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Save The Children: dati sconcertanti sulla salute di mamme e bambini nel mondo

Autore: . Data: giovedì, 5 maggio 2011Commenti (0)

Decine di migliaia di donne muoiono di parto, l’assistenza è spesso insufficiente e l’Italia, tanto per cambiare, le cose peggiorano.

Secondo i dati del 12esimo rapporto sullo ’Stato delle madri nel mondo’ presentato dall’associazione 48 milioni di donne partoriscono senza un’ostetrica e 2 milioni lo fanno in completa solitudine, mentre ogni giorno muoiono mille neo-mamme e duemila bambini durante il parto.

Il documento di Save the Children ha valutato lo stato di benessere delle madri e dei bambini in 164 Paesi, tra i quali 43 con un forte tasso di sviluppo, guidati dalla Norvegia, e 121 appartenenti al Sud del mondo, tra i quali l’Afghanistan risulta all’ultimo posto nonostante i miliardi di dollari spesi però in armamenti in molti anni di guerra.

Avvilente la situazione italiana. Il nostro Paese è in 21esima posizione tra i 43 più industrializzati e perde quattro posizioni (era 17esima) dall’ultima rilevazione. Il Belpaese, poi, sta peggio anche di alcune nazioni in via di sviluppo rispetto a indicatori come la presenza delle donne in Parlamento e il ricorso alla contraccezione.

Di fronte “a dati cosi’ sconcertanti”, ha spiegato in conferenza stampa il direttore generale di Save the Children Italia, Valerio Neri, “bisogna reagire mettendo in campo soluzioni semplici e a basso costo per migliorare la salute delle mamme in tutte le fasi della gravidanza e per abbattere la mortalità infantile”.

Tra i due estremi della classifica le differenze sono abissali: se in Norvegia tutte le mamme partoriscono con un’assistenza qualificata, in Afghanistan questo è vero solo per il 16 per cento delle donne. Inoltre nel Paese scandinavo una donna studia in media per 18 anni e vive fino a 83, mentre in Afghanistan una ragazza va a scuola al massimo per 5 anni ed ha una aspettativa di vita di non oltre 45 anni.

Se una donna su 175 in Norvegia perderà il figlio minore di 5 anni, in Afghanistan un piccolo su cinque muore prima di quella età ed ogni mamma rischia di perdere almeno un figlio durante la propria vita. Tra chi registra i più bassi livelli di benessere per mamme e bimbi ci sono Niger, Guinea Bissau, Yemen, Ciad, Repubblica democratica del Congo, Eritrea, Mali, Sudan e Repubblica Centrafricana. Sul versante opposto della classifica ci sono Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Belgio,Paesi Bassi e Francia.

Per Save the Children inoltre sono 800mila i neonati che ogni anno muoiono durante il parto per difficoltà respiratorie, asfissia e sepsi, mentre 3 milioni non arrivano al 30esimo giorno di vita. In totale 8,1 milioni di bambini muoiono prima di compiere 5 anni d’età per malattie curabili come la polmonite, la diarrea e la malaria.

Il rapporto non tralascia nessun aspetto del benessere dei più piccoli e denuncia la grave situazione di Paesi come la Somalia, dove 2 bambini su 3 non frequentano la scuola primaria. L’associazione ha proposto: “Se tutti i parti avvenissero in presenza di ostetriche o di personale sanitario qualificato – ha detto Neri – ogni anno si potrebbe salvare la vita di 1,3 milioni di neonati e di decine di migliaia di donne, così come altri milioni di bambini che muoiono per malattie debellate nei paesi industrializzati potrebbero essere salvati con semplici misure come l’allattamento al seno, i vaccini, gli antibiotici e i sali reidratanti”.

In vista del raggiungimento degli Obiettivi Onu del Millennio che puntano ad abbattere la mortalità infantile e materna, la ong ha lanciato la campagna ’Every One’ con cui intende mobilitare 60 milioni di sostenitori per salvare entro il 2015 due milioni e 500mila bambini e attuare programmi di salute e nutrizione a favore di 50 milioni di donne in età fertile e di minori.

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