cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » esteri
Regola la dimensione del carattere: A A

Anche la Germania abbandona il nucleare

Autore: . Data: martedì, 31 maggio 2011Commenti (0)

Il gigante industriale europeo rompe gli indugi e decide di avviarsi in modo definitivo verso le rinnovabili. Dal 2022 l’energia atomica sarà un ricordo.

Berlino ha annunciato l’addio definitivo all’energia nucleare. La decisione è stata annunciata ieri dal ministro dell’ambiente, Norbert Roettgen, che dopo una lunga riunione con il  cancelliere Angela Merkel ha reso pubblico l’orientamento “irreversibile” del governo.

“Dopo lunghe consultazioni, c’è ora un accordo nella maggioranza per porre fine all’energia nucleare” ha spiegato il ministro, aggiungendo che la decisione è “seria, decisiva e chiara”. La precisazione era d’obbligo perchè l’uscita dall’atomica è una clamorosa marcia indietro.

Merkel, infatti, aveva bocciato il piano di uscita già deliberato nel 2000 dal governo di sinistra guidato da Gerhard Schroeder. Il leader dell’Spd aveva lanciato un programma che avrebbe dovuto portare alla chiusura di tutte le centrali tedesche nell’arco di 20 anni, entro il 2020.

Il cancelliere cristiano-democratico, però, dopo la vittoria elettorale aveva bocciato il provvedimento e nel gennaio del 2010 aveva fatto approvare un piano che prorogava di 25 anni la vita utile delle centrali in attività.

Adesso però ci si è accorti che il Paese ha perso quasi dieci anni per trovare un modo di produrre il 22 per cento del suo fabbisogno elettrico con fonti diverse dall’atomo. La Germania ha 17 centrali nucleari sul suo territorio e otto di queste sono attualmente in stand-by. Di quest’ultime, sette sono state fermate per tre mesi dopo il disastro di Fukushima per verifiche sulla sicurezza mentre l’ottava, quella di Kruemmel, è da anni in manutenzione per una serie di problemi tecnici.

Roettgen ha rassicurato che non ci saranno blackout spiegando comunque che gli otto rettori oggi fermi non saranno riattivati e che altri sei impianti saranno spenti entro il 2021. I restanti tre cesseranno la produzione entro il 2022.

Il ministro non ha spiegato come Berlino intenda sostituire in soli 10 anni un quarto della sua produzione elettrica. La Germania è il quinto consumatore al mondo di energia. Nel 2008 (dati Aie) ha impiegato circa 637mila Gigawatt/ora di elettricità (il doppio dell’Italia) di cui 150mila Gw/h prodotte con il nucleare.

Con il nucleare la Germania produce circa il doppio di quanto fa l’Enel in Italia con tutte le sue centrali e questo indica la misura della sfida che il Paese dovrà affrontare. Per nuove infrastrutture ‘alternative’ ci voglioni anni. Tre per realizzare una centrale a gas di media taglia (800MW) e fino a cinque per un impianto a carbone dell’ultima generazione.

Ancor più complicato e costosissimo è trovare sul mercato gas a sufficienza per compensare le chiusure. Così come oneroso sarà per pagare le quote di emissioni di CO2 evitate con l’uso del nucleare. Ma Merkel non ha dubbi: “Il nostro sistema energetico deve essere cambiato radicalmente e può essere cambiato radicalmente. Vogliamo che l’elettricità del futuro sia sicura e, allo stesso tempo, sia affidabile ed economica”, ha detto il cancelliere.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008