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Per la Corte dei Conti l’Italia è in panne

Autore: . Data: mercoledì, 23 febbraio 2011Commenti (0)

L’apertura dell’anno giudiziario ha tracciato un quadro sconfortante sullo stato del Paese. La situazione è allarmante.

La Corte dei Conti ha il compito di verificare che le attività economiche delle pubbliche amministrazioni siano conformi alla legge ed alle regole contabili ed accerta, nel caso vi siano, l’entità dei danni prodotti nei confronti della cosa pubblica. Insomma, è il controllore della correttezza amministrativa di chi governa a tutti i livelli.

Nella sua relazione di ieri il procuratore generale, Mario Ristuccia, ha descritto un Paese allo sbando. Parlando della corruzione e delle frodi l’alto magistrato ha detto che soprattutto nel settore dei contributi nazionali e dell’Ue, sono “patologie” che “continuano ad affliggere la Pubblica amministrazione” e i cui dati “non consentono ottimismi”.

I dati sono drammatici. Nel 2010 le forze dell’ordine hanno scoperto 237 casi di corruzione, ovvero il 30,22 per centi in più rispetto al 2009. A fronte di questi numeri, però, sono in calo le persone denunciate nel 2010: 709 per corruzione, il meno 1,39 per cento rispetto al 2009.

Il vice procuratore generale, Roberto Benedetti, da parte sua ha spiegato che la sanità è un settore “nel quale si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattive gestioni talvolta favorite dalle carenze del sistema dei controlli”. Benedetti ha ricordato che l’insieme delle pronunce emesse dalla magistratura contabile nel corso del 2010 ha comportato condanne per un importo complessivo di 60 milioni per i giudizi di responsabilità, cui si aggiungono altri 200.000 euro per i giudizi di conto. Gli importi più rilevanti si sono registrati nel Lazio, seguito da Piemonte e Sicilia. Tra le tipologie esaminate: irregolari conferimenti di incarichi, irregolare gestione del personale; illegittimo utilizzo di medici, ecc. L’importo complessivo di danno erariale contestato ammonta a circa 254 milioni, in gran parte concentrato nella regione Lazio (130 milioni) e questo per “frodi nella gestione di case di cura convenzionate per irregolari erogazioni di prestazioni abilitative”. Criticità si segnalano per i finanziamenti comunitari: gli importi indebitamente erogati e da recuperare nei vari settori di intervento erano al 31 dicembre 2009 pari a oltre 1 miliardo di euro. Il 27 per cento in agricoltura.

Per quanto riguarda poi le delibere del Cipe,  il presidente dei magistrati contabili Luigi Giampaolino ha reso noto che arrivano alla Corte dei Conti in ritardo e per di più disordinate. “In tema di deliberazioni del Cipe – ha spiegato – la Corte, a fronte delle 21 esaminate, ha formulato 34 rilievi, con deferimento alla Sezione del controllo delle deliberazioni 35 e 36, per le quali è stato ricusato il visto di legittimità”. Dalle risultanze del controllo svolto è emerso “un notevole ritardo nell’invio delle delibere sottoposte al controllo; il disorganico e disordinato invio delle stesse; l’invio di delibere spesso strettamente collegate ad altre delibere, mai inviate per il controllo oppure non ancora registrate per altre motivazioni; l’invio di delibere prive o carenti di documentazione essenziale. Tali disfunzioni, da sempre rilevabili e documentate nei rilievi mossi dall’Ufficio, rallentano in modo consistente l’esito di provvedimenti di programmazione finanziaria essenziali, quali sono le delibere del Cipe, specie per il rilancio di iniziative pubbliche, anche in concorso con iniziative private, di carattere strategico per il rilancio dell’economia”.

