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Dove sono gli italiani a ‘rischio povertà’

Autore: . Data: venerdì, 20 maggio 2011Commenti (0)

Un ricerca svolta dal Centro Studi Sintesi di Venezia indica i comuni più a rischio.

Rimini, Massa, Brescia, Verbania, Carrara e alcune piccole città della Sardegna come Villacidro, Sanluri e Tortolì sono i comuni che coi capoluoghi delle nuove province di Barletta e Fermo presentano il maggior numero di cittadini con un reddito inferiore alla soglia di povertà.

Per gli analisti, studiando i 117 comuni capoluogo di provincia, si nota che nel 2008 circa il 12,2 per cento dei contribuenti, ovvero 1,2 milioni di persone, dichiara un reddito inferiore alla soglia media di povertà locale, che è di 9.893 euro annui, mentre il reddito medio è di 26.434 euro.

L’analisi per singoli comuni evidenzia che Barletta, città di oltre 90.000 abitanti e recente capoluogo di una delle nuove province, è il comune più esposto al rischio ’povertà’. Nella città pugliese al di sotto della soglia di povertà locale c’è ben il 30,4 dei contribuenti.

Al secondo posto c’è Villacidro, un piccolo paese della Sardegna, con una quota di contribuenti in difficoltà del 26,1 per cento.

Ma a sorpresa non solo il Sud è nei guai. Rimini si conferma ai primi posti, con il 25 per cento sotto la soglia di povertà. Il capoluogo romagnolo a causa della sua estesa attività nel campo del turismo fa registrare una spesa per consumi molto alta, che di fatto fa innalzare la soglia di povertà ben oltre il riferimento medio generale.

Contemporaneamente la precarietà indotta dalla stagionalità dei contratti di lavoro nel settore turistico determina un livello di reddito di circa 4.600 euro inferiore alla media nazionale, con una forte presenza di contribuenti con reddito inferiore ai 10.000 euro (il 17,2 per cento dei contribuenti, a fronte di una media del 12,2).

Ma i centri del Nord e del Centro in testa alla classifica sono anche altre. Massa è quarta con il 20,8 per cento dei contribuenti ’a rischio’, Brescia quinta col 20, Verbania settima col 19,4, Fermo ottava (19,3 e Carrara nona col 19,2.

Quote minori di contribuenti al di sotto della soglia di povertà locale si registrano nel Mezzogiorno. Caserta è all’8,6 per cento, Matera all’8,0,  Potenza al 7,4 e Avellino al 7,0.

Osservando le grandi città si nota che Torino ha a rischio di povertà il 17,5 per cento dei contribuenti e si attesta alla 16ma posizione, risultando in una situazione più rischiosa di Napoli,  che è al 16,3 ed al 34mo posto.

Roma al 12,9 per cento è in 80ma posizione e sembra star molto meglio di Milano, al 17,5 ed in 17ma posizione. Poi c’è Genova al 14,4 per cento ed al 54mo posto, sicuramente più fortunata di Venezia, 16,8 ed al 25mo posto.

Ma se questi sono i freddi numeri non si ha notizia di quali provvedimenti intenda prendere il governo Berlusconi per proteggere i cittadini a rischio. Intenda prendere perchè fino ad oggi nulla si è fatto.

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