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Ostia e il suo Idroscalo, l’ultima borgata di Roma

Autore: . Data: mercoledì, 20 aprile 2011Commenti (0)

L’Idroscalo di Ostia è conosciuto come il luogo del ritrovamento del cadavere di Pier Paolo Pasolini, il 2 novembre del 1975. E’ un’enclave abitativa alle porte di Roma sorta abusivamente nel corso degli anni, stretta tra il mare e il fiume Tevere.

Durante gli anni 30 del secolo scorso l’Idroscalo fu teatro dei primi esperimenti dell’industria aeronautica italiana. La seconda trasvolata atlantica di Italo Balbo, nel ’33, fu accolta trionfalmente proprio qui.

Dagli anni 60 ad oggi, con le varie migrazioni, oltre ai romani provenienti dalle borgate si trasferiscono stranieri che non hanno casa e che con pochi soldi rimediano una baracca. Sulla spiaggia dell’Idroscalo si sono avvicendati anche tanti set cinematografici, nel periodo della Hollywood sul Tevere.

Ogni anno, d’inverno, questa comunità di circa 400 famiglie fa i conti col maltempo che allaga le case poste sotto il livello del fiume.

Molti degli abitanti storici di questa comunità, respinta e disconosciuta in questi anni dalla “città ufficiale”, non andrebbero mai via, nonostante uno sgombero del Comune di Roma attuato a febbraio dell’anno scorso. Gli abitanti chiedono strade, scogliera e dignità.

Nato come provvisorio, questo luogo di proprietà del demanio per tanti che abitano a Ostia o a Roma è considerato zona franca. L’Idroscalo è l’ultima borgata di Roma, è la periferia cresciuta insieme alla città ufficiale e ha accolto gli scarti di quest’ultima. Oggi c’è una piccola chiesa, abusiva pure quella, che è punto di riferimento per la comunità; oltre ad un piccolo bar aperto solo l’estate.

L’Idroscalo è un posto che non ti aspetti, ricco di storie e di tanta umanità. L’area è destinata ad essere riqualificata. C’è di mezzo il progetto di ampliamento del porto turistico di Roma. Gli abitanti della comunità vorrebbero far parte del futuro del luogo. Ma è una storia che ancora non è stata scritta.

Antonella De Biasi

Foto di Alessandro Serranò

Grand Hotel Tevere, storia di un viaggio nell’ultima borgata della Capitale, di Alessandro Serranò e Antonella De Biasi. Fino al 3 maggio.
Vernissage: domani, giovedì 21 aprile, alle 19 a Roma, presso il Collettivo Wsp (piazza Santa Cecilia 16)

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