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Berlusconi boom

Autore: . Data: lunedì, 28 febbraio 2011Commenti (0)

Un leader all’adrenalina parla su tutto. In vista del round giudiziario in arrivo (Mediatrade, poi Mills e Ruby) è cominciata la campagna di distrazione di massa.

Adozioni, coppie gay scuola pubblica, un vero sabato da leoni per il Cavaliere. “Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”, ha detto con piglio sicuro. Ed ancora: “Finché il Pdl sarà al governo non ci sarà mai un’equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay, così come non ci saranno adozioni per genitori single”.

Il presidente del Consiglio ha voluto esternare sugli assetti del suo governo. Forse a causa della corposa campagna acquisto delle ultime settimane che impone qualche contropartita ha anticipato ci sarà un aumento dei sottosegretari. E sulla giustizia la questione sarà affrontata con una riunione straordinaria dell’esecutivo. Si farà anche una legge per vietare le intercettazioni telefoniche “ora che Fini non ci impedisce più di presentarlo” e criminali, tangentisti e puttanieri aspettano con ansia.

In piena autocelebrazione il premier ha voluto ricordare i motivi della sua ‘discesa in campo’ e riaffermato l’antica volontà di salvare l’Italia dalla minaccia comunista e si è paragonato a Sturzo e De Gasperi, che a suo dire fecero lo stesso nel primo dopoguerra. Tuttavia, i due leader della Dc non si dedicavano al Bunga Bunga.

A proposito dei sui momenti di relax, abbondantemente descritti dalle conversazioni tra le ragazze invitate ai suoi party, ha spiegato in cosa consiste il Bunga Bunga. “Non è quello che viene descritto – ha detto – Andiamo a scherzare, a ridere, a fare quattro salti, a bere qualcosa, ma sempre con grande eleganza e senso di rispetto per tutti, nell’ambito di una casa dove non possono che succedere cose moralmente a posto”. E forse per questo vuole abolire la possibilità di intercettare le telefonate.

L’opposizione ha subito reagito, senza capire che Berlusconi ormai parla proprio per innescare polemiche e su quelle compattare i propri fans, innamorati di lui a prescindere da quello che dice. Sulla scuola Bersani ha replicato: “La scuola pubblica è nel cuore degli italiani. Da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile”.

Poi ha aggiunto: “Con richiami di sapore antico Berlusconi se la prende con comunisti e gay, insultando così l’intelligenza e la coscienza civile del Paese. All’elenco, Berlusconi stavolta ha aggiunto gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo. La scuola pubblica  è il luogo in cui l’Italia costruirà il suo futuro. Noi siamo con la scuola pubblica – conclude – e non permetteremo che Berlusconi la distrugga”.

Felice per la replica il Cavaliere ha immediatamente risposto: “Ancora una volta la sinistra ha travisato le mie parole”. “Non ho mai attaccato la scuola pubblica”. “L’insegnamento libero ripudia l’indottrinamento”. “Ho solo denunciato l’influenza deleteria dell’ideologia”. “Il mio Governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati”. “Questo non significa non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”.

Insomma, le stesse cose di sempre ed alle quali credono sempre meno italiani, perchè il consenso a Berlusconi è in calo costante. Ma il crollo di fiducia non vuole automaticamente dire sconfitta. Perchè proprio a causa del vuoto pneumatico di idee dell’opposizione, il distacco dal premier produce disillusione e distacco e non adesione convinta ad ipotesi alternative.

Oltre le chiacchiere rimangono i fatti. E quelli sono semplici da riassumere: la crisi incalza, il lavoro non c’è ed il Cavaliere è atteso dai giudici che hanno qualcosa da dirgli a proposito di Mediatrade, caso Mills e Ruby Rubacuori.

E saranno fatti che probabilmente non troveranno soluzione.

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