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In nome di una nuova legge elettorale

Autore: . Data: venerdì, 17 giugno 2011Commenti (1)

Un gruppo di intellettuali e scienziati ha lanciato un referendum per abrogare la legge elettorale definita ‘Porcellum’. La società civile comincia a reagire.

“E’ necessario modificare al più presto l’attuale legge elettorale per portare rimedio ai gravi danni che essa provoca al nostro sistema politico. I suoi principali difetti: le liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier”.

Così hanno spiegato la volontà di battersi per un referendum I firmatari dell’appello per cancellare la creatura deforme scritta dal leghista Calderoli e da lui stesso definita ‘porcata’.

Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Umberto Ambrosoli, Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Gae Aulenti, Andrea Carandini, Luigi Brioschi, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, Ernesto Ferrero. Vittorio Gregotti, Carlo Federico Grosso, Rosetta Loy, Dacia Maraini, Renzo Piano, Mario Pirani, Maurizio Pollini, Giovanni Sartori, Corrado Stajano, Massimo Teodori, Giovanni Valentini, Paolo Mauri, Gustavo Visentini, Innocenzo Cipolletta, Domenico Fisichella, Stefano Mauri, Benedetta Tobagi, Franco Cardini, Luciano Canfora, Irene Bignardi e Margherita Hack hanno spiegato:

Liste bloccate. Le liste bloccate privano gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e ledono irrimediabilmente l’equilibrio tra i poteri. Un Parlamento di “nominati” non ha infatti alcun reale potere nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio.

Il premio di maggioranza. Così esiste solo in Italia e ha effetti opposti a quelli auspicati. Attribuendo il 55% dei seggi alla lista che ottiene un voto più delle altre (anche se ha il 35% dei voti), questo meccanismo obbliga anche i partiti maggiori alla ricerche di qualsiasi voto utile. La conseguenza sono coalizioni sempre più ampie e inevitabilmente eterogenee. Nessuna stabilità del governo, anzi: frammentazione della maggioranza di governo e paralisi della sua attività.

Soglia di sbarramento. L’attuale soglia di sbarramento al 2% per le liste collegate in coalizione è un ulteriore incentivo alla frammentazione. Mantenere una soglia unica al 4% garantisce la presenza alla Camera dei partiti più rappresentativi, “costringendo” le forze minori ad unioni reali (un unico simbolo, un’unica lista) senza scorciatoie come le coalizioni elettorali. Al Senato il sistema dei collegi consentirà nelle Regioni più grandi la rappresentanza anche di forze decisamente minori

Indicazione del candidato premier.
L’obbligo di indicare il candidato Capo del governo interferisce con le prerogative del Presidente della Repubblica che può e deve scegliere in assoluta autonomia. Inoltre tale meccanismo tende a trasformare il nostro sistema da parlamentare in semi-presidenziale senza i contrappesi dei sistemi presidenziali.

Un positivo risultato dei referendum che proponiamo vedrebbe la Camera eletta con metodo proporzionale, senza premio di maggioranza e con una soglia di sbarramento al 4 per cento. Gli eletti non sarebbero più nominati dai segretari partito ma scelti tra i candidati attraverso la preferenza unica.

Il Senato verrebbe eletto su base regionale con metodo proporzionale, senza premio di maggiorana in collegi uninominali, con una soglia di sbarramento determinata dall’ampiezza delle Circoscrizioni”.

Come reagiranno i partiti di centro sinistra e dell’opposizione in generale? Riusciranno i promotori a smuovere gli interessi delle tante ‘balene bianche’ che protestano a parole e nulla fanno per restituire ai cittadini il diritto di scegliersi i rappresentanti?

E soprattutto si riuscirà a demolire lo sconcio del maggioritario, del bipolarismo e dei partiti padronali?

La parola ai cittadini, sperando che vogliano far sentire la propria voce.

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Commenti (1) »

  • Aliquis ha detto:

    Sono contrario al maggioritario ed al porcellum,
    e sono contro le liste bloccate. Sono contrario al
    premio di maggioranza e alle soglie di sbarramento.
    Tuttavia il mantenimento di una soglia di sbarramento
    al 4% mi sembra lesivo di una vera dialettica democratica.
    Le forze nuove all’ inizio sono sempre piccole ed anche
    loro dovrebbero avere diritto a far sentire la loro voce
    in piena autonomia. Inoltre la preferenza non dovrebbe
    essere unica, ma multipla, come era prima dell’ infausto
    referendum del 1991. Inoltre sono anche contrario ad usare
    uno strumento semplificatorio come il referendum in una
    materia delicata e complessa coma la legge elettorale.
    Faccio notare che i costituenti avevano proibito il
    referendum in materia di leggi elettorali e che non aver
    rispettato quel precetto ci ha portato dove siamo adesso.
    Perciò non sotsterrò questa proposta referendaria.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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