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Napoli: tangenti per essere trasferiti

Autore: . Data: mercoledì, 18 maggio 2011Commenti (0)

Alcuni autisti assunti fuori dal capoluogo pagavano per ottenere un posto all’Anm. Coinvolti amministratori e sindacalisti.

Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza dopo lunghe indagini avrebbe scoperto che alcuni lavoratori assunti in aziende di trasporto di altre regioni pur di tornare a casa pagavano una mazzetta.

Gli investigatori hanno descritto “un sistema illecito organizzato e promosso da alcuni funzionari dell’Anm ed esponenti dei sindacati di categoria, attraverso il quale numerosi autisti, napoletani di origine -spiegano in Procura- che lavoravano presso altre aziende di trasporto, anche private del centro e del nord Italia, riuscivano ad ottenere l’assunzione a Napoli presso l’Anm”.

Il meccanismo adottato, secondo gli inquirenti della Procura, consisteva nell’uso dolosamente distorto nell’istituto della cosiddetta mobilità interna aziendale esistente nel settore del trasporto pubblico locale noto come “cambio d’azienda” che consente a due aziende di trasporto pubblico locale di scambiarsi i rispettivi dipendenti interessati all’avvicendamento.

Gli accertamenti svolti presso l’Anm e le omologhe aziende del centro e nord Italia avrebbero invece dimostrato che nella maggior parte dei casi i cambi disposti erano fittizi poichè gli autisti trasferiti all’Anm venivano avvicendati da colleghi, impiegati a Napoli in analoghe mansioni che di fatto non hanno mai poi preso servizio presso le aziende di destinazione.

Fino ad ora sono state poste agli arresti domiciliari due persone, ‘ex direttore del personale dell’Anm ed un sindacalista, mentre per due altri sindacalisti è stata adottata la misura dell’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

La Guardia di Finanza su ordine della Procura di Napoli ha anche eseguito perquisizioni nei confronti di funzionari dell’azienda napoletana di mobilita’ (Anm Spa), in una sede sindacale e nelle abitazioni di esponenti sindacali del settore trasporti.

L’indagine ha avuto inizio nel 2009 a seguito di una denuncia presentata da un consigliere comunale.

Le Fiamme gialle avrebbero scoperto una sessantina di trasferimenti sospetti nel corso del quinquennio 2005-2009.

E’ scandaloso che la già drammatica crisi occupazionale del sud possa indurre qualcuno a chiedere denaro per favorire il rientro di lavoratori emigrati. Ed ancora di più indigna la partecipazione di sindacalisti a questo mercato immorale.

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