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Knox e Sollecito in galera da anni. Forse senza prove

Autore: . Data: venerdì, 1 luglio 2011Commenti (1)

Una nuova perizia smonta alcuni degli argomenti principali dell’accusa e dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la condanna dei due, come in altri casi, è il risultato di scellerate campagne mediatica che condizionano il corso della giustizia.

A Perugia sta andando in scena l’ennesima Waterloo della giustizia italiana. Una sconfitta drammatica che coinvolge investigatori, magistrati, giudici popolari e, soprattutto, i media. I periti chiamati a confermare le prove regina del processo di primo grado, il sangue sul coltello considerato arma del delitto e sul gancetto del reggiseno della povera Meredith Kercher, hanno definito inattendibili le conclusioni delle investigazioni.

Stefano Conti e Carla Vecchiotti, nominati dalla Corte e specialisti dell’istituto di medicina legale dell’università di Roma, hanno affermato che “non sono state seguite le procedure di sopralluogo e di protocollo internazionali per la raccolta e il campionamento del reperto”. Ed ancora sul controverso gancetto “non si può escludere che i risultati ottenuti possano derivare da fenomeni di contaminazione ambientale e/o di contaminazione verificatasi in una qualunque fase della repertazione e/o manipolazione. Gli accertamenti non sono attendibili: non sussistono elementi scientificamente probanti la presenza di presunte cellule di sfaldamento sul reperto. Vi è stata una erronea interpretazione del tracciato elettroforetico relativo al cromosoma Y”.

Insomma, le cose concrete, le prove, che erano state presentate come incontrovertibili dimostrazioni di colpevolezza sono del tutto inconsistenti, anzi potrebbero addirittura essere state interpretate male.

Fin dall’inizio del caso i soliti ‘opinionisti’ tv, a conoscenza dei fatti solo per sentito dire, avevano già scritto la sentenza nei confronti di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox. In particolare la ragazza americana aveva scatenato le fantasie pruriginose dei cronisti, alla ricerca di pubblico ad ogni costo.

Il criminologo Massimo Picozzi ha detto a riguardo delle conclusioni degli esperti romani: “La perizia? E’ una censura pesante nei confronti di chi ha compiuto le prime indagini scientifiche”, aggiungendo che i consulenti del tribunale “hanno valutato la correttezza della procedura, scoprendo che il protocollo internazionale di raccolta, repertazione, non è stato rispettato. Questo non esclude un’eventuale contaminazione delle tracce di Dna. Di conseguenza i risultati sono inattendibili’.

Knox, secondo quanto riferito dal suo difensore, ha affermato: “E’ la prima volta che qualcuno mi crede…”.

La pressione dell’informazione, in particolare quella televisiva, sta condizionando sempre più lo svolgimento di alcuni processi. E’ accaduto per Cogne, dove solo indizi hanno portato ad una condanna e sta accadendo per Avetrana.

Si deve ricordare che i due giovani imputati sono in carcere da anni. Se l’appello dovesse concludersi con una assoluzione chi restituirà a questi ragazzi il tempo passato in cella?

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Commenti (1) »

  • faenrir ha detto:

    Non è il primo nè sarà l’ ultimo processo farsa…
    Questo anche perchè i magistrati sono al di sopra di ogni giustizia e le leggi appositamente lacunose.
    Basti pensare a Cogne, a via Poma a Roma, a Pappalardi, con dichiarazioni dei magistrati:
    “4 marzo 2008. La Procura da’ parere negativo sulla scarcerazione: ‘puo’ inquinare le prove e reiterare il reato di omicidio’. Gia’ al momento dell’arresto l’accusa di duplice omicidio pluriaggravato a carico di Filippo Pappalardi, il papa’ di Ciccio e Tore, era basata ‘su un corposo corredo probatorio ed indiziario, nonostante a quel tempo non fossero stati ancora rinvenuti i corpi dei due poveri bambini’. Lo scrivono nel parere contrario espresso al gip sull’istanza di scarcerazione dell’indagato, il procuratore Emilio Marzano e il sostituto Antonino Lupo. Secondo i magistrati inquirenti, le accuse della procura, poi fatte proprie dal gip e dal tribunale del Riesame, continuano a non essere scalfite dal ritrovamento dei cadaveri.”
    Che avrtebbero fatto accusare di calunnia qualunque essere unmano, ma mai un magistrato…
    Loro sono sempre e comunque impuniti!
    La giustizia in Italia è uno scandalo, tutti lo dicono, ma non è l’ unico scandalo, per cui…
    Strano che nessun politico si erga a difesa del comune cittadino!!!

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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