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Tremonti pronto alla manovra. L’Italia vicina alla carestia

Autore: . Data: lunedì, 27 giugno 2011Commenti (0)

Il governo, che per due anni ha negato la crisi, adesso deve trovare oltre 40 miliardi di euro per aggiustare i conti. Si annunciano altri tagli, ma il peggio deve ancora venire. Ed il Palazzo non pagherà per gli errori fatti.

Questa settimana si deciderà l’ennesima sforbiciata allo stato sociale. Berlusconi ha mentito per mesi, i suoi caporali hanno fatto lo stesso e nessuno ha spiegato agli italiani che la situazione del bilancio era da camera a gas.

La tradizionale demagogia con la quale si annuncia un provvedimento che rischia di far precipitare il Paese in una crisi grave quanto quelle di Grecia o Irlanda sta attirando l’attenzione dei cittadini su presunti ‘risparmi’ da effettuarsi su auto blu, voli di Stato o privilegi di vario tipo concessi alla oligarchia partitica.

Tuttavia, quando le cifre in ballo sono di grande entità entità, le vittime vere sono i soliti noti, ovvero i ‘cittadini semplici’. Con l’aiuto di una parte dei media alcune indiscrezioni sui colpi di machete in via di definizione hanno rivelato la possibilità di tagli ai costi della politica.

Sembra che i compensi pubblici, tra i quali quelli dei deputati e delle cariche elettive locali, regionali, provinciali e comunali, dovranno rispettare standard europei (oggi l’Italia è come Paperopoli). Poi, le auto di ‘servizio’ non dovrebbero poter superare i 1600cc di cilindrata e gli aerei di Stato saranno concessi solo al Capo dello Stato, al presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato

Ridimensionamento dei vitalizi e dei benefit per deputati e senatori (tripli rispetto alla media europea). Soppressi quindi uffici, telefoni, segreterie, trasporti gratis, ecc agli ex in generale, salvo che per i presidenti emeriti della Repubblica.

Inoltre, dal prossimo anno sarà obbligatorio concentrare le tornate elettorali in uno stesso giorno, accorpando referendum, politiche e amministrative.

Tutto questo corposo programma di ‘moralizzazione’, secondo alcuni, permetterà di risparmiare al massimo 6 o sette miliardi. E gli altri 33, 34?

Una parte non irrilevante potrebbe riguardare una “stretta ai trasferimenti agli enti locali sulla sanità”. Il resto, come è già accaduto, colpirà i servizi pubblici in generale.

Si discute anche di evasione fiscale, ma è così chiaro che interessi elettorali, politici e materiali proteggono i ladri di tasse che c’è da nutrire poca fiducia sulla volontà di attuare una vera strategia repressiva del fenomeno dopo decenni di allegria (per i malfattori).

La manovra, indotta da un Europa ormai sorda alle questioni sociali, produrrà un impoverimento ulteriore dei cittadini ed in un Paese che già non crese vorrà dire carestia. Con conseguente ulteriore crescita della disoccupazione e dilagare dell’occupazione non dignitosa.

La sola a non nascondersi è stata Susanna Camusso, leader della Cgil. “La manovra di Tremonti – ha detto – come si sta configurando ammazzerà il Paese, ci metterà in ginocchio, perchè un’operazione di quel tipo non si può reggere sul piano sociale”.

L’irresponsabilità dell’oligarchia non ha più limiti. E non si ha notizia di nessun piano di programmazione dello sviluppo, così da poter individuare i settori economici sui quali fondare la ripresa. Perchè tagliare o vendere ‘i beni di famiglia’ senza prevedere entrare non porta al risanamento dei conti, ma alla rovina. Cosa che a quanto pare Berlusoni e centro destra sanno fare con immensa maestria.

“Would you buy a used car from this man?” dicono gli americani quando vogliono sottolineare l’inaffidabilità di qualcuno. “Compreresti un’auto usata da quest’uomo?”. Agli elettori l’ardua risposta.

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