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Informazione e miserie nel pantano di Avetrana

Autore: . Data: lunedì, 30 maggio 2011Commenti (2)

L’omicidio di Sara Scazzi è diventato un reality show nel quale la televisione ed i giornali hanno inventato mostri. Pur di vendere.

Il sistema italiano dei media è in crisi. Diminuiscono gli spettatori per la tv generalista, specialmente i più giovani catturati dalla più dinamica struttura interconnessa della rete, calano le vendite dei quotidiani, che già in Italia sono sempre state tra le più basse d’Europa.

Da almeno venticinque anni, con il craxismo prima ed il berlusconismo poi, la selezione del personale (a tutti i livelli) nella comunicazione e scomparsa. Il personale (giornalisti, tecnici, registi, personale artistico) viene prevalentemente scelto per motivi del tutto sganciati dalle capacità personali. Amici, salotti, partiti, agenti ammanicati, simpatie irrazionali e soprattutto raccomandazioni sono il mezzo attraverso il quale si ottengono i contratti.

Nel paesotto salentino l’assassinio della giovane ragazza un tempo non avrebbe fatto cronaca. Perchè da quelle parti, o meglio nelle campagne in generale, il crimine non era sporadico. Nascosta da una coltre di omertà, la violenza fisica e sessuale era largamente praticata, specialmente nei confronti delle giovani figlie, ma anche verso i maschi.

La Chiesa non condannava, un po’ per nascondere gli eventi, un po’ per salvaguardare la ‘famiglia’, istituzione assolutamente intoccabile. E la morte violenta per abigeato, per dissensi sui confini delle terre, per screzi generati da banalità avveniva ‘normalmente’. I killer non usavano le ‘doppiette’ di siciliana memoria, ma roncole, falci, coltelli da potatura, badili o zappe.

I Carabinieri dopo pochi minuti sapevano tutto, perchè il ‘maresciallo’ conosceva vita, morte e miracoli dei cittadini del paese. Qualche volta invece non scoprivano nulla, perchè i colpevoli erano ‘persone altolocate’ ed in quel caso niente doveva trapelare, mai.

Era la cultura contadina, che ancora sopravvive nei vecchi e nei giovani, ma che si è mescolata con quella della modernità, producendo un pasticcio difficile da decifrare.

Ivano, il belloccio del paese conteso dalle donne, sarebbe la causa scatenante di una gelosia che avrebbe indotto Sabrina Misseri ad uccidere la cuginetta adolescente. Con la complicità della madre. Questa parrebbe l’ultima tesi dell’accusa, ma considerato lo svolgersi passato degli eventi in questo ‘caso’ non c’è alcuna certezza. Il ragazzo ha colpito la fantasia di moltissimi commentatori perchè in un sms avrebbe scritto di sentirsi un ‘Trombamico’. Parola ritenuta perniciosa, comunque perfetta per descrivere un rapporto ‘ambiguo’ tra l’assassina Sabrina ed il playboy. Peccato che i soliti ‘esperti’ non sappiano che il vocabolo è largamente usato su Facebook in un area ‘di consumo’ diversa da quella che fa scalpore (politici, viola, pagine personali di vip), ma molto frequentata (forse di più dell’altra) da chi naviga nel social network per ‘cuccare’, ‘arrangiare’, ‘conquistare’, ecc.

Il processo dirà se la tesi dei pm è fondata e soprattutto se le prove raccolte dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio la responsabilità dei colpevoli.

Mesi e mesi di dirette, dibattiti, esperti a ruota libera, giornalisti senza alcuna preparazione in veste di indagatori, psicologi da mercatino del pesce, attricette da nulla impegnate in dotte disquisizioni sulle caratteristiche ‘border line’ dei protagonisti della faccenda, hanno convinto gli italiani che quelle due donne sono colpevoli.

Per altro Sara era bionda, bella e minuta e sua madre coi suoi capelli rossi sembra una donna normanna, mentre Cosima e Sabrina sono brutte, sciatte, grasse. Ed ‘una’ sovrappeso, nella televisione del Bunga Bunga non può che essere colpevole. Un cronista del ‘Corriere della Sera’, tale Goffredo Buccini, è arrivato a scrivere: “Lei (Sabrina, ndr) è la ragazza del dopo mezzanotte, grassottella, collo taurino, braccia da camallo, quella con cui non ti faresti mai vedere in pizzeria ma che dopo la terza birra a ora tarda non ti dispiace più come prima. Lui cammina sul filo dell’amicizia ambigua, fanfarone come siamo noi maschi”. Incredibile.

