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Berlusconi e la crisi senza governo

Autore: . Data: venerdì, 11 febbraio 2011Commenti (0)

Dura critica della Cgil dopo il consiglio dei ministri appositamente convocato: “Non ha neanche sfiorato dal tema del lavoro, non c’è nulla sul fisco, né sui redditi dei lavoratori o delle imprese”.

“Di fronte al disastroso bilancio di due anni e mezzo di governo, tocca alle parti sociali definire un’agenda per la crescita partendo dalle proposte che erano state condivise”. Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil boccia le misure anticrisi approvate dall’esecutivo.

Anche la Cgil, come aveva osservato in precedenza Confindustria, sostiene che nelle misure approvate non c’è alcun impatto per intervenire sugli effetti della crisi economica per il 2011. “La politica di incentivi alle imprese – ha sostenuto Camusso – non sarà operativa prima del 2012, il piano casa è un’operazione vetusta, si prevede solo una ricognizione del piano per il Mezzogiorno e un’istruttoria per le grandi opere. Abbiamo chiesto il credito d’imposta per la ricerca di cui non c’è traccia, per i giovani si poteva almeno approvare una liberalizzazione delle professioni a costo zero”.

In merito poi alla modifica dell’art. 41 della Costituzione, la segretaria Cgil non ha fatto sconti all’esecutivo: “Una clamorosa operazione di distrazione. Il governo vende fumo con messaggi pericolosi perché, in nome della semplificazione, punta a cancellare il sistema di controlli amministrativi”.

Sullo sfondo resta la preoccupazione per la gestione della vicenda Fiat e per gli effetti che potrebbe avere anche in altri ambiti: “Ha messo in discussione il sistema di relazioni – ha spiegato Camusso – riteniamo quindi prioritario sapere dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, se le imprese considerano ancora valido l’accordo del 1993″.

E in vista dell’incontro, che si terrà domani, tra il governo e il Lingotto, il segretario generale della Cgil spera non si risolva in una inutile “passerella di ministri”: serve piuttosto “una seria verifica degli impegni presi, come quella attuata da molti governi europei, anche di centro destra”.

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