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In Tanzania, tra le malattie ‘non più incurabili’: superstizione o realtà?

Autore: . Data: giovedì, 7 aprile 2011Commenti (0)

Questa è la storia, incredibile ma vera, di Ambilikile Mwasapile, un pastore luterano in pensione che vive a Loliondo, un piccolo villaggio nel nord della Tanzania. E’ una storia tipicamente africana, a metà tra magia, superstizione e realtà, alla quale noi occidentali stentiamo a credere perché probabilmente troppo lontana dai nostri canoni. E’ una vicenda lontanissima, che tuttavia lentamente sta guadagnando l’attenzione di importanti media occidentali per la curiosità che desta.

Ambilikile Mwasapile è un anziano pastore luterano. Loliondo un villaggio nel distretto di Ngorongoro, non lontano da Arusha e dal monte Kilimangiaro. Qui nasce un albero, chiamato Mugariga, dalle cui radici il religioso sostiene di aver trovato una pozione in grado di sconfiggere cancro, aids, ipertensione, diabete e svariate altre malattie finore ritenute incurabili o molto difficili da debellare.

La vicenda potrebbe essere ritenuta una bufala, e probabilmente lo è. Tuttavia in Tanzania e in Kenia da settimane non si parla di altro. Tg e giornali dedicano ogni giorno la notizia di apertura a “Baba wa Loliondo” (cioè Nonno Loliondo, come è stato ribattezzato il pastore). Gruppi musicali intonano canzoni sulle spiagge di Dar es Salaam e nei villaggi vicino Dodoma (la capitale), mentre da nord a sud del Paese i dala-dala (ovvero gli scalcinati bus locali) hanno scritto sulla fiancate il nome del guaritore.

Ma come mai tanta adorazione per Baba Loliondo? Semplice: fin dal principio ognuna delle migliaia di persone che lo hanno raggiunto, tutte con seri problemi di salute da risolvere, ha sostenuto di essere guarita. E il passaparola è stato talmente efficace che oggi ci sono la bellezza di 52 chilometri di coda – tra auto, pedoni, bici e moto – per arrivare all’agognato “elisir”. Visto il boom lo stesso governo tanzaniano ha disposto servizi di assistenza ai cittadini in fila, dal momento che per giorni si sono registrati decine di decessi causati dal caldo.

E come si svolge il rito? Semplicemente pagando una quota di 500 scellini (25 centesimi di euro circa) e bevendo da un bicchierino consegnato direttamente dal pastore luterano, che sostiene di essere stato indicato da Dio ad eseguire questa missione. Dopo aver assunto la pozione è necessario concentrarsi e rimanere qualche ora in preghiera perché gli effetti siano positivi. Il villaggio di Loliondo viene raggiunto ogni giorno da migliaia di ammalati, compresi alcuni ministri tanzaniani, e il passaparola è stato talmente efficace che iniziano ad arrivare cittanini asiatici ed europei, evidentemente persuasi che la “pozione magica” preparata dall’anziano pastore luterano sia migliore di chemio e radioterapie.

Naturalmente con il passare del tempo lo scetticismo monta. Benché la quota da pagare per ricevere l’elisir sia molto bassa, non pochi sostengono che il pastore luterano stia guadagnando milioni di scellini ogni giorno sulla pelle di sprovveduti malati, probabilmente talmente dispeati da aver accettato di tentare anche la cura Loliondo.

Inoltre nessuna prova scientifica ha ancora dimostrato l’efficacia dell’infuso dispensato ai pazienti, il cui benessere potrebbe essere causato solo da un effetto “placebo” destinato, prima o poi, a terminare. Tuttavia la notizia è curiosa e merita di essere raccontata. In molti Paesi dell’Africa Orientale Loliondo è diventato un vero e proprio mito. E presto i cittadini europei che in questi giorni fanno la fila per bere l’elisir torneranno e, solo allora, sapremo se la “magica radice” ha veramente effetti positivi sulla salute.

Davide Falcioni

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