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Bocciati dal Tar i ‘Premi qualità’ del cinema italiano per il 2006

Autore: . Data: giovedì, 7 luglio 2011Commenti (1)

I dieci film vincitori avevano ricevuto dalla commissione del ministero per i Beni culturali 250mila euro ciascuno. Adesso potrebbero doverli restituire. Tra i ‘puniti’ Moretti, Bellocchio, Sorrentino, Olmi, Amelio e Tornatore.

Fra le ’vittime’ della sentenza dei giudici della sezione seconda quater (Presidente Angelo Scafuri) del Tribunale amministrativo del Lazio che ha annullato l’assegnazione dei premi ci sono i maggiori registi italiani. I film bocciati sono ‘Il caimano’ di Moretti, ‘La sconosciuta’ di Tornatore, ‘Il regista di matrimoni’ di Bellocchio, ‘Centochiodi’ di Olmi, ‘L’amico di famiglia’ di Sorrentino, ‘Nuovomondo’ di Crialese, ‘La stella che non c’è’ di Gianni Amelio, ‘Il vento fa il suo giro’ di Giorgio Diritti, ‘La terra’ di Sergio Rubini, ‘Lettere dal Sahara’ di Vittorio De Seta.

Anche se non pochi spettatori potrebbero essere d’accordo nel non considerare nessuno di questi film memorabile il motivo della decisione del Tar ha motivi diversi dal giudizio sulla qualità. Alla base dell’annullamento c’è infatti un ricorso presentato dall’avvocato Natalia Paoletti, in nome della casa di produzione Luna Rossa, che si era vista negare il riconoscimento all’ultimo film di Mario Monicelli, Le rose del deserto.

Paoletti contestava la validità della dichiarazione dei giurati “di aver visto o di conoscere, comunque, tutte le opere concorrenti” che erano in totale 80. Si chiedeva per questo “l’annullamento dell’articolo del decreto ministeriale del 20.6.1966 nella parte in cui prevede la dispensa dall’obbligo di assistere alla proiezione dei film in concorso dei componenti che dichiarino di averli già visionati e del provvedimento ministeriale del 10 marzo 2008 che ha attribuito i premi di qualità per il 2006″.

La richiesta è stata accolta dal tribunale amministrativo che ha ristabilito il principio che i giurati devono assistere tutti insieme alla proiezione dei film su schermo cinematografico e non ciascuno in proprio e in cassetta o dvd come era avvenuto. Adesso i componenti della Commissione dovranno assistere alla proiezione, tutti insieme e in sala cinematografica, non solo dei 10 film vincitori, ma anche degli altri 70 che concorrevano nel 2006 ai premi di qualita’.

Tra i colpiti ci sono Rai Cinema, coproduttrice, con quote di diversa entità, di quattro film, ovvero ‘Il regista di matrimoni’, ‘Centochiodi’, ‘Nuovomondo’ e ‘La stella che non c’è’, Fandango con due, cioè ‘L’amico di famiglia’ e ‘La terra’, Medusa con ‘La sconosciuta’, Cattleya con ”La stella che non c’è’, l’Asp di Donatella Palermo con ‘Lettere dal Sahara’, la Sacher Film di Moretti con ‘Il Caimano’ e Arancia Film con  ‘Il vento fa il suo giro’.

“La visione individuale dell’opera da parte del singolo giurato determina una grave violazione dei generali principi in materia di procedure dei concorsi – ha sottolineato il Tar – che impongono l’esame dell’oggetto di valutazione in presenza di tutti i membri della Commissione in modo che questi possano contestualmente e contemporaneamente assistere alla proiezione del film su cui devono esprimere collegialmente il proprio giudizio valutativo”.

Nella sentenza si è sottolineata “l’irriducibile diversità tra il vedere un’opera filmica in solitudine e su un piccolo schermo anzichè su schermo cinematografico – hanno affermato i magistrati – non è una mera modalità di fruizione, ma essenza stessa di espressione dell’espressione artistica che è il film”.

Per Simone Bachini, cofondatore con Giorgio Diritti dell’Arancia film, ’è assurdo che i premi possano essere annullati per un vizio di forma. ‘Il vento fa il suo giro’ l’abbiamo fatto in associazione e quel premio era stato il giusto compenso per tutti. Se dovessimo restituirlo sarebbe preoccupante”.

Ancor più assurdo, per la verità, appare la decisione di bocciare il film di Monicelli per premiarne altri del tutto immeritevoli di qualsiasi riconoscimento. Ma capire come sono assegnati i premi qualità è da anni un mistero. Sarà che i componenti della commissione non vedono le opere al cinema, come sostengono i giudici del Tar, ma alcune assegnazioni di denaro sembrano veri e propri gialli. Dal colpevole ignoto.

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Commenti (1) »

  • Markus ha detto:

    Nanni Moretti e i registi di regime dovranno, forse , restituire 250.000 euro.

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