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Confesercenti: non dimenticarsi delle crisi

Autore: . Data: martedì, 1 marzo 2011Commenti (0)

L’associazione che rappresenta le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato ha fatto notare che per nove italiani su dieci i problemi economici del Paese non affatto superati.

Mentre il Palazzo continua ad occuparsi dei guai giudiziari di Berlusconi o degli equilibri tra i partiti, i cittadini sono molto preoccupati per tutt’altro. Dai dati raccolti dall’indagine periodica di Confesercenti-Ispo emerge che “paura, incertezza, sfiducia probabilmente fanno vedere ancora nero sulla crisi”, tanto che il 92 per cento del campione ha la percezione che il peggio non sia affatto superato. E nello stesso periodo dello scorso anno i ‘pessimisti’ l’83 per cento, ovvero nove punti in meno di adesso.

Inoltre, secondo l’indagine, “la preoccupazione per la situazione economica sale – sempre da febbraio 2010 a febbraio 2011 – dal 90 per cento al 96 ed in modo abbastanza omogeneo sul piano territoriale” ha aggiunto l’associazione.

La rilevazione ha poi affrontato il problema della perdita del lavoro. Qui le cose vanno leggermente meglio, ma rimangono comunque allarmanti. Il 95 per cento del campione continua a dichiararsi allarmato (un anno fa era il 92) e di essi lo sono ’molto’ coloro che non hanno un lavoro o subiscono la cassa integrazione.

Per quanto riguarda i disoccupati il quadro è fosco. Il 100 per cento di loro non nutre alcuna speranza di uscire dal tunnel. Dopo di loro ad essere ‘preoccupati’ si sono il 97 per cento degli impiegati ed insegnanti e il 94  dei lavoratori dipendenti con qualifiche meno elevate. Riguardo alla Cig le condizioni sembrano meno negative, il 90 per cento del campione non è stato e non prevede di andare in cassa integrazione.

I risultati del lavoro di Confesercenti-Ispo dovrebbe far riflettere non solo i partiti, ma anche i media. Perchè le conseguenze della crisi e specialmente lo stato di sfiducia dei cittadini non sembrano temi sui quali in Italia valga la pena di discutere.

E se gli italiani hanno paura della crisi all’estero si cominciano a vedere segnali di ripresa. Negli alberghi dell’Unione europea stanno aumentando i pernottamenti negli alberghi dopo due anni di flessione. L’andamento positivo è omogeneo per tutti i principali Paesi ad eccezione dell’Italia che accusa una contrazione dello 0,8 per cento.

Il Belpaese rimane al secondo posto, con 245 milioni di notti comprate da turisti, ma la Spagna cresce moltissimo, del 6,4 per cento, consolidando la prima posizione con 268 milioni. Bene anche la Germania con un più 5,8 per cento e la Francia con più 2,4.

Secondo i dati Eurostat le migliori performance nel 2010 sono dell’Estonia con un aumento del 14,1 per cento, della Lettonia con l’11,6, della Lituania con l’11. In flessione Romania, Grecia e Gran Bretagna.

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