Giampaolino ha toccato anche il tema dei ’grandi eventi’ affidati alla Protezione civile dell’ex superman delle sciagure Bertolaso. “Secondo la Corte – ha affermato – nella competenza del Dipartimento della protezione civile non rientra qualsiasi ’grande evento’, ma vi rientrano solo quegli eventi che, pur se diversi da calamità naturali e catastrofi, determinano situazioni di grave rischio per l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni”. Il magistrato si riferiva, tra le tante alla decisione del governo Berlusconi, alla classificazione come ’grande evento’ del ’Louis Vuitton World Series’ alla Maddalena, finanziato con 2 milioni e 300 mila euro e per il quale “non sussistono i presupposti richiesti per la dichiarazione di ’grande evento’’ ed anche ai lavori dell’area archeologica di Pompei.

Ristuccia ha parlato, poi, delle “anomalie e distorsioni” che sono intervenute nella trasformazione delle privatizzazioni “da efficace strumento per lo svolgimento di servizi ed addirittura funzioni pubbliche, a mezzo di mera elusione delle regole della contabilità pubblica o di gestione clientelare del potere pubblico-amministrativo”.

Duro poi l’attacco di Ristuccia alla volontà del premier e della sua maggioranza di limitare l’uso delle intercettazioni nelle indagini. Per il magistrato invece si tratta di uno strumento investigativo “importante” per la lotta alla corruzione. “Non appaiono indirizzati ad una vera e propria lotta alla corruzione – ha affermato – il disegno di legge governativo sulle intercettazioni, che costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo e neppure l’aver dimezzato con la cosiddetta legge Cirielli del 2005 i termini di prescrizione per il reato di corruzione ridotti da 15 a 7 anni e mezzo, con il risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una o due sentenze di condanna e con conseguenze ostative per l’esercizio dell’azione contabile sul danno d’immagine”.

Infine, Giampaolino ha smascherato la bufala del federalismo voluto dai celtico-padani della Lega ed accettato pur con distinguo da un ampio schieramento. Secondo il presidente dei magistrati contabili il federalismo fiscale comporta rischi di “squilibri territoriali” del gettito fiscale e anche il pericolo di un aumento delle tasse.

Giampaolino ha ricordato, come aveva già fatto in una audizione in Parlamento all’inizio dicembre, che “lo schema iniziale di decreto prefigura il nuovo sistema di finanziamenti delle amministrazioni comunali basato non più di trasferimenti erariali bensì in via prioritaria, sui proventi della tassazione immobiliare fino ad ora solo in parte di competenza comunale”. Il magistrato ha ricordato inoltre la definizione del nuovo tributo, l’Imu, in sostituzione di una serie di prelievi diretti e indiretti che gravano sul reddito da immobili. Questo si accompagnerà alla revisione della tassazione dei redditi da locazione con il passaggio da una tassazione progressiva ad una fondata sulla cedolare secca. “La Corte – ha dichiarato Giampaolino – ha sottolineato i profili di positività del ridisegno proposto ma è stata posta, comunque, l’attenzione su alcune osservazioni critiche di carattere generale attenenti sostanzialmente alla coerenza del disegno con gli obiettivi ed i criteri della legge delega, alla reale fattibilità dei risultati attesi e alla sostenibilità delle soluzioni proposte”.

La dura analisi sulla situazione italiana fatta dalla magistratura contabile, però, non ha riscosso il favore dei media, che l’hanno relegata in fondo alle cronache, impedendo ai cittadini di rendersi conto della effettiva gravità nei quali versa l’attività della pubblica amministrazione nazionale.

Appare sconcertante la rincorsa dell’informazione italiana nei confronti di notizie di contorno, compresa la vicenda Bunga Bunga, e la superficialità con la quale vengano invece trattati fatti di consistenza ben maggiore. Non si sa quasi più nulla di cassa integrazione, crisi delle aziende, aumento dei prezzi al consumo, crisi dei bilanci familiari, dissesto delle infrastrutture, ecc.

Un silenzio che permette al regime di consolidarsi e di ottenere se non il consenso dei cittadini almeno un atteggiamento inconsapevole che non facilita l’indispensabile cambio di classe dirigente prima che la crisi diventi davvero irreparabile.

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