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Saviano e i libri all’indice: protesta a Preganziol

Autore: . Data: martedì, 25 gennaio 2011Commenti (0)

“La società civile si ribella alla censura messa in atto dalla Giunta Regionale del Veneto e dall’Amministrazione Comunale di Preganziol che, creando un indice dei libri sgraditi e facendo sparire i volumi dai luoghi pubblici, limitano pesantemente la diffusione della cultura e del libero pensiero”.

Così inizia l’appello lanciato da alcuni cittadini per un’iniziativa “che non ha, e non deve avere nessun colore politico” e che è stata organizzata nella biblioteca dello stesso paese, nel trevigiano, per giovedì 27 dalle 17 alle 20. (InviatoSpeciale si è già occupato del caso nell’articolo leggibile qui).

“I cittadini di ogni cultura – si legge ancora nell’invito, intitolato ‘Stiamo dalla parte della Costituzione, stiamo dalla parte di Saviano’ – rivendicano il loro diritto ad essere informati e a poter scegliere e pretendono che nessuno limiti la loro libertà”.

Per questo “si invitano tutti coloro che hanno a cuore i diritti fondamentali di ogni cittadino, a recarsi presso la biblioteca pubblica di Preganziol, in via Gramsci, con una copia della Costituzione e una copia di un testo di Roberto Saviano, per richiedere il prestito dei libri ‘sgraditi’. Perché la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Si può procedere a sequestro, ricordano gli organizzatori della manifestazione, “soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto”.

Le polemiche sono destinate a continuare e vedremo come reagiranno a loro volta la giunta comunale del paese trevigiano e quella regionale veneta.

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