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L’incredibile sceneggiata di Avetrana

Autore: . Data: martedì, 31 maggio 2011Commenti (1)

Michele Misseri è stato liberato. Il reo confesso dell’omicidio di Sara Scazzi è stato rispedito a casa. Per poche ore lo portano anche in ospedale.

Ieri a tempo di record il gip Martino Rosato ha concesso la libertà al contadino. Tornato nella sua casa di Avetrana, però, si è subito riprodotto un nuovo piccolo giallo: nella tarda serata l’uomo è stato riportato a Taranto e ricoverato.

L’uomo era uscito dal carcere alle 19,45 a bordo di una Jeep coi vetri oscurati. Con lui c’era la figlia Valentina. Scortato da alcune auto di carabinieri e polizia penitenziaria il piccolo corteo ha ricevuto gli applausi di alcuni passanti, a dimostrare la funzione nefasta prodotta dal sistema dei media, che hanno trasformato il caso in uno show.

Quello che è successo dopo lo ha raccontato Valentina: “Sono venuti i medici del 118 dicendo di aver ricevuto una chiamata, ma io non ho chiamato nessuno. Lui stava bene, era meravigliato per essere uscito dal carcere e si è sfogato ma stava benissimo”. La ragazza ha aggiunto che i medici le hanno chiarito che il sindaco di Avetrana aveva disposto il ricovero con un’ordinanza. Perchè non si sa, così come non è chiara la patologia riscontrata, con tutta probabilità comunque di tipo psichiatrico. Misseri è stato dimesso subito anche dal nosocomio e non si è capito bene come ci sia finito, perchè pare che il sindaco non c’entri nulla. Ma tra tanti misteri questo è decisamente il meno appassionante.

Misseri resta in ogni caso indagato in stato di libertà per omicidio, vilipendio di cadavere e soppressione di cadavere. L’unico obbligo impostogli è quello di presentarsi ogni pomeriggio alla caserma dei carabinieri di Avetrana per firmare la presenza.

Il gip ha deciso di rimandarlo a casa dopo aver esaminato l’istanza depositata nella mattinata di ieri dal difensore, l’avv. Francesco De Cristofaro. Ma a volere la sua liberazione è stata soprattutto la Procura di Taranto. Nella sua richiesta il legale di Misseri ha sostenuto la decorrenza dei termini di custodia cautelare. La Procura l’ha ritenuta inammissibile perchè per il reato di omicidio, ancora contestato all’agricoltore, il periodo massimo di carcerazione preventiva è di un anno e non è ancora scaduto. Nello stesso tempo, però, i magistrati inquirenti hanno depositato una richiesta di revoca della misura cautelare per il reato di omicidio, ritenendo attenuate le esigenze di detenzione e di estinzione dell’altra misura restrittiva riguardante la soppressione del cadavere di Sara Scazzi.

Il gip, nel giro di poche ore, ha ritenuto che per Michele Misseri, allo stato attuale delle indagini, il periodo di detenzione dovesse finire.

La misura presa dal gip con l’accordo della procura non tiene in nessun conto un recente invito espresso in una sentenza dai giudici della Corte di Cassazione, che avevano ritenuto l’uomo “inattendibile” e chiesto ai giudici tarantini di valutare con cura la credibilità delle sue parole.

I magistrati inquirenti della città pugliese, pur non avendo ancora reso nota l’esistenza di elementi inoppugnabili a conferma della loro tesi sono convinti che ad uccidere la povera ragazzina sia stata Sabrina Misseri insieme alla madre Cosima Serrano.

Insomma, da accusatore di se stesso a grande accusatore della figlia, Michele Misseri è diventato uno specialista delle confessioni multiple. Ma per chi indaga il contadino direbbe la verità solo quando coinvolge la figlia, mentre mentirebbe quando la scagiona. Poi ci sarebbero altri elementi, ma non del tutto convincenti.

Molti osservatori, quasi ignorati dai media, sostengono da tempo che allo stato dei fatti, se le prove resteranno quelle attualmente note, il processo non potrà che finire in un nulla di fatto, perchè costruito su un tracciato prettamente indiziario. Se così fosse sarebbe come uccidere per la seconda volta la piccola Sara.

A riguardo delle nuove deduzioni della procura, la giornalista della Stampa, Maria Corbi, ha raccontato: “Una “ipotesi alternativa” la chiama il gip nella sua ordinanza di custodia cautelare in carcere per Cosima e Sabrina Misseri [...] o meglio una ipotesi “onirica” visto che nasce da un sogno. Le fantasie notturne di un fioraio di Avetrana, Giovanni Buccolieri, che, oltre un mese fa, in un interrogatorio, aveva raccontato ai carabinieri di avere visto, il pomeriggio della scomparsa, Sarah che veniva trascinata per i capelli dalla zia Cosima, costretta a seguirla nella macchina. Chiarendo che si trattava di un sogno molto reale, ma sempre un sogno. E per questo Buccolieri si è rifiutato di firmare il verbale, continuando a sostenere la tesi del sogno, anche quando nuovamente ascoltato dagli inquirenti (per questo adesso l’uomo è indagato per false dichiarazioni al pm). Sentiti anche alcuni parenti del fioraio che hanno confermato di aver sempre saputo che si trattava di una visione non reale”.

In attesa di sciogliere gli enigmi “onirici”, ieri Cosima Serrano e Sabrina Misseri nel corso dell’udienza di convalida del provvedimento cautelare si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Non perchè prive di argomenti, ma per decisione dei loro legali che hanno spiegato: “La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere è condivisa da noi difensori. Abbiamo ritenuto di suggerire questa scelta perchè consona alla fase processuale. Abbiamo avuto modo di approfondire gli elementi a carico di Cosima, ma siamo dell’idea che in questo momento non era opportuno rendere l’interrogatorio”.

Franco De Jaco, uno dei difensori della moglie di Misseri ha osservato a riguardo del ricorso al Riesame: “Ci mancano alcuni tasselli del fascicolo per questione di tempo. Ci sono molti punti che devono essere chiariti, lo faremo nella sede opportuna. Riteniamo abbastanza risibile l’ordinanza di custodia cautelare, anche se sarà oggetto di approfondimento”.

La stampa e la tv, forse impegnate con le elezioni, non hanno mostrato per la liberazione del contadino lo stesso sdegno di solito dedicato in tutti i casi nei quali le porte di un carcere si aprono per dar via libera ad un indagato.

Se è diritto per ogni cittadino poter arrivare a processo in stato di libertà (a meno che non sussistano particolari esigenze), appare difficile accettare che sia recluso in prigione chi si dichiara innocente (Sabrina e sua madre) e sia liberato chi confessa di essere colpevole (Michele Misseri). Ma anche questo può accadere in Italia.

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Commenti (1) »

  • fabrizio ha detto:

    ricordiamo cosa disse Sabrina subito appena la sparizione di Sarah, disse:” l’ hanno presa..”"
    il profiler John Douglas dell’ FBI dice che se uno come fece Sabrina dice, p. es., che gliel’hanno presa e’ colpevole perche’ uno innocente nega a se’ stesso il rapimento.

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