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Rai: lottizzazione ed interviste ‘sdraiate’

Autore: . Data: lunedì, 7 febbraio 2011Commenti (0)

Polemica tra Tg1 e Tg3. Minzolini ospita nel suo telegiornale Berlusconi ed il passaggio del premier viene giudicato da molti una passeggiata di salute. Molti criticano il superdirettore che per difendersi manda in onda un servizio del Tg3.

“Quando il bue dice cornuto all’asino” recita un detto antico. L’azienda pubblica non prevede per la nomina di direttori, capiredattori, capi servizio e neppure per l’assunzione dei semplici redattori alcun tipo di selezione trasparente. Tutti sono investiti di un ruolo sulla base dell’appartenenza ad uno schieramento o ad un partito.

Minzolini, come è noto, è stato fortemente voluto dal presidente del Consiglio e la sua designazione è avvenuta a casa del premier per poi essere omologata dal Consiglio di amministrazione della Rai, i cui membri sono rigorosamente scelti dai partiti. Eguale procedura, salvo che sceneggiata da autori diversi, ha riguardato il Tg3, dove a decidere per Bianca Berlinguer è stata l’opposizione. I casi di professionisti che abbiano rifiutato incarichi affidati con logica spartitoria si contano sulle dita di una mano.

Da anni le domande ‘difficili’ non fanno parte del corredo genetico del cronista. Il leader di turno si limita a dire quello che vuole ad un microfono ed anche se elenca fatti del tutto improbabili nessuno gli fa notare che sta affermando cose senza senso o peggio del tutto inventate.

Moltissimi italiani ne sono consapevoli, tanto che sono ‘supporter’ di singole testate. Alcuni tifano per Minzolini, altri per Berlinquer, altri ancora per Fede o Mentana. In questo quadro triste e da ex dittatura sudamericana (adesso anche da quelle parti qualcosa sta cambiando) è esplosa la querelle tra la testata berlusconiana e quella antiberlusconiana.

Il presidente del Consiglio ha fatto il suo monologo al Tg1 e come da copione i seguaci del centro sinistra hanno protestato. Allora il direttore più amato da ‘Papi Silvio’ ha reagito e nel corso della rubrica “Media” ha mandato in onda un frammento di una intervista realizzata alcuni anni fa da Pierluca Terzulli a Romano Prodi per il Tg3.

Il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo, in ‘quota Pd’ ha subito esternato la propria “pena e tristezza” nel vedere “come il direttore del Tg1 ha ormai ridotto la più grande testata italiana” ed ha aggiunto che era stata “stata compiuta un’operazione torbida e scorretta sia aziendalmente che professionalmente”.

Antonio Verro, cda in quota Pdl, ha obiettato che “non era certo intenzione del direttore Minzolini screditare un collega. Il servizio andato in onda voleva, chiaramente, mettere in evidenza solo la scarsa obbiettività di chi, fuori dalla Rai, oramai sempre più spesso, pretende di giudicare il lavoro di validi e apprezzati giornalisti del servizio pubblico”.

Paolo Garimberti, presidente della Rai in quota centro sinistra, ha infine commentato: “Totale assenza di buona creanza aziendale”. “A settembre dissi, in occasione di un’imitazione satirica di Minzolini, che non apprezzavo che venisse fatta all’interno della stessa azienda. E lo dissi per la satira che pure gode, e deve godere, di una certa “extraterritorialità” ha insistito Garimberti concludendo: “A maggior ragione, oggi trovo francamente inaccettabile il “fuoco amico” di una testata su un’altra”.

Ma le critiche al superdirettore non piacciono e per questo ha chiarito: “Nessun attacco al Tg3, ma solo una citazione di un’intervista dell’ottimo collega Terzulli a Romano Prodi. Non vedo lo scandalo. Semmai lo scandalo è che per il Tg1, da mesi sottoposto ad attacchi concentrici fuori e dentro l’azienda il presidente della Rai non abbia mai speso una parola”. Sul tutto la solidarietà al Tg3 e a Pierluca Terzulli di tutti i cdr dei telegiornali e giornali radio della Rai. Il cdr del tg1, eletto da giornalisti che per quanto critici nei confronti della direzione non risulta si siano dimessi dalla testata e dall’azienda per questo, si è scusato con Terzulli.

Ogni giorno quella che fu la miglior televisione del mondo manda in onda programmi ingiudicabili e telegiornali da repubblica delle banane. Milioni di italiani vengono quotidianamente assaliti da notiziari faziosi e di parte, ma a viale Mazzini ed a Saxa Rubra ci si diletta in discussioni che a nulla portano.

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