Il ‘popolo di Avetrana’ allora, ha voluto manifestare la propria ‘gioia’ per l’arresto della signora Serrano. Nessuno sa se le stesse persone hanno mai partecipato ad un sit-in di protesta contro la disoccupazione giovanile, che in quelle zone supera addirittura la media nazionale del 30 per cento. Ma andare in tv gridando contro le ‘grassone’ almeno rompe la monotonia e tanto fa pensare di essere tra gli ospiti di Barbara D’Urso a Pomeriggio 5. Ed alle ultime elezioni amministrative di qualche giorno fa dopo anni di centro sinistra ha stravinto il centro destra.

I vicini delle donne Misseri, quelli che fino alle dirette tv consideravano Cosima, Sabrina e la ‘sorella emigrata’ Valentina “brave persone” adesso ululano per la strada insulti contro di loro. Perchè lo ha detto la tv. Ed il silenzio è sceso sul contadino Michele Misseri, che non solo ha portato gli inquirenti sul luogo nel quale aveva nascosto il corpo di Sara, ma che ha fornito sette diverse confessioni. Affermando pure di aver abusato sessualmente della ragazzina già morta. E persino uno psicoanalista da bar dello sport a quel punto si sarebbe domandato: ma se anche mentisse perchè e da dove ha tirato fuori una fantasia del genere? Adesso quello che fu un ‘reo confesso’ è considerato dagli inquirenti “un personaggio secondario”. Misteri.

Ma nel baraccone dell’informazione non si cerca la verità. Le vendite e gli ascolti hanno bisogno di ‘mostri’, anche se fino ad oggi non si è trovata una sola prova contro le ‘streghe di Avetrana’.

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Commenti (2) »

  • sabrina ha detto:

    Come cittadina di Avetrana rimango sconvolta dalle cose che avete il coraggio di scrivere. L’unica ignoranza è la vostra che siete capaci solamente di generalizzare in barbaro modo ciò che è successo nel mio paese.
    Avete gettato Avetrana in un inferno che sembra essere senza ritorno, avete umiliato la dignità dei cittadini di questo paese, soprattutto dei giovani; ne avete dette di tutti i colori.
    Oggi ci volete far vergognare di uscire fuori di casa, e tutta l’Italia, non conoscendo il nostro bellissimo paese in prima persona, crede alla falsa e grottesca informazione che voi “giornalisti” avete fatto, e continuate a fare ancora oggi.
    Perchè voi volete fare lo show, perchè siete degli assetati di notorietà e di soldi.
    Il paese di cui faccio parte sarà anche piccolo, ma è pieno di gente che ogni mattina si alza alle 5 per andare a lavorare, è pieno di giovani che si impegnano ogni giorno per restituire serenità e dignità, è pieno di gente per bene e che svolge un lavoro onesto, è pieno di ragazzi, che come me studiano fuori, per poter un giorno tornare in quella terra, e sfruttare tutte le proprie conoscenze per far crescere il paese.
    Maria Sabrina Sammarco…cercatemi adesso!

  • redazione (author) ha detto:

    Gentile Sabrina, ci spiace ma non capiamo il senso del suo post. Noi non abbiamo mai “gettato Avetrana in un inferno”. Lo hanno fatto altri giornalisti e soprattutto un modo di rendere noti gli sviluppi di una indagine che ha negato ad alcuni i diritti e ad altri ha permesso di costruire colpevoli apparenti. Fino ad ora, per quanto si sappia, esistono solo indizi, per altro fragilissimi.
    InviatoSpeciale ha solo evitato di sbattere mostri in prima pagina, non prestandosi al ruolo di megafono per le tesi di alcuni, che sentono il bisogno di sostituire il principio ‘al di là di ogni ragionevole dubbio’ con quello della psicoanalisi da bar dello sport.
    Noi crediamo che sia meglio avere un colpevole a piede libero che un innocente in galera. E siamo d’accordo con lei: i cittadini di Avetrana sono brava gente. Esclusi quelli che applaudono agli arresti, ovviamente.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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