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Il centrosinistra di Sesto San Giovanni vieta il velo islamico

Autore: . Data: mercoledì, 2 febbraio 2011Commenti (0)

Il berlusconismo e le spinte razziste coinvolgono l’opposizione. Nel comune lombardo passa una proposta leghista discriminatoria.

Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, che ha una maggioranza di centrosinistra, ha approvato quasi all’unanimità una mozione presentata dalla Lega Nord contro l’utilizzo del niqab nei luoghi pubblici.

I proponenti, che neppure conoscono i nomi dell’indumento, hanno scritto nel documento sottoposto all’assemblea e poi varato: “Il burqa e altre forme simili di vestiario, che coprono integralmente il viso delle persone (…) costituiscono, secondo la nostra cultura, una forma di integralismo oppressivo della figura femminile e di costrizione della libertà individuale”.

Il burka è un capo di abbigliamento specificamente afghano, mentre è appunto il niqab ad essere utilizzato dalla gran parte delle donne islamiche che si coprono il viso.

L’idea che chi desidera indossare indumenti per motivi religiosi non debba farlo è una forma di integralismo evidente, che nega i diritti fondamentali della persona.

Adesso il sindaco, Giorgio Oldrini, ha il compito di adottare “urgentemente i provvedimenti necessari al fine di far rispettare, a qualsiasi persona presente sul territorio comunale che circoli in luoghi pubblici o aperti al pubblico a viso coperto, le nostre leggi vigenti in tema di sicurezza e di dignità della donna”.

Oldrini, ex Pci e giornalista, è un convinto segregazionista. Lo scorso anno ha fatto costruire un muro anti-romanì. La barriera di cemento armato e rete grigliata è lunga 400 metri e alta tre e dovrebbe servire a tenere lontani gli indesiderati ‘zingari’ dalle altre proprietà dei sestesi.

Ed il sindaco è anche un moralizzatore. Ha firmato anche un’ordinanza contro la prostituzione su strada: 500 euro di multa a chi esercita ed ai clienti. Il divieto è giustificato “dalla considerazione che la diffusione della prostituzione su strada causa situazioni di disturbo, di offesa alla pubblica decenza, di degrado igienico e urbano e che “il fenomeno della prostituzione su strada rappresenta un messaggio pubblico diseducativo perché offre un’immagine alterata delle relazioni personali e di annullamento della dignità e libertà dell’essere umano, soprattutto delle donne, che ingenera nella collettività un senso di disagio e scadimento dei valori morali”.

Naturalmente ad Oldrini non interessa la prostituzione al chiuso, che decisioni del genere favoriscono, rendendo impossibile per le forze dell’ordine e per le associazioni di volontariato il monitoraggio del fenomeno e la lotta allo sfruttamento, che nel chiuso delle ‘mura domestiche’ permettono ai commercianti di donne di far scomparire nel nulla le vittime di abusi e violenze.

Il ‘benpensante’ a riguardo della decisione sul niqab ha spiegato: “Condivido la decisione presa dal Consiglio. Come ho avuto modo di dichiarare in passato, esistono usanze che contrastano con la storia, le leggi e il comune sentire del nostro Paese. Il senso della dignità della persona che esiste in Italia è il frutto di secoli di battaglie culturali e civili che hanno costituito un avanzamento indubbio e che deve valere per tutti”.

Nessuno ha ancora spiegato ai solerti amministratori di Sesto San Giovanni che le società multietniche sono complesse e che non prevedono l’esistenza di principi ‘superiori’ e principi ‘inferiori’. Perchè se così fosse si dovrebbe, per esempio, impedire alle monache di clausura di rimanere chiuse per tutta la vita in un convento e senza poter avere alcun contatto con l’esterno. Nessuno accuserebbe, e giustamente. la Chiesa cattolica di sequestro di persona.

Ma il razzismo spesso si nasconde dietro affermazioni demagogiche che nulla hanno a che fare con la libertà e la dignità della persona.

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