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Giappone, se l’incubo-nucleare diventa realtà

Autore: . Data: mercoledì, 16 marzo 2011Commenti (2)

Le prefetture di Tokyo e di altri grossi centri giapponesi hanno fornito ieri un primo, drammatico bilancio ufficiale della catastrofe: i morti accertati sono finora 2.722 e i dispersi riconosciuti 3.742; oltre 1.800 i feriti.

Ed è altrettanto impressionante il fatto che scosse di magnitudo 6.2, come quella registrata ieri, siano considerate di “assestamento”, tenendo presente (per fare un esempio che ci tocca da vicino) che l’evento sismico che portò alla semidistruzione del centro dell’Aquila (il 6 aprile 2009) fu di magnitudo 5.9.

D’altra parte, il terremoto in quanto tale non ha causato vittime in Giappone, e ciò la dice lunga sul livello di organizzazione ingegneristica e architettonica di quella realtà al cospetto del nostro Paese: l’ecatombe è dovuta al maremoto. E agli effetti dello tsunami si deve anche l’incubo-nucleare che tiene in apprensione il mondo intero.

La novità sopraggiunta ieri al proposito ha aggiunto benzina sul fuoco e riguarda sempre la centrale di Fukushima: dopo gli scoppi registrati ai reattori 1 e 3, venerdì e sabato, anche il numero 2 e il numero 4 sono stati interessati dagli stessi fenomeni. In quest’ultimo si sarebbe verificato un vero e proprio incendio che – secondo quanto affermato dall’Agenzia atomica internazionale, la Aiea – avrebbe favorito la fuoriuscita di radiazioni.

Tra l’altro, il reattore in questione era fermo per lavori di manutenzione ma, come ha riferito il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano, “il combustibile nucleare spento si è surriscaldato, generando idrogeno e innescandone l’esplosione”. Le radiazioni nella sala di controllo della centrale di Fukushima sarebbero troppo elevate affinché “gli esperti della Tepco vi possano lavorare”.

Il gravissimo problema dell’aumento “considerevole” delle radiazioni ha ovviamente allarmato la popolazione, che entro un raggio di 30 chilometri dall’impianto deve rimanere nelle proprie abitazioni, come annunciato attraverso i mass media dal premier nipponico, Naoto Kan. La misura precauzionale riguarda soprattutto gli abitanti dal ventesimo al trentesimo chilometro, mentre circa 200mila residenti nel raggio dei primi 20 chilometri di distanza dall’impianto sono stati sgomberati.

Il livello di rischio – valutato dall’autorità francese per la sicurezza nucleare – è fissato a quota 6 della scala di riferimento internazionale Ines che arriva ad un massimo di 7 (quello che fu registrato in occasione dell’incidente di Chernobyl, per capirsi). La valutazione dell’Ispra, l’istituto italiano che si occupa anche di sicurezza nucleare, è invece a quota 5, mentre le autorità giapponesi scendono a 4.

Fatto sta che livelli di radioattività dieci volte superiori alla norma sono stati registrati a Maebashi, città situata circa 100 chilometri a nord di Tokyo e quindi più vicina alla zona della centrale di Fukushima, che dalla capitale dista 250 chilometri. E il clima da coprifuoco trova conferme nelle disposizioni di alcune grandi compagnie aeree, che stanno decidendo di interrompere i propri voli per Tokyo per evitare di esporre il personale alle radiazioni. Lufthansa ha deciso di deviare gli aerei su Nagoya e Osaka. E anche l’Air China, la compagnia di bandiera cinese, ha deciso di cancellare alcuni voli verso il Giappone, anche se si tratta di una decisione solo transitoria, seppure nata dallo stesso presupposto di Lufthansa, ovvero dalla volontà di non lasciare i velivoli parcheggiati di notte in Giappone. Non cambia invece i propri programmi, almeno per ora, Alitalia: l’amministratore delegato della compagnia, Rocco Sabelli, ha spiegato che “ad oggi i nostri voli sono regolari e tutti pieni”.

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Commenti (2) »

  • de marco mauro alberto. ha detto:

    Oggi è il Giappone a fare i conti per l ennesima volta con il nucleare e la “paura” che esso genera nei cuori di ognuno di noi,domani a chi tocchera risquotere il “premio ” di questa macabra lotteria..?Io non ho una risposta da dare a tutto ciò , ma da uomo della strada tale sono , dico ha chi a pensato di prendere un TORNADO e di imbottigliarlo di fermarsi un attimo e riflettere se sia il caso di continuare su questa via che per il momento è già costata migliaia di morti esseri deformi e vite infelici.IL SOL LEVANTE sarà degno del suo nome!Noi lo saremo altrettanto? DE MARCO.

  • eddy ha detto:

    mi piange il CUORE, e sono vicno alla popolazione del Giappone, considerando il fatto che se avessi una bacchetta magica li porterei indietro, mi dispice tantissimo ciò che stanno provando, ma.. pensate, comunque è, un INVOLONTARIO errore umano, MA PERO’, sottovalutare la natura è ANCORA PIù GRAVE, il globo è di pér sè un piaeta naturale, pensare di far della natura un gioco gli scienziati hanno preso un grosso granchio.
    quello che fa più paura è che nel mondo di impianti nucleari ce ne sono tantissimi, troppi…. pensate se quà e là ne saltasse uno…. ogni tanto speriamo!!!… ora pensate che tutti noi siano appesi ad un filo solo per colpa INVOLONTARIA del Giappone, devo pensare che la profezia Maia non sia poi così sbagliata!!.

    ORA L’ITALIA CHE PER SUA FORTUNA NON HA SPRECATO QUESTE RISORSE CERCA CATASTROFI, VUOLE COSTRUIRNE ALCUNE, SONO DEI PAZZI SCATENATI.
    PENSATE CHE DALLA SCOPERTA DEL PETROLIO SONO PASSATO POCO PIU’ DI 100 ANNI, QUESTI ULTIMI GOVERNANTI SONO RIUSCITI A DISTRUGGERE TUTTO, QUELLO CHE LA NATURA NON HA FATTO IN CENTINAIA DI MILIONI D’ANNI. VI DOMANDERETE COSA O COME FARE…. è SUFFICENE FAR SPEGNERE LE ALTRE CONSIDERANDO CHE I POTENTI SONO POTENTI PERCHE’ ESISTIAMO NOI.
    NON SI PUO’ ACETTARE SEMPRE E COMUNQUE, ABBIAMO MESSO AL MONDO DEI FIGLI, CERANDO DI DARGLI UN FUTURO, GUARDATEVI INTORNO E POI AGITE, IL FUTURO è NELLE TUE MANI, NON NELLE LORO.

    QUESTO PENSIERO è UNA PREGHIRA FATELO GIRARE

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