cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Lampedusa tra paura, morte e primi trasferimenti

Autore: . Data: lunedì, 4 aprile 2011Commenti (0)

Mentre il premier Berlusconi ha annunciato che si recherà oggi in Tunisia nel tentativo di bloccare le partenze per l’Italia, davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli, sono stati recuperati 68 cadaveri.

La notizia risale a giovedì, ma è stata confermata soltanto ieri da padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei gesuiti per i rifugiati a Malta: i corpi di 68 immigrati morti, con ogni probabilità durante una traversata verso l’Italia, sono stati ripescati nei giorni scorsi. La comunità religiosa avrebbe appreso la notizia da alcuni profughi eritrei che si trovano ancora in Libia.

Un altro barcone con 335 persone a bordo risulta inoltre disperso da due settimane. L’agenzia Habesha e l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) hanno dato l’allarme chiedendo che vengano intensificate le ricerche nel Mediterraneo.

E se le tragedie caratterizzano spesso i ‘viaggi della speranza’, il presidente del Consiglio Berlusconi ritiene di poter intervenire per fermare le carrette del mare che partono quotidianamente dalle coste nordafricane: dunque oggi è atteso a Tunisi, anche se alcune fonti vicine al nuovo governo locale hanno fatto sapere che non esistono, allo stato attuale, intese da ratificare in merito al dramma-sbarchi.

Sul fronte interno, da segnalare in primo luogo l’incendio scoppiato nella Casa della Fraternità di Lampedusa: i locali della Caritas, dove sono ospitati 36 ragazzi, hanno preso fuoco dopo che una ventina di loro coetanei erano stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle. Quelli rimasti hanno cominciato a protestare ed è esplosa la rivolta, dopo che sono stati ammassati alcuni materassi fuori della casa.

Inoltre alcuni traghetti – l’Excelsior, il Catania e il Clodia – hanno preso il largo, dopo le promesse di Berlusconi pronunciate nella piazza del Municipio alcuni giorni fa: si tratterebbe, si è appreso nella serata di ieri, di circa 3mila persone.

Mentre la notizia dell’arrivo delle tendopoli a Lampedusa – nel tentativo di tamponare l’emergenza che prosegue inesorabile – andrebbe già coniugata al passato: l’oggetto del contendere, infatti, non verrà mai montato ed è rimasto parcheggiato al porto inutilmente per dieci giorni. I lampedusani, che si erano opposti con forza alla realizzazione delle tendopoli, hanno vinto e si assiste da ieri alla diffusione di voci in libertà sulle nuove località dove potrebbero essere indirizzate (in aggiunta a quella di Palazzo San Gervasio, in Basilicata, e di Manduria, nel tarantino, già al collasso): forse Napoli o altri luoghi non confermati, eccezion fatta per un insediamento in Toscana, annunciato da alcune associazioni volontarie alla stampa locale.

Infatti, nell’ambito dell’operazione ‘svuotamento’ di Lampedusa, dovrebbero arrivare proprio qui i primi 300 migranti. La Toscana ha chiesto e ottenuto di poter dare ospitalità complessivamente a 500 persone ma non in un unico centro inizialmente previsto nell’ex area radar di Coltano (Pisa) bensì in diverse strutture, più piccole, disseminate tra diverse province.

Molto probabilmente l’arrivo di gran parte degli ospiti avverrà via terra dalle località italiane dove stati portati nei giorni scorsi. Una cinquantina di persone troveranno ospitalità a Firenze: una decina sarà accolta a Villa Peragnoli, struttura gestita dal Comune e dalla Caritas, mentre un gruppo più numeroso, circa 30, verrà sistemato in una struttura della parrocchia di San Martino, a Sesto Fiorentino.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008