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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Il mondo disgustato per lo scandalo Berlusconi

Autore: . Data: giovedì, 17 febbraio 2011Commenti (0)

Ma il premier nega l’esistenza di ‘Puttanopoli’ e si mostra tranquillo. Il Pd invece spedisce per posta ai cittadini ‘moduli antipremier’. E la stampa internazionale guarda attonita all’Italia.

“Non sono per niente preoccupato” ha detto ieri il Cavaliere ai giornalisti che gli chiedevano del processo a suo carico per induzione alla prostituzione minorile e concussione. Poi, dopo mesi nei quali ha affermato che la crisi non c’era e che il nostro Paese era un paradiso terrestre ha aggiunto: “Siamo qui a preoccuparci tanto per l’economia…”.

Intanto il Palazzo è alla paralisi. Il Parlamento non legifera, il governo è impegnato nella difesa di se stesso, l’opposizione non riesce a spiegare ai cittadini la gravità della situazione. L’ultima trovata bislacca è del Partito democratico, che ha deciso di inviare ben quattro milioni di opuscoli-moduli che dovrebbero servire a raccogliere firme per chiedere le dimissioni del Cavaliere.

Bersani non ritiene che la politica sia prima di tutto dialogo con gli elettori e partecipazione, presenza sul territorio ed ascolto del disagio che si manifesta sempre più chiaramente, mostrando una percentuale enorme, il 45 per cento, di italiani che non sa più cosa pensare.

Il Pd, sempre più confuso, insieme alle lettere ha anche deciso di organizzare ‘banchetti’, secondo le intenzioni 5000, e di sistemarne alcuni davanti alle sale cinematografiche per collegare la ‘battaglia’ per i 10 milioni di adesioni antipremier a quella contro l’aumento del prezzo dei film decisa dall’ultimo Milleproroghe per il 1 luglio.

Non si ha notizia di analoghe iniziative del partito davanti ai luoghi di lavoro nei quali imperversa la cassa integrazione o nelle università o nelle scuole devastate dalle ‘riforme’ del centro destra. E non per lanciare iniziative demagogiche, ma per mobilitare i cittadini e renderli consapevoli del rischio serio di un collasso del sistema.

Intanto la stampa estera è feroce nei suoi giudizi sulla situazione italiana. La Bbc ha osservato in un editoriale dal titolo ’Lo show di Berlusconi’ che “il dramma politico che ha stretto l’Italia in queste settimane ora ha una data, il 6 aprile”. In “quasi tutti i Paesi europei – si legge – dal premier ci si aspetterebbero le dimissioni’ ma “la vergogna non condurrà Berlusconi fuori dal suo ufficio”. Per il Financial Times in un articolo di commento, “Gli scandali conducono l’Italia ad una crisi più profonda” si sostiene che il premier “potrebbe sfidare coloro che chiama magistrati comunisti, determinati a portare avanti un golpe contro di lui o potrebbe indire elezioni anticipate. In ogni caso, l’Italia affronterà un prolungato periodo di incertezza politica”. The Indipendent ha titolato ’Berlusconi affronta una crisi ancora più grande dopo che la saga sessuale con la minorenne va a processo’ ed il Guardian ha osservato che “la tumultuosa relazione tra l’Italia e il suo premier individualista entra in una fase pericolosa” anche perchè “la decisione di processarlo rappresenta l’ultimo di una serie di colpi devastanti al politico milionario”.

In Germania quasi tutti i giornali hanno messo la notizia sul processo al Cavaliere in prima pagina. Il Sueddeutsche Zeitung ha dedicato ieri alla vicenda un editoriale intitolato “Soltanto imbarazzante. Silvio Berlusconi è una vergogna per l’Italia, dovrebbe dimettersi”. Sarebbe una “ironia della sorte” se alla fine cadesse “per colpa della sua libido incontrollata”, ha commentato invece Die Welt, che ha titolato “Libido giudicabile”.Per la  Frankfurter Allgemeine Zeitung “sembra che (Berlusconi, ndr) si aggrappi alla sua carica solo per motivi personali. Questo può portare a una lunga agonia”.

“Potere e sesso” da Bill Clinton al presidente nicaraguense Daniel Ortega. Il conservatore El Mundo ha dedicato all’affaire Ruby un duro editoriale nel quale sostiene che “la perdita di prestigio” dell”Italia e “la sua paralisi sta danneggiando tanto la malandata economia’ italiana” che Berlusconi “dovrebbe dimettersi o convocare elezioni anticipate”. La Vanguardia, in un articolo dedicato al “pragmatismo femminile” e intitolato “Alzati, imbecille” si citava anche il premier italiano sostenendo: “Le donne mostrano che il loro Paese non può più tollerare il discredito causato dal veterano libertino e la trasformazione della colta Italia in un reality dove trionfano solo le donne belle e obbedienti”. El Periodico ha scritto in articolo in prima pagina dal titolo “Le orge con le veline portano Berlusconi sul banco degli accusati”.

In Francia il quotidiano Le Monde ha aperto la sua pagina web sul caso e titolato “Berlusconi e la giustizia: i procedimenti in corso” ripercorrendo con una galleria fotografica tutti i casi in cui il premier “ha avuto a che fare con la giustizia”. Le Figaro ha riportato il caso in cronaca, mentre Le Parisienne ha scritto “Rubygate, un duro colpo per Berlusconi”.

Negli Usa la Cnn si è chiesta “Chi è Ruby Rubacuori”, riassumendone la storia personale. Fox News ha titolato: “Le indiscrezioni private potrebbero causare il crollo di Berlusconi”, mentre il Washington Post online ha scritto che il premier ha alle spalle “una storia di scandali”, ma che “gli attuali problemi legali sembrano molto più seri di un sequenza di giochi osceni”. In Canada, il National Post in un’analisi ha titolato “Tre donne potrebbero scrivere la fine del potere di Berlusconi”. Lo scandalo è arrivato anche in Asia, Australia e Sudamerica.

Hanno offerto cronache l’agenzia cinese Xinhua, l’indiano Hindustan Times e il Sidney Morning Herald. In Argentina El Clarin ha titolato “Berlusconi sarà giudicato per abuso di potere e prostituzione minorile”. In Giappone si sono occupati di Berlusconi anche il quotidiano sportivo Sports Nippon, la tv pubblica Nhk e quella privata Asahi. “Il primo ministro italiano andrà in tribunale con l’accusa di prostituzione minorile e abuso di autorita” ha titolato nelle pagine internazionali lo Yomiuri Shimbun che diffonde oltre 10 milioni di copie. Stesso titolo per l’Asahi Shimbun e il Nikkei, il principale quotidiano finanziario del Paese.

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