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E la Merkel si nominò premier. Dell’Italia

Autore: . Data: martedì, 12 luglio 2011Commenti (0)

Il cancelliere tedesco ordina al governo Berlusconi di rassicurare i mercati mondiali. L’ennesima testimonianza della pessima reputazione del Cavaliere.

Angela Merkel ha telefonato al premier e gli ha detto: “L’Italia deve mandare segnali urgenti’ sul fronte della riduzione del deficit pubblico in modo da riportare la fiducia sui mercati finanziari dell’eurozona. ‘Papi Silvio’ non ha subito eseguito ed allora la ‘donna forte’ tedesca ha reso pubblica la conversazione ed ha aggiunto: “La Germania e gli altri partner europei sono molto determinati a lavorare insieme per difendere la stabilità dell’euro”.

Il gesto della Merkel è stato ispirato dai furiosi venti di speculazione che stanno spirando sulla borsa italiana dopo la presentazione della manovra finanziaria del governo. Ieri gli indici di piazza affari hanno ripetuto la prestazione negativa di venerdì scorso. Meno 3,22 per cento per il Ftse Mib ed i tentativi della Consob di contenere le perdite che “non ha avuto effetto”, come hanno affermato gli operatori, preoccupati dall’allargarsi dello spread del Btp col Bund germanico “sempre più vicino ai livelli della Spagna”. E questo clima influisce sull’euro ora sotto la soglia di 1,41 dollari

Ma se il problema economico appare grave, per il nostro Paese ancor più serio è il quadro politico che si sta delineando. L’atteggiamento del Capo del governo di Berlino mostra quanto sia debole la credibilità di Berlusconi, al quale il Paese più potente dell’Europa telefona per ordinare comunicati. Poi, vedendo non esaudita la propria volontà, la Germania federale si affretta a rendere noto non solo l’accaduto, ma rassicura il resto del mondo a nome dell’Italia (naturalmente per proteggere i propri interessi e non certo per fiducia verso Roma).

E sempre sulla manovra, vera e propria condanna a morte per l’economia nazionale, le contingenze e la speculazione hanno indotto l’opposizione ad avere un atteggiamento ‘morbido’ nei confronti del governo.

Giuseppe Fioroni, un influente esponente del Pd, ha dichiarato: “L’Italia e gli italiani sono in grado di vincere ogni attacco speculativo. La politica deve essere all’altezza della sfida, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, come ha detto giustamente Napolitano. L’opposizione ha una straordinaria opportunità, quella di dimostrarsi coesa in Parlamento con l’Udc e Idv, dimostrando di essere un’alternativa affidabile e concorrendo a rafforzare più di quanto non fa la maggioranza l’immagine dell’Italia all’estero”.

“Per questo – ha aggiunto – bisogna presentare pochi ma fondamentali emendamenti condivisi da tutta l’opposizione per avviare un confronto serrato con la maggioranza. Per questo il mio invito ai presidenti di gruppo del Pd camera e senato è di avviare subito tavoli congiunti con queste finalità, disponibili anche a rinunciare a qualcosa di particolare nell’interesse generale. In questo modo, terminato molto rapidamente l’iter della manovra, avremo messo in condizioni il governo di trarre l’unica conseguenza possibile, quella delle dimissioni”.

Stesso atteggiamento ha assunto Di Pietro: “Svolta responsabile. Non vogliamo buttare via il bambino con l’acqua sporca, dove il bambino è la stabilità finanziaria e l’acqua sporca è la manovra. Se affoga il governo affoga il Paese e noi siamo disponibili a trovare una soluzione che rimetta in carreggiata una finanziaria iniqua”.

L’ex magistrato ha insistito: ”Non confondiamo, noi non facciamo alcuna apertura di credito. La manovra è da buttare via, detto questo bisogna farla. Il governo ha dichiarato che vuole cambiarla in Parlamento e noi siamo disponibili a cambiarla affinchè diventi una manovra con la M maiuscola”. ”Non intendiamo metterci preconcettualmente di traverso” ha concluso il leader dell’Idv, annunciando che ”in aula l’Idv proporrà altre riduzioni di spesa”.

La scorribanda della speculazione internazionale sulla borsa italiana impone, senza dubbio, una capacità unitaria di reazione per difendere il Paese. Ma l’idea di poter ‘aggiustare’ una operazione finanziaria che non ha alcuna credibilità è un grave errore politico.

Perchè di certo il centro destra non accetterà di trasformare il provvedimento e l’opposizione di mostrerà per l’ennesima volta corresponsabile di un disastro annunciato. Tra attacchi in borsa ed incapaci al governo la situazione italiana è prossima al capolinea.

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