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Un grido contro la crisi: i sindacati di base e lo sciopero

Autore: . Data: lunedì, 14 marzo 2011Commenti (0)

Venerdì scorso a Roma, in concomitanza con lo sciopero generale di 24 ore proclamato da Usb, Slai Cobas, Cib Unicobas e Snater, circa 50mila manifestanti hanno sfilato per le vie di Roma.

Il lungo corteo è partito da piazza della Repubblica, ha percorso le strade del centro, terminando in piazza Navona, dove si sono tenuti gli interventi dal palco.

Presenti alla manifestazione, i lavoratori dell’Atac, dell’Ama, dell’Acea, i lavoratori e i precari dei nidi, delle scuole dell’infanzia, del Teatro dell’Opera, delle cooperative sociali, del trasporto aereo, i vigili del fuoco, i cassaintegrati, i disoccupati, insieme ai movimenti per il diritto alla casa e per la difesa dei beni comuni, ai migranti, agli studenti. Hanno intonato cori, slogan contro il governo e contro il modello- Marchionne.

Proprio venerdì a Bruxelles si riuniva l’Eurogruppo per varare delle manovre sul deficit: il governo italiano ha già fatto sapere che intende adeguarsi alle misure, aumentando cosi i provvedimenti di questi ultimi anni. Saranno ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo più alto di questa crisi che si sta allargando come una macchia sul presente e sul futuro.

Lo sciopero è stato definito generale e generalizzato proprio perché in rappresentanza delle istanze dei lavoratori, dei precari, dei migranti e dei senza casa.

Occupazione, Salario, Dignità, le parole d’ordine. Ed è stata proprio la dignità l’anello che ha legato a doppio filo le migliaia di persone radunate oggi nelle strade del centro di Roma. Dai primi dati forniti dai sindacati di base oltre 1 milione e 200 mila lavoratori avrebbero incrociato le braccia: “Una straordinaria adesione che testimonia la rabbia del mondo del lavoro e del non lavoro – ha dichiarato Pierpaolo Leonardi dell’Esecutivo Usb – sono stati decine di migliaia i lavoratori, le donne, i precari, i migranti, i senza reddito, i cassintegrati, i senza casa che hanno bloccato completamente il centro della capitale arrivando, nonostante i divieti, fin sotto le finestre del Senato”.

“Uniamo le lotte, mettiamoli in crisi”: così lo striscione che apriva il corteo. “La richiesta della piazza – ha proseguito Leonardi – è di un profondo cambiamento di politica economica. Siamo stati il ‘convitato di pietra’ e da oggi le mobilitazioni avranno anche come obiettivo proprio le politiche antipopolari dell’Unione europea; questa bella giornata di mobilitazioni ci conferma quanto abbiamo scritto nei manifesti dello sciopero: ‘bentornata, lotta di classe’”, ha concluso.

Susi Ciolella

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