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Miserie politiche: il sindaco di Milano e l’attacco a Pisapia

Autore: . Data: giovedì, 12 maggio 2011Commenti (0)

Letizia Moratti ha aspettato che un dibattito tv arrivasse al termine per accusare il suo avversario senza consentirgli replica. E, peggio, deformando i fatti.

Se gli elettori milanesi avranno un po’ di buon gusto penseranno con maggior cura se votare per Letizia Moratti. Perchè quello che è successo ieri alla fine di un faccia a faccia televisivo organizzato da Sky forse non ha precedenti in Italia. Al termine del confronto, quando un severissimo contasecondi mostrava meno 22 alla fine della puntata, la rappresentante del centro destra ha affermato a freddo che Giuliano Pisapia, candidato del centro sinistra, era stato giudicato dalla Corte d’Assise colpevole del furto di un’auto da utilizzarsi “per il sequestro ed il pestaggio di un giovane”. Il sindaco, calibrando le parole sulla base del tempo ancora disponibile, ha quindi concluso infine che il suo antagonista era stato amnistiato e che “l’amnistia non è assoluzione”. Il direttore del Skytg24, Emilio Carelli, più fedele al cronometro che all’obiettività, non ha permesso perchè il tempo era scaduto diritto di rettifica a Pisapia.

Inutile dire che la notizia urlata da Moratti era manipolata. In realtà Giuliano Pisapia si trovò coinvolto in una brutta storia che lui stesso aveva da tempo raccontato in questo modo: “So bene cosa significa stare dietro quelle sbarre. Ci sono passato anch’io. Nulla che già non si sappia. Sono passati oltre trent’anni: arrestato, innocente, per banda armata e concorso morale nel furto di un’autovettura. Prosciolto dalla prima accusa (banda armata) con formula piena nella fase istruttoria (allora vi era ancora la formula dell’insufficienza di prove); giudicato e assolto anche per l’accusa di concorso morale in furto, reato coperto da amnistia dal quale però i giudici mi hanno assolto nel merito, cosa possibile solo in quanto risultava “evidente” la mia innocenza. Un errore giudiziario, riconosciuto da una sentenza passata in giudicato, che comunque ho pagato con quasi quattro mesi e mezzo di carcere”.

Con evidente premeditazione Moratti ha dato una versione parziale dei fatti, omesso le conclusioni della sentenza di appello e cercato di colpire il candidato dell’opposizione senza offrirgli possibilità di replica. Un modo di intendere il confronto politico assolutamente inaccettabile.

Pisapia ha annunciato querela e sarà un tribunale a decidere se il comportamento dell’attuale sindaco di Milano è penalmente sanzionabile, ma il giudizio morale sull’episodio non ha bisogno di attendere le decisioni dei giudici.

La strategia della candidata del centro destra, comunque, mostra anche un profondo nervosismo per gli esiti delle votazioni. Perchè il ricorrere a stratagemmi così poco ‘civili’ svela una situazione di debolezza estrema.

Il capoluogo lombardo è strategico per Berlusconi ed una sconfitta di Moratti aprirebbe problemi ben gravi nel Pdl e tra quest’ultimo e la Lega. Se il sindaco in carica non dovesse riuscire a spuntarla al primo turno il rischio di perdere al ballottaggio per il centro destra sarebbe più che una ipotesi.

Dopo lo show di ieri i cittadini della città che ama sentirsi definire ‘capitale morale’ del Paese saranno ancora dell’idea di sostenere chi non ha nessun rispetto per le regole elementari del competere in modo trasparente?

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