atto della situazione di pericolo per l’economia nazionale ed invece ndi rimuovele le cause del fenomeno si curassero di tamponare la falla, che si ripresenterà puntuale in a breve.

Intanto l’informazione, in particolare quella televisiva, sembra impegnata a rassicurare i cittadini, a prescindere dalla realtà concreta. Una sottovalutazione spaventosa della gravità della situazione viene proposta agli italiani, sempre meno consapevoli di sedere su un vulcano.

I partiti porteranno in futuro la responsabilità di un destino di decadenza e di declino che appare ormai scitto nelle cose. Ma se oggi i più saggi tornassero a parlare ai cittadini ed a moblitarli, forse, una via di uscita si potrebbe ancora trovare.

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