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Degrado e disvalori non condannati: gli scout cattolici romani contro la Chiesa

Autore: . Data: mercoledì, 13 aprile 2011Commenti (3)

L’agenzia Adista, vicina al mondo cattolico, definisce la dura polemica dei capi scout romani aderenti dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) come “un gesto di rottura, compiuto in maniera anche piuttosto polemica”, tanto più che da anni i vertici dello scoutismo di stampo confessionale avevano deciso di non intervenire sulle questioni di carattere politico ed ecclesiale.

Sessantatrè di loro, quelli che operano nella zona Roma Ovest (‘Cassiopea’), hanno recapitato un documento agli organismi dirigenti dell’associazione, alla Presidenza della Cei, al vicario del papa per la Diocesi di Roma ed ai Vescovi ausiliari della loro città denunciando il degrado raggiunto dalla nostra vita civile ed il colpevole silenzio, anche ecclesiale, che accompagna questa difficile fase del Paese.

“Non possiamo tacere”, hanno scritto, aggiungendo: “Da tempo la vita della comunità civile, la stessa esperienza personale quotidiana, ed in particolare quella dei giovani, è sconvolta, colpita, avvilita dal prorompente e violento affermarsi di disvalori, di stili di vita, che non solo sono estranei alla nostra cultura, alle nostre speranze, al nostro impegno per un mondo migliore, ma confliggono duramente con essi, sono ad essi antagonisti, ne svuotano ogni contenuto positivo, ogni possibilità di successo”.

E ancora: “Non vogliamo tacere”, a proposito “dell’avvilente silenzio, della mancanza di coraggio, se non dell’omertà, che abbiamo dolorosamente osservato in troppi luoghi, occasioni, eventi, nei quali la gravità di quanto recentemente emerso nelle cronache politiche e giudiziarie avrebbe dovuto sollevare ammonimenti, prese di posizione nette ed inequivocabili di condanna e di salvaguardia delle condizioni minimali perché sia salvo il rispetto reciproco e la dignità delle istituzioni della Repubblica democratica”.

Il riferimento, esplicito, è ai vertici della Chiesa, segnala Adista, che riporta un altro duro passaggio del documento dei capi scout: “Ci sentiamo responsabili del silenzio dei nostri vescovi, pur con le autorevoli eccezioni di cui abbiamo avuto notizia: li sproniamo al coraggio, alla profezia, perché sappiano confortare il dolore, raddrizzare il disorientamento, che avvertiamo vastissimi nelle comunità cristiane locali, nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi frequentati dai nostri giovani. E ci sentiamo responsabili, ma non solidali – si legge ancora, con riferimento alla risposta dei vertici nazionali dell’Agesci – del silenzio (non conta se imbarazzato o meno) dei nostri organi direttivi nazionali e regionali, che, assoggettati al vincolo democratico di rappresentanza, sono la nostra voce pubblica istituzionale. Li impegniamo – si conclude il documento – ad un più attento e tempestivo ascolto dei capi e dei gruppi scout; e a una più netta azione pubblica che dia testimonianza del pensiero e dell’impegno dei capi educatori dell’Agesci”.

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Commenti (3) »

  • Nicolini Romano ha detto:

    Cosa volete che vi dica? A me sta bene anche questo documento ; posso anche condividerlo. Non vorrei però, cari amici scout, che per fare questo documento abbiate occupato tempo prezioso che poteva essere dedicato alla preparazione della uscita, riunione ecc. con i vostri ragazzi.
    In altre parole, non vorrei che inciampassimo anche noi nel difetto di alcune chiese del nord Europa nelle quali ci sono dei teologi che scrivono stupendamente bene su temi teologici ma poi non spendono un minuto per stare con la gente a fare apostolato.
    Se è vero quello che dicono, le loro chiese sono ridotte a musei, sale da concerto ecc.
    Scusate!
    D.Romano Nicolini Rimini 339 84 12 017

  • Emanuele ha detto:

    ma finalmente qualcuno che prende posizione! come fare educazione se tralasciamo il mondo intorno?
    grande zona cassiopea

  • Peppe Dini ha detto:

    Caro d. Romano credo che gli scouts di Roma hanno fatto bene ad intervenire in virtù del loro sacerdozio regale e profetico ricevuto col battesimo. Mentre assistiano ad una struttura ecclesiastica, sempre più legata al potere ed al denaro incapace, di essere maestra e profeta, dove la correzione fraterna viene dispensata in base a gerarchie di interessi di potere, ecco che allora la vita la si difende solo all’inizio ed alla fine ed il durante viene dimenticato: da troppo fastidio ai politici di turno locali e non.
    Bravi fratelli scous e buona strada.
    Peppe Dini

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