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Brunetta lo ‘scemo’ si è sposato col trucco

Autore: . Data: lunedì, 11 luglio 2011Commenti (0)

Il ministro considerato non molto sveglio dal suo collega Tremonti è andato a nozze a Ravello. Contestato dall’Italia ‘peggiore’ ha cambiato il luogo della cerimonia all’ultimo momento.

Il ministro si doveva sposare ieri a Villa Rufolo, un gioiello dell’architettura medievale di Ravello, un comune in provincia di Salerno. Fin dal pomeriggio il luogo del matrimonio è stato ‘protetto’ da ingenti forze di polizia nel timore che precari e ‘fannulloni’ potessero mettere in atto contestazioni particolarmente veementi.

Ma Brunetta, evidentemente preoccupato per la situazione, ha cambiato il luogo e la data della cerimonia.  “Una scelta – ha spiegato il ministro agli invitati – di cui mi sono convinto mettendo insieme l’amore per Titti e l’amore che nutro per Ravello”. Così i due sposi sono stati uniti in matrimonio nella Sala d’Attesa di Villa Rufolo già sabato scorso.

Tra gli ospiti Galan, Alfano, Meloni, Carfagna, e il presidente del Senato Renato Schifani. Non c’erano, però, Berlusconi e Tremonti.

L’intera cerimonia è stata improntata al cattivo gusto. Brunetta ha venduto l’esclusiva dell’evento al settimanale ’Chi’ per una cifra, sembra, di 25 mila euro che poi dovrebbero essere devoluti in beneficenza. Pacchiana, poi, la ‘lista di nozze’ messa a punto dagli sposi.

In ‘vendita’ tre ulivi da giardino da 4.500 euro l’uno, palme da 2.000 euro a pezzo, 4 melograni da 800 euro l’uno, 30 lavandule, 30 rosmarini, 200 lauri, 20 buxus a palla. Anche alberi il cui prezzo non è stato rivelato: fico, mandorlo, susino, ciliegio. Inoltre ben 54  lampade in nichel, con pezzi mille euro l’uno. Quindi tappeti dal valore di 6.000 euro, sette tavoli da pranzo, cristalliere da ben 5mila. Ed altro ancora.

Nella mattinata erano arrivati nel piccolo comune campano gruppi di manifestanti intenzionati a far sentire agli ospiti del ministro e della sua consorte la propria voce.  Entrando nella piazza del paese i contestatori cantavano “siamo l’Italia peggiore/abbiamo un sogno nel cuore/Brunetta a San Vittore” e “Renato, Renato, Renato/siamo offesi, non ci hai invitato”.

I partecipanti alla protesta erano in gran parte aderenti ai Cobas della scuola salernitana e vestivano di arancione. C’era inoltre una rappresentanza degli agenti i polizia del Coisp che protestavano contro i tagli ai bilanci delle forze dell’ordine.

Gli agenti avevano messo lungo il perimetro della piazza sagome di cartone di poliziotti accoltellati alle spalle e Giuseppe Raimondi, segretario regionale ha detto: “Non ce l’abbiamo in particolare con Brunetta. Altri gli hanno dato del cretino. Noi non lo facciamo, ma sappia che oggi siamo presenti anche noi”.

Sono arrivati anche gli operai della ex Irisbus, gruppo Fiat-Iveco con sede a Flumeri, in provincia di Avellino, dove 700 persone rischiano il posto di lavoro.

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