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Italiani pigri e mal alimentati: l’allarme dal policlinico ‘Gemelli’

Autore: . Data: mercoledì, 9 marzo 2011Commenti (0)

Presentato ieri al policlinico “Agostino Gemelli” di Roma il Rapporto Osservasalute 2010, frutto del lavoro di 203 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici e economisti distribuiti su tutto il territorio italiano che operano in diverse università e istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali.

“I problemi di salute degli italiani non dipendono solo dalla loro cattiva volontà che li porta a essere sedentari e poco inclini a corretti stili di vita – ha spiegato Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma – bensì anche dal deteriorarsi, soprattutto nelle Regioni in difficoltà sul piano economico (soprattutto al Sud), di interventi adeguati per mancanza di investimenti nella prevenzione”.

A ciò si aggiunge il problema della chiusura degli ospedali che, “sebbene concepita per razionalizzare il sistema – ha aggiunto il medico romano – determina però poi la riduzione dei posti letto e della ricettività per le emergenze. In dieci anni di federalismo sanitario, con la sanità ormai trasferita interamente alle regioni, il problema è che quelle deboli corrono il rischio di essere travolte”.

In merito alle abitudini di vita non corrette, sembrano divenute “normali”, denuncia il Rapporto, e riguarderebbero anche le donne: ha infatti smesso di crescere la loro aspettativa di vita (negli ultimi 5 anni è infatti aumentata di appena tre mesi – da 84 anni nel 2006 a 84,1 anni nel 2009, a 84,3 nel 2010 – mentre per gli uomini è aumentata di sette mesi nello stesso arco di tempo – da 78,4 anni nel 2006 a 78,9 anni nel 2009, a 79,1 nel 2010). Proprio le signore stanno sempre più assumendo stili di vita che ricalcano quelli maschili, a cominciare dal consumo di alcol: sono infatti aumentate le adulte (19-64 anni) con consumi di alcol a rischio (si ritengono a rischio le donne che eccedono il consumo di 20 grammi di alcol al giorno), passate dall’1,6% nel 2006 al 4,9% nel 2008.

“Purtroppo i dati del rapporto Osservasalute non mi sorprendono, perché rispecchiano le rilevazioni che abbiamo effettuato e su cui seguitiamo a lavorare con la Commissione d’inchiesta: il Servizio Sanitario Nazionale è nato per garantire a tutti il diritto alla salute, eppure l’assenza di uguaglianza di trattamento è un problema sempre più rilevante”.

Così Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, in una nota. ”Oltre all’accesso alle cure – ha aggiunto il parlamentare del Pd -  esiste da tempo un impoverimento di investimenti nella nostra sanità, il sistema sanitario italiano, in particolare, ha oggi bisogno di rinnovarsi e diventare più moderno dal punto di vista strutturale, tecnologico, dell’organizzazione e dei servizi offerti”.

Il 60% dei nostri ospedali, ha reso noto Marino, “è stato costruito prima della seconda guerra mondiale: è necessario un piano di investimento epocale nella medicina del territorio come sta indicando l’Inghilterra. Non possiamo più aspettare, non si può sperare in significativi aumenti della dotazione finanziaria per i prossimi anni a causa dei vincoli di bilancio imposti dal Patto per la Salute 2010-2012, quindi è necessario recuperare le risorse attraverso la riduzione severa e rigorosa degli sprechi”.

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