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L’economia italiana è ferma

Autore: . Data: mercoledì, 16 febbraio 2011Commenti (0)

I dati Istat relativi al 2010 indicano un aumento del Pil dell’1 per cento, al ribasso rispetto alle stime del governo che prevedeva l’1,2. Non si prevedono miglioramenti, mentre i disavanzo commerciale esplode a1 2,7 miliardi di euro del dicembre scorso.

La crescita 2010 rilevata dall’Istat è molto vicina ai calcoli elaborati dai numerosi centri studi nazionali, dall’Ocse e dal Fondo monetario internazionale. Dai dati emerge che il pil italiano sarebbe cresciuto lo scorso anno dell’1 per cento. Da parte sua anche in questo campo il governo ha sbagliato i conti immaginando una crescita superiore dell’1,2. Bankitalia aveva definito “leggermente ottimistico” il calcolo dell’esecutivo, indicando anch’essa l’1 per cento.

Il governatore Mario Draghi aveva affermato ad ottobre scorso: “Le prospettive per la crescita del Pil 2010 e 2011 non si discostano di molto dall’1 per cento”. Il centro studi di Confindustria, infine, a dicembre aveva considerato ’deludente’ la performance italiana.

Brutte notizie anche per il commercio estero. A dicembre 2010 il disavanzo commerciale è stato di 2,7 miliardi di euro, mentre era stato di soli 138 milioni a dicembre 2009. Le esportazioni totali sono aumentate del 21,2 per cento in relazione allo stesso mese dell’anno precedente, ma le importazioni hanno registrato un incremento superiore, pari al 31,5.

Per l’intero 2010 il disavanzo commerciale ha raggiunto la cifra di 27,3 miliardi di euro rispetto al rosso di 5,9 miliardi del 2009. Tuttavia, se si ‘tagliano’ le importazioni di petrolio greggio e gas naturale, si registra un avanzo di 25,1 miliardi in calo dai 35,1 miliardi del 2009.

Nel 2010 le esportazioni sono aumentate del 15,7 per cento, con una dinamica più vivace verso i paesi extra Ue (+16,7). Le importazioni hanno registrato un aumento superiore, pari al 22,6 per cento (+29,8 per cento per l’area extra Ue).

Nel confronto con il 2007, anno di maggiore espansione del commercio con l’estero, si evidenzia un sostanziale recupero dei valori a prezzi correnti: le esportazioni e le importazioni nel 2010 rappresentano rispettivamente il 92,5 per cento, il 97,7 dei flussi nel 2007. Più contenuto è il recupero dei volumi scambiati: le esportazioni e le importazioni rappresentano rispettivamente l’84,3 per cento e l’87,6 dei relativi volumi nel 2007. Permane un divario, rispetto ai volumi del 2007, pari al meno 15,7 per cento per le esportazioni e al meno 12,4 per le importazioni.

Il confronto fra i valori destagionalizzati dell’ultimo trimestre 2010 con i massimi del primo trimestre 2008 per le esportazioni e del secondo trimestre 2008 per le importazioni, rileva un divario del meno 8,2 per cento per le vendite estere e del meno 0,2 per le importazioni.

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