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Fs, Roma-Firenze: tragedia sfiorata. La denuncia dei macchinisti

Autore: . Data: mercoledì, 8 giugno 2011Commenti (0)

Ieri mattina intorno alle 11 una ruspa impegnata in un cantiere adiacente alla linea è precipitata sui binari della linea direttissima Roma-Firenze mentre arrivava a 250 Km/H il treno Eurostar 9452 ‘freccia d’argento’, partito dalla Capitale intorno alle 10 e diretto a Verona.

L’impatto è stato inevitabile ma per una fortuita coincidenza il mezzo d’opera ha ingombrato il binario solo col tetto e quindi, i danni materiali sono stati limitati. Il treno, che data la velocità ha impiegato quasi due chilometri per fermarsi, ha infatti perso alcuni ‘pezzi’ metallici che hanno causato il forte rallentamento della circolazione sull’intera linea.

“Il fatto – hanno denunciato i macchinisti Fs riuniti nell’associazione ‘In marcia’ -  gravissimo per le potenziali conseguenze in caso di deragliamento a quella velocità, è avvenuto poco dopo che il treno era entrato in Toscana, nei pressi della stazione di Montallese (Si). Lasciamo all’Autorità giudiziaria – si legge in una nota – le valutazioni sulle responsabilità e sulle conseguenze potenzialmente catastrofiche su quanto sarebbe potuto accadere, considerando anche la frequenza e la velocità dei treni che viaggiano in senso opposto, ma denunciamo ancora una volta la pericolosità dei cantieri della manutenzione ferroviaria e la mancata applicazione di tutte le misure di sicurezza, ad iniziare dalla sospensione della circolazione o la riduzione delle velocità in prossimità delle zone di lavoro”.

A detta dei macchinisti “questi cantieri sono altamente pericolosi per gli operai – alla luce di ritmi, orari e organizzazione del lavoro – ma anche per la circolazione ferroviaria e la pubblica incolumità messe a rischio da eventi solo apparentemente imprevedibili come quello di oggi”.

I ferrovieri sollecitano dunque la magistratura, l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria e le Istituzioni tutte “a prestare la massima attenzione a quanto avviene sui binari: oggi possiamo dire che è andata bene ancora una volta ma noi non vogliamo né possiamo affidarci sempre alla fortuna”.

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