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Crisi: in 460mila ancora in cassintegrazione

Autore: . Data: lunedì, 16 maggio 2011Commenti (0)

La richiesta di ore di cassa integrazione cala ad aprile ma il numero di lavoratori coinvolti, dietro le 92 milioni di ore registrate, è ancora rilevante. Sono, infatti, circa 460 mila, con poco meno di 160 mila parcheggiati in quella in deroga, le persone assenti dal lavoro da inizio anno che, in questo stesso periodo, hanno subito un taglio del salario per 1 miliardo e 250 milioni di euro, pari a 2.600 euro in meno in busta paga. E’ quanto emerge dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil nazionale nel rapporto di aprile.

Il rapporto ripercorre i dati sulla cig di aprile sottolineando come le 92.111.109 ore autorizzate lo scorso mese mettano a segno un calo su marzo del -10,1%. Mese, quest’ultimo, che aveva registrato su febbraio una crescita del +45,1%. “Un dato che è il segno più evidente di un andamento altalenante della situazione economica, compresa tra crisi e piccoli segnali di ripresa”, ha osservato il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere.

Nei primi quattro mesi dell’anno le ore totali di cassa integrazione sono state 325.482.937 in ribasso del -21,4% sullo stesso periodo dello scorso anno. “Con più di 300 milioni di ore autorizzate di cig dall’inizio dell’anno parlare di ripresa non ha quasi senso. Vuol dire affermare una realtà molto parziale”, ha aggiunto Scudiere sottolineando come “negli anni pre-crisi la richiesta di ore di cig si attestava tra le 100 e le 150 milioni di ore autorizzate l’anno”. L’impatto ancora rilevante della crisi si legge nel numero di aziende in cassa integrazione straordinaria (cigs) negli ultimi dodici mesi. Da aprile dello scorso anno si registrano contemporaneamente oltre 9.800 unità aziendali con decreto di cigs, senza contare quelle artigiane coinvolte con accordi regionali nei decreti di cassa integrazione in deroga (cigd).

Nel dettaglio dell’analisi della Cgil, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria (cigo) ad aprile registra 19.248.252 ore per una diminuzione sul mese precedente del -17,1%. Da gennaio ad aprile le ore di cigo sono state 79.966.471 con un calo del -47% sullo stesso periodo del 2010. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria le ore registrate lo scorso mese sono state 42.350.372 con una variazione negativa minima rispetto a marzo pari a -0,03%. Nel primo quadrimestre 2011 si contano 137.648.451 ore di cassa straordinaria con un calo tendenziale del -16,4%.

Infine la cassa integrazione in deroga, con 30.512.485 ore autorizzate, segna un calo ad aprile sul mese precedente del -17,2%. In crescita invece il raffronto tra il periodo gennaio – aprile 2011 sullo stesso dello scorso anno. Questi primi quattro mesi dell’anno hanno fatto segnare un ricorso alla cigd per 107.868.015 mettendo a segno un incremento tendenziale del +9,2%. “Mentre lo scarto tra un mese e l’altro nella richiesta delle ore di cigd può essere legato alla erogazione dei finanziamenti e delle autorizzazioni, nonché al rinnovo degli accordi regionali, – spiega il rapporto – l’aumento complessivo nei primi quattro mesi del 2011 è sicuramente significativo di una sostanziale persistenza della diffusione territoriale della crisi”.

Sono le regioni del nord quelle dove si è registrato il ricorso più alto alla cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto dell’Osservatorio Cig si rileva infatti che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate c’è la Lombardia con 80.589.376 ore registrate lo scorso mese che corrispondono a 118.514 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 53.581.791 ore per 78.797 lavoratori e il Veneto con 28.772.160 ore di cig autorizzate per 42.312 lavoratori. Prima in questa classifica tra le regioni del centro c’è il Lazio con 15.752.596 ore che coinvolgono 23.166 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si registra il maggiore ricorso alla cig con 20.849.499 ore per 30.661 lavoratori.

E’ la meccanica il settore in cui si è registrato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio ad aprile, la meccanica pesa per 120.203.633, coinvolgendo 176.770 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue in questa classifica il settore del commercio con 35.118.666 ore di cig autorizzate per 51.645 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 29.811.934 ore e 43.841 lavoratori.

Nei primi quattro mesi dell’anno si sono registrati 2.573 nuovi ricorsi aziendali ai decreti di cigs. Un numero che conferma una continua tendenza all’aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando invece si registravano 2.379 ricorsi. La crescita tendenziale risulta quindi essere del +8,15% e riguarda 3.860 unità aziendali rispetto alle 3.357 del primo quadrimestre dello scorso anno (+14,98%). Calano i ricorsi per crisi aziendale, pari a -6,05%, anche se rappresentano una fetta consistente dei decreti, ovvero il 63,97%.

Le altre causali significative e in “continuo aumento” per numero di decreti riguardano le domande di ricorso al fallimento (+76,29%) e al ricorso al concordato preventivo (+35,38%). In aumento i contratti di solidarietà (+46,97%) che rappresentano il 18,85% dei decreti. Il rapporto sottolinea come nei primi quattro mesi del 2010 i contratti di solidarietà fossero il 13,87% del totale dei decreti. Le domande di ristrutturazione aziendale rimangono su numeri bassi e “insignificanti”: solo 65, appena il 2,53% dei decreti. Si arriva infine agli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale dell’impresa. In questo caso le richieste rappresentano solo il 6,11% del totale dei decreti.

Ad aprile, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), risultano essere 957.000 i  lavoratori in cigo, cigs e in cigd.  Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 478.000 lavoratori, di cui 158.629 in cigd. Il rapporto denuncia come “anche in questi mesi del 2011 la situazione economica e sociale sia per migliaia di lavoratori insostenibile”. Difatti, dai calcoli dell’Osservatorio, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 1.248.101.878 euro, pari a 2.608 euro per ogni singolo lavoratore.

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