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‘L’Italia vuole riammettere i pesticidi killer delle api’

Autore: . Data: giovedì, 10 febbraio 2011Commenti (0)

La denuncia di ‘Slow Food’: “E’ assolutamente inaccettabile che non si rinnovi il decreto di sospensione dei pesticidi neonicotinoidi”.

“Il Decreto 15 ottobre 2010, a firma del Ministro della Salute Ferruccio Fazio (modifica al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prepara il terreno alla reintroduzione degli insetticidi neonicotinoidi per la concia del mais, sospesi per tre anni perché sospettati di essere i responsabili delle numerose morie di api. Il Decreto infatti, definendo come “accidentali” le morie e gli spopolamenti di alveari verificatisi in Italia in modo crescente fino al 2008, sembra esprimere la volontà di ri-autorizzare a breve le conce ‘killer’ di api”.

Lo dichiara in una nota l’associazione che si occupa di buona alimentazione, che così prosegue: “Dopo tre anni di reiterazione del decreto di sospensione dei neonicotinoidi, una misura orientata alla cautela imposta da numerosi studi scientifici che attestano la neurotissicità di questi pesticidi, è assolutamente inaccettabile che adesso si prepari il terreno alla reintroduzione di queste sostanze in agricoltura”.

Nelle ultime due stagioni agrarie, in cui era stato vietato l’uso neonicotinoidi, sono scomparse nel nostro Paese le morie di api – sostiene ancora ‘Slow food’ – e oltretutto si sono conseguite ottime medie produttive di mais, senza danni di rilievo da parassiti. Su quali basi scientifiche ora si vuole fare un passo indietro, non rinnovando il decreto di sospensione di questi pesticidi?”.

Da qui l’auspicio “che si arrivi a un divieto permanente per i neonicotinoidi, a tutela della salute delle api, dei cittadini e dell’ambiente in generale”, come affermato da Cinzia Scaffidi, direttrice centro studi ‘Slow Food’.

Intanto, la Regione Emilia Romagna ha annunciato che scenderà in campo per chiedere lo stop definitivo all’uso dei neonicotinoidi. “Una buona notizia – ha commentato la stessa Scaffidi – sperando che ancora una volta prevalga il buon senso dei territori, e che molte regioni seguano l’esempio dell’Emilia Romagna”.

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