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Caso-Strauss Kahn, una questione politica

Autore: . Data: martedì, 17 maggio 2011Commenti (0)

L’immagine di Strauss-Kahn in manette, scortato dalla polizia come un delinquente comune, ha fatto il giro del mondo: il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale era infatti considerato da diversi osservatori uno degli uomini più potenti del pianeta. Era anche tra i possibili candidati socialisti nella corsa alle elezioni presidenziali francesi che si terranno nel 2012.

Per DSK, come lo chiama la stampa d’oltralpe, le accuse sono pesanti: sequestro di persona e violenza sessuale ai danni di una cameriera del Sofitel, che ha raccontato alla polizia statunitense di essere stata aggredita dall’uomo appena entrata nella sua stanza. Ora il direttore del Fmi rischia vent’anni di galera.

Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia Strauss-Kahn sarebbe uscito poi precipitosamente dall’albergo, arrivando a dimenticare il suo cellulare, e si sarebbe diretto al Jfk, il Kennedy, uno degli aeroporti di New York. Tre funzionari di polizia l’avrebbero catturato e ammanettato sul velivolo in procinto di decollare.

La Francia è profondamente scossa per la vicenda, anche se il politico-banchiere era un noto ‘Don Giovanni’.

“L’unico vero problema di DSK – scriveva il giornalista ‘Liberation’, Jean Quatremer, sul proprio blog nel lontano 9 luglio 2007 – è il suo rapporto con le donne. Troppo pressante, sfiora spesso le molestie. Un difetto conosciuto dai media ma di cui nessuno parla. Invece l’Fmi è un’istituzione internazionale dove i modi sono anglosassoni. Un gesto sbagliato, un’allusione troppo precisa, ed è la polemica mediatica”.

L’episodio newyorkese ha scatenato la leader dell’estrema destra xenofoba del Front National, Marine Le Pen, che ha dichiarato: “Tutti sapevano che soffriva di una debolezza, per non dire di una patologia sessuale simile a quella di Berlusconi. Non capisco come Sarkozy lo abbia potuto candidare al Fmi, rovinando la reputazione della Francia. Ed è davvero incredibile che i socialisti abbiano pensato di candidare una persona di questo tipo alla guida del Paese”.

Tuttavia, dopo la notizia dell’arresto, molti altri hanno gridato al complotto. Lo stesso Strauss-Kahn qualche mese fa aveva dichiarato: “Mi faranno fuori con uno scandalo sessuale. I miei punti deboli sono i soldi, le donne e il fatto che sono ebreo”.

Di certo non è facile credere che un uomo potentissimo e molto ricco possa assalire all’improvviso una cameriera entrata casualmente nella sua stanza d’albergo per poi fuggire all’aeroporto. Così come stupisce la solerzia della polizia della metropoli americana, che ha prelevato DSK a tempo di record su un aereo prossimo al decollo.

Per altro nella serata di sabato tale Jonathan Pinet, un giovane studente francese, aveva scritto sul suo Twitter: “Un amico degli Stati Uniti mi ha raccontato che DSk è stato arrestato circa un’ora fa in un hotel di New York”. Incalzato, dopo pochi minuti ha scritto un nuovo post: “A quanto pare un amico del mio amico lavora in quell’hotel. Vedremo presto se la notizia verrà confermata”. E infatti la notizia sarebbe stata confermata, ma con una differenza: Strauss-Kahn era stato arrestato in aereo e non in hotel. Come faceva a saperlo l’amico dello studente?

Pinet ha spiegato sul suo blog (jonathanpinet.over-blog.com): “A seguito delle numerose richieste che mi sono arrivate, confermo di aver ottenuto informazioni dell’arresto di Dominique Strauss-Kahn la scorsa notte da un amico di  New York. Queste informazioni sembravano abbastanza importanti, quindi ho deciso di inoltrarle a titolo personale. Essendo stato il primo a “twittare” la notizia in Francia (e probabilmente anche del mondo) sono stato accusato di cospirazione contro Dsk. Ebbene sì, lo confesso, sono stato il fautore di questa vasta cospirazione”.

L’ipotesi del complotto, però, è stata sollevata anche a numerosi esponenti politici, tra i quali  Christine Boutin, presidente della Democrazia Cristiana: “Penso – ha dichiarato – che Dominique Strauss-Kahn sia caduto in una trappola. Chi avrebbe favorito la sua cattura? Potrebbe essere stato qualcuno del Fondo Monetario Internazionale, oppure la destra o la sinistra francese”.

Stessa opinione ha espresso Dominique Paille, mentre Henry Raincourt ha detto: “Non si può non pensare che sia stata una trappola”.

L’arresto di DSK è, però, prima di tutto un problema politico, per altro colossale. Il banchiere era il protagonista delle operazioni di salvataggio della Grecia dal suo collasso finanziario ed il punto di equilibrio sul quale si basava la solidità dell’euro. Fatti che autorizzano a pensare di tutto.

Davide Falcioni

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