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‘Processo breve’, “un colpo di spugna sui colpevoli della strage di Viareggio”

Autore: . Data: giovedì, 7 aprile 2011Commenti (0)

Riceviamo da due associazioni viareggine che si battono per la verità e la giustizia in seguito alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, e volentieri pubblichiamo, un commento sul ‘processo breve’ e sulle possibili conseguenze per taluni casi giudiziari.

Abbiamo iniziato il nostro cammino di associazioni dei familiari della strage di Viareggio proprio con una manifestazione sulla giustizia, contro il ‘processo breve’, sabato 30 gennaio 2010, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, e ci siamo ritrovati nelle parole del Procuratore generale, Deidda: “… e chi lo dirà ai padri e alle madri di Viareggio, che hanno perso ragazzi di 18-20 anni, che lo Stato rinuncia ad accertare la verità solo perché il processo si è rivelato complicato e difficile?”.

Abbiamo continuato questo percorso il 6 marzo 2010, quando siamo stati a L’Aquila insieme a cittadini martoriati da un’altra grande tragedia, per manifestare contro il ‘processo breve’.

Proprio in questi giorni, ecco un altro colpo (come se quelli subiti non fossero stati sufficienti), un’altra mazzata che vorrebbe ancora farci chinare la testa: un’accelerazione proprio sul ‘processo breve’, per meglio dire sulla ‘prescrizione’ breve. Uno scempio ai danni dei cittadini per difendere gli interessi di un Presidente del Consiglio (?).

Questa legge riguarderà tanti importanti processi come il nostro. I 38 indagati della strage di Viareggio sono quasi tutti persone incensurate e, quindi, molti di loro usufruiranno della riduzione della prescrizione, potranno essere esclusi dai dibattimenti e quindi uscire probabilmente impuniti. Nessun responsabile di quanto accaduto a Viareggio: è uno scenario del tutto plausibile.

A Viareggio, il 29 giugno 2009, non è quindi successo niente quando bruciarono vive 32 persone che stavano riposando nelle loro abitazioni, colpevoli soltanto di trovarsi nei pressi della stazione durante l’esplosione del gpl contenuto in alcune carrozze deragliate.

Al solo pensiero che ciò possa accadere ci addoloriamo tremendamente. Quel pensiero uccide ancora una volta i nostri cari e uccide anche noi, che stiamo lottando con le unghie e con i denti per avere giustizia. Così non è più possibile andare avanti.

Il 5 e il 6 aprile ci siamo recati nuovamente all’Aquila dove, insieme a tante altre persone martoriate dall’ingiustizia, abbiamo costituito un’associazione a livello nazionale per essere tutti insieme pronti a lottare contro un vero colpo di spugna sui nostri diritti.

Non ci piegheranno mai, perchè il nostro dolore non può essere seppellito da alcun terremoto (neppure giudiziario) e non può essere prescritto. Siamo pronti e pronte a tutto pur di difendere la verità, la giustizia e la sicurezza di tutti. Lo dobbiamo, in primo luogo, alle persone che non ci sono più; lo dobbiamo a noi e a tutti i cittadini di questo Paese, per poterci definire ancora esseri umani, uomini e donne.

Associazione ‘Il mondo che vorrei’, ‘Assemblea 29 giugno‘ (assemblea29giugno@gmail.com) – Viareggio

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