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Istat, ‘tensione sui prezzi’ e aumento dell’inflazione

Autore: . Data: lunedì, 18 aprile 2011Commenti (0)

Le ultime rilevazioni Istat relative all’andamento dei prezzi ed agli effetti sui consumatori nell’ultimo mese rendono l’idea della situazione economica in atto nel Paese, benché se ne parli sempre meno: l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese di febbraio 2011 e del 2,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’inflazione acquisita per il 2011 è pari all’1,8% e quella ‘di fondo’, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si stabilizza all’1,7%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale all’1,9% dall’1,8% di febbraio 2011.

Sul piano tendenziale, la crescita dei prezzi dei beni sale al 2,8%, con un’accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a febbraio 2011 (+2,6%), mentre quella dei prezzi dei servizi si porta al 2,0% dall’1,9% del mese precedente. Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta.

L’accelerazione dell’inflazione registrata a marzo risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei beni alimentari e di quelli energetici non regolamentati. Un effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva anche – segnala ancora l’Istat – dall’andamento dei prezzi dei servizi, ed in particolare di quelli relativi ai trasporti e ai ricreativi, culturali e per la cura della persona.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta del 2,2% rispetto al mese precedente e del 2,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (la stima provvisoria era +2,6%), con un’accelerazione di sette decimi di punto percentuale rispetto a febbraio 2011 (+2,1%). La forte variazione congiunturale è in gran parte dovuta al venire meno dei saldi stagionali.

“Dati preoccupanti – ha commentato Giovanni D’Agata, responsabile del dipartimento ‘Tutela del consumatore’ dell’Italia dei Valori – che denotano l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori e il contestuale impoverimento generale dei cittadini”.

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