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Ruby e federalismo: Dio salvi la Repubblica

Autore: . Data: venerdì, 4 febbraio 2011Commenti (0)

Ieri il federalismo misterioso ha subito una battuta d’arresto nella Bicamerale. La Camera poi ha votato e rigettato le richieste della procura di Milano.

La situazione politica del Paese è sempre più drammatica. In mattinata la misteriosa creatura  voluta da Bossi e della quale nessun cittadino italiano è in grado di descrivere significato e funzioni ha subito un brutto colpo perchè non passato in Commissione bicamerale.

Intorno al federalismo negli anni si è costruita la più surreale delle vicende politiche del Paese. L’elettorato celtico-padano, indotto dalla demagogia leghista, ritiene che quella proposta politica sia il fulcro del ‘riscatto del Nord che paga le tasse’ contro ‘Roma ladrona’ ed il ‘Sud’, che spenderebbero il denaro settentrionale senza criterio.

In realtà il presunto decentramento che si collega al federalismo significherà una ulteriore crescita delle clientele, perchè la ‘devoluzione’ di poteri e l’autonomia impositiva e finanziaria dei comuni permetterà ai partiti di gonfiare ancora di più clientele e sottogoverno.

I seguaci di Bossi, nutriti con dosi massicce di slogan e propaganda, sono anch’essi molto confusi sull’argomento. Una militante del Carroccio in un post su Fecebook è stata bravissima nel sintetizzare la dimensione colossale di superficialità che regna tra i militanti della Lega Nord.

Ha scritto Giulia Covelli: “E’ finita? Ma voi su che basi parlate…lo sapete altre nazioni quanti anni (secoli volendo) hanno lottato per ottenere l’indipendenza economica…o magari addirittura una scissione? Credete che tanto si possa fare nel giro di una decina d’anni?!?! L’avete mai aperto un libro di storia?”.

E Gent D’Arlugn, altro fervente padano, ha insistito mostrando bene cosa si muove nelle menti dei fan del Senatùr: “ZITTI TUTTI COMUNISTI! Oggi è stata un’immensa vittoria. Andremo a elezioni perchè il nostro Bossi staccherà subito la spina a questo governo. Si rivoterà la Lega prenderà il 20-25 per cento e saremo liberi di attuare tutte le riforme federaliste che vogliamo. Probabilmente il presidente del consiglio sarà leghista. Vedo già la secessione nel giro 5 anni. SIAMO I PIU’ FORTI E TOSTI D’ITALIA (speriamo presto di poter dire solo PADANIA). Terroni avete finito di rubare i nostri soldi. A CASA MERDE”.

Tuttavia, Bossi non sembra per nulla convinto di voler andare alle urne ed ha dichiarato: “Per adesso si va avanti”. Quindi ieri dopo il parere (obbligatorio) della Bicamerale, che non c’è stato (la votazione è finta con un pari),  il Consiglio dei ministri ha deciso lo stesso di emanare un decreto che vara comunque il provvedimento. Per cui adesso non si sa più quale sia il ruolo del Parlamento se l’esecutivo non si cura per nulla della sua esistenza.

Sull’argomento, oltre al nuovo schiaffo alle regole da parte del centro destra, preoccupa anche l’atteggiamento dell’opposizione. Pierluigi Bersani, segretario del Pd dopo lo stop della Bicamerale ha commentato: “Se Berlusconi fa un passo indietro si creano le condizioni politiche tali da permettere al Pd di discutere sul federalismo”. Ed il premier gli ha risposto a breve giro di posta imponendo lo stesso il provvedimento.

I temi del bipolarismo, del maggioritario e la patacca del federalismo stanno smantellando la fisionomia della Repubblica e non rappresentano alcuna spinta alla modernizzazione dello Stato, ma continuano ad essere difesi ad oltranza. Come non si riesce a reagire alla sistematica arroganza del regime berlusconiano.

Ma la crisi continua a divorare posti di lavoro e capacità di acquisto dei salari, il sistema produttivo del Paese non è più in grado di competere con quelli dei nostri partner, le infrastrutture sono in agonia ed i servizi pubblici sempre più costosi ed inefficienti. Il Palazzo intanto discute di un’Araba fenice e il governo immobile vive alla giornata pur di sopravvivere.

Nel pomeriggio, poi, la maggioranza alla Camera ha negato ai magistrati di Milano l’autorizzazione a perquisire l’ufficio di Giuseppe Spinelli, amministratore privato di Silvio Berlusconi e sospettato di essere il cassiere dei festini al Bunga Bunga.

I seguaci del premier che hanno votato contro la richiesta dei giudici sono stati 315, mentre 298 erano del parere di concedere l’autorizzazione. Luca Barbareschi, finiano di ferro in un primo momento e poi indeciso, dopo una visita ad Arcore dal premier si è astenuto. Poi ha affermato di averlo fatto per sbaglio.

Non si sono presentati al voto 12 parlamentari, in gran parte dell’opposizione. I loro nomi sono  Giulia Cosenza e Roberto Rosso finiani. Poi Cinzia Capano, Marco Fedi e Anna Rossomando del Pd, sembra per motivi personali. Ed ancora: Luca Volontè dell’Udc, Gianni Vernetti dell’Api, Italo Tanoni dei Lib-Deb, Karl Zeller delle minoranze linguistiche, Ferdinando Latteri dell’Mpa e Antonio Gaglione e Paolo Guzzanti del gruppo misto.

Ovviamente si può supporre che gli inquirenti milanesi non avessero dubbi sull’esito della votazione, per cui appare del tutto ininfluente la decisione della Camera ai fini dello svolgimento dell’indagine.

Ma quello che impensierisce è stato il tono degli interventi dei parlamentari del centro destra. Nonostante sia chiaro che il premier abbia mantenuto un comportamento non consono al ruolo di Capo del governo, indipendentemente da possibili responsabilità penali, nell’Aula di Montecitorio si sono ascoltate arringhe difensive imbarazzanti.

Tra le molte offese all’intelligenza, la tesi secondo la quale Berlusconi avrebbe chiamato la questura di Milano per tirare fuori dai guai l’allora minorenne Ruby Rubacuori nella convinzione che la ragazza fosse in realtà la nipote del presidente egiziano Mubarak.

Non si comprende, però, come mai per sbrogliare la complicata matassa ed un possibile scandalo diplomatico non sia stato incaricato qualche funzionario di alto livello della presidenza del Consiglio, ma la signora Nicole Minetti, secondo gli inquirenti una delle organizzatrici delle serate allegre di Arcore. E neppure è chiaro perchè l’igienista dentale e consigliere alla Regione Lombardia abbia deciso di farsi accompagnare da Michele Conceicao Dos Santos Oliveira, una donna brasiliana che secondo i pm milanesi sarebbe una prostituta ed alla quale fu poi affidata la ‘parente illustre’.

Insomma, ancora una giornata di ordinaria follia. Per quanto tempo il Paese potrà sopravvivere a questi deliri?

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