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Gli irresponsabili

Autore: . Data: mercoledì, 29 giugno 2011Commenti (0)

La manovra che devasterà il Paese per ora sta distruggendo il centro destra. Tremonti contro tutti o tutti contro Tremonti nella battaglia sui 43 miliardi di euro da tagliare. E nessuno sa come uscire dal tunnel.

Ieri ‘quelli che contano’ si sono riuniti a casa del premier per l’ora di pranzo. Con il Cavaliere c’erano Giulio Tremonti, Umberto Bossi, i capigruppo e coordinatori dei partiti della maggioranza. L’argomento da discutere era la manovra.

Prima di tutto, come pochi ricordano, l’allegra compagnia aveva giurato in passato su parenti ed amici che mai e poi mai ci sarebbero stati nuovi tagli o ‘prelievi’ dalle tasche dei cittadini. Invece dopo le chiare parole dell’Europa puntuale è in arrivo la stangata.

A mettere a punto l’operazione è il ministro Tremonti, da molti considerato un genio, da altri un apprendista. Tra i suoi denigratori c’è Guido Crosetto, non un pasdaran di estrema sinistra ma un sottosegretario alla Difesa con tessera Pdl, che del suo collega di partito ha detto: “Se fosse un alimento, Tremonti sarebbe un brasato, anzi un bollito”.

Dopo il summit, durante il quale non si sa bene se i partecipanti abbiano consumato un pasto frugale, il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan ha commentato: “E’ andata bene, anche se non nascondo che la richiesta di maggiore collegialità è stata uniforme”. Ed anche: “Quello che non mi piace della manovra è che c’è un sistema di controlli preventivi durante l’approvazione e dopo l’approvazione dove tutto il potere di controllo e di verifica è affidato a un solo ministro”. Altra botta a Tremonti.

Il premier invece si è definito “soddisfatto del clima” e Bossi ha aggiunto: “Va così così, il governo rischia fino a che non è passata la manovra. Riduzione tasse? Non questa volta”.

Cosa sia successo nel dibattito è un mistero, anche se a quanto par il celtico-padano Marco Reguzzoni ha spiegato che si è trattato di “una riunione serena e costruttiva” nella quale “non è stata presa nessuna decisione”.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso un parere diverso: “La manovra sarà di 43 miliardi. Non ci sarà una riduzione delle tasse ma una loro rimodulazione” ed ha aggiunto: “Tremonti ha recepito la richiesta di collegialità”.

Ma cosa si intende fare per trovare la quantità enorme di denaro necessario per rimediare alla dissennata gestione del bilancio dello Stato prodotta dalla partitocrazia? Secondo alcune indiscrezioni Tremo nti vorrebbe l’abolizione progressiva dell’Irap entro il 2014 e la definizione di tre sole tre aliquote Irpef, al 20, 30 e 40 per cento, superando le cinque attuali.

Sarebbero tassate dal 2012 le rendite finanziarie con l’applicazione di un’aliquota al 20 per cento. Aumenterebbe l’Iva dell’uno per cento e sarebbero soppressi bonus e agevolazioni fiscali. Tuttavia queste misure non sembrano in grado di risolvere la questione.

Alcuni ben informati, da parte loro, invece sostengono che Berlusconi, convinto di perdere le prossime elezioni, voglia trovare al massimo 5 miliardi per lasciare ai prossimi vincitori la gestione della brutta faccenda.

Bersani ha detto: “Siamo alla farsa drammatica”. Il rimandare il nodo centrale dell’operazione nel biennio 2013-2014, per il segretario del Pd “è una presa in giro colossale per l’Italia” perché “significa esporre il Paese a un messaggio privo di ogni credibilità”. “Se gli accordi sono questi, è chiaro che la Lega esce tranquilla! – ha insistito Bersani – Credo però che gli italiani devono essere un po’ meno tranquilli perché sono in mano a nessuno. Questa è la situazione”.

Luca Cordero di Montezemolo, più concreto, ha commentato: “Mi sembra semplicemente folle e irresponsabile il balletto a cui stiamo assistendo in queste ore tra le diverse anime del governo, relativamente ai conti pubblici”.

In realtà la situazione è difficilissima. L’Europa difficilmente si accontenterà di chiacchiere, mentre comunque i tagli colpiranno una economia già in coma. In realtà il Paese è ormai senza guida, anche se non sembra che l’opposizione sia in grado di dare il benservito al governo.

Come è noto quando il paziente è grave stare a guardare non è una gran scelta. Ed infatti gli irresponsabili al governo sembrano voler fare esattamente questo.

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