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‘We want sex’, i diritti al cinema

Autore: . Data: venerdì, 21 gennaio 2011Commenti (0)

Il dibattito politico-sindacale è sbarcato al cinema grazie ad un film inglese uscito recentemente nelle sale italiane: “We Want Sex”, una commedia soltanto in apparenza ironica che racconta la lotta di 187 operaie della Ford in Inghilterra alla fine degli anni ’70 e che ha portato a risultati positivi grazie alla sinergia tra politica, sindacato e lavoratori.

Il film parte dal presupposto della consapevolezza e della fierezza di appartenere ad una classe e di muoversi all’interno di essa, affinché si realizzi l’emancipazione complessiva e corale dei soggetti, e non dell’individuo singolo.

Attraverso la loro lotta, le operaie rifiutano in toto l’accettazione del privilegio concesso ai singoli, per rivendicare invece diritti e, di conseguenza, una legge che le parifichi davvero e che renda inviolabile ciò che è stato ottenuto con l’onestà intellettuale e soprattutto con la solidarietà.

Molto significativa inoltre, l’analisi dei soggetti all’interno dell’organizzazione sindacale e partitica, i quali denunciano i collusi e i corrotti, che finalmente escono smascherati e perdenti rispetto ad una idea di giustizia sostenuta con forza.

Ebbene, la visione di questo film dovrebbe farci riflettere sul presente e sulla necessità di riprendere ad imparare dal passato migliore, per riscoprire alcuni aspetti smarriti legati a democrazia e legalità.

Il benessere illusorio della modernità, infatti, ha azzerato gli ideali e soffocato le istanze collettive, per proporci uno schema di “do ut des” privatissimo, nel quale i furbi hanno ottenuto privilegi a discapito dei più deboli che spesso si sono arresi. Ma questo paradigma, alla fine, ha rappresentato la sconfitta di tutti, perché quanto è stato elargito come regalia, e non come diritto acquisito nella legalità, ha spesso compromesso il tessuto sociale.

Il clientelismo politico che ha inglobato nel mondo del lavoro tanti uomini e donne è tornato indietro come un boomerang; anche se coloro che ne hanno goduto ignobilmente oggi gridano allo scandalo, dimenticando di essere stati gli artefici della distorsione del sistema, avendo sponsorizzato la logica dei favoritismi personali ai danni degli altri aventi diritto.

Ecco allora che all’interno delle organizzazioni sindacali, in queste settimane, si è aperto un dibattito concreto sulle condizioni di lavoro, in seguito ai ricatti dell’amministratore delegato Fiat Marchionne alla vigilia del referendum svoltosi recentemente a Mirafiori.

Nel corso di ‘We Want sex’ si assiste proprio ad un ricatto molto simile, da parte di un alto dirigente Ford. A fronte del quale i politici inglesi hanno reagito con grande forza: peccato però che un “film” del genere – all’insegna della dignità delle istituzioni di fronte alla forzatura dell’Ad del Lingotto – non sia stato proiettato nei palazzi della politica del nostro Paese.

Donatella Petrino

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