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Amnesty: l’Italia difenda i diritti umani dei profughi

Autore: . Data: mercoledì, 16 febbraio 2011Commenti (0)

L’associazione internazionale chiede al nostro governo ed all’Unione europea maggiori tutele per i migranti in arrivo dal Nord Africa e dalla Tunisia in particolare.

Amnesty International ha sollecitato le autorità dell’Italia e l’Unione europea a proteggere i diritti umani di migliaia di migranti provenienti dalla Tunisia e diretti verso l’isola di Lampedusa o la terraferma italiana’. “Oltre 4000 persone – ha sostenuto Amnesty – sono arrivate in Italia negli ultimi giorni, all’indomani delle tensioni politiche in Tunisia”. In passato, vi sono state molte denunce relative a richiedenti asilo provenienti da Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i cui diritti umani sono stati violati in Italia.

“Mentre abbiamo presente la sfida costituita dalla gestione di flussi migratori misti e molto ampi, – ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa ed Asia centrale di Amnesty International – le autorità competenti devono assicurare che non si verifichino altri episodi in cui i diritti umani dei richiedenti asilo siano violati”.

Le autorità competenti devono assicurare che chi intende chiedere asilo politico sia in grado di accedere a procedure d’asilo eque e soddisfacenti sul territorio e sia informato dei suoi diritti. “Nessuno – ha proseguito Duckworth – dovrebbe essere rinviato con la forza verso un Paese dove sia a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani o senza un’adeguata valutazione delle circostanze e delle necessità di protezione. Ogni decisione di porre in stato di detenzione una persona dovrebbe essere presa su base individuale”.

Per l’organizzazione umanitaria “ampi gruppi di persone sono stati costretti a dormire all’aperto per diversi giorni prima che le autorità italiane riaprissero il centro di accoglienza di Lampedusa”.

Nella giornata di ieri il ministro leghista Roberto Maroni ed il premier Silvio Berlusconi erano volati in Sicilia per visitare il ‘Residence degli aranci’, una struttura di Mineo, in contrada Cucinella, nel catanese gestita dagli Usa e che potrebbe essere utilizzata per l’accoglienza dei tunisini.

Nella conferenza stampa di prammatica, però, il premier non era presente, tornato precipitosamente a Roma dopo la notizia del suo rinvio a giudizio per favoreggiamento della prostituzione minorile e concussione. Maroni, da parte sua, ha sostenuto: “Siamo la porta dell’Europa. Così come noi stiamo attuando il principio di solidarietà su cui si fonda l’Ue, chiediamo che anche l’Unione attui questo principio”. Il ministro poi è tornato a battere cassa: “L’emergenza sarà affrontata dall’Italia che anticiperà i soldi per poi chiederli all’Unione Europea”. Ed ha aggiunto: “Proprio per questo ho formalizzato le richieste avanzate da tempo alla Commissione Europea di un contributo straordinario di 100 milioni di euro, il cui utilizzo sarà dimostrato all’Ue. Tali somme sono necessarie per le strutture, per gli uomini che controllano, assistono e si impegnano 24 ore su 24″.

Risulta singolare che il nostro Paese, oggi così attento ‘alle spese’, abbia sottoscritto accordi con la sola Libia per il contenimento dell’immigrazione enormemente onerosi senza per nulla intervenire sui governi degli altri Paesi della costa africana del Mediterraneo.

Il ministro sta tentando di descrivere un possibile imminente ‘esodo biblico’ di profughi in arrivo verso l’Italia, ma il portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Laura Boldrini, ha invitato tutti ad evitare i toni allarmistici: “L’Italia è in grado di gestire una situazione del genere”, ricordando che nel 1999 “dal Kosovo sono arrivati 36mila immigrati che hanno tutti fatto domanda d’asilo”.

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