cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, report, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

Renzi: “Io sto con Marchionne”. Una cittadina replica

Autore: . Data: giovedì, 13 gennaio 2011Commenti (0)

Se c’è qualcuno con le idee chiare nel Partito Democratico è il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Il “rottamatore”, come ama farsi chiamare, si è espresso pubblicamente sul referendum che contrapporrà i “sì” e i no” a Mirafiori, non prima di dare l’ennesima stilettata al segretario Bersani, accusato di parlare di aria fritta.

Renzi ha affermato, dalle colonne del ‘Sole 24 Ore’: “Io sono dalla parte di Marchionne. Dalla parte di chi sta investendo nelle aziende quando le aziende chiudono. Dalla parte di chi prova a mettere quattrini per agganciare anche Mirafiori alla locomotiva America”.

Ma la sortita del sindaco di Firenze non è certo passata inosservata. In una lettera aperta pubblicata sul sito della comunità fiorentina delle Piagge “Altracittà”, una cittadina ha replicato a Renzi. La riportiamo integralmente.

“Attivissimo Sindaco Renzi,
ho letto la sua intervista sul ‘Sole 24 ore’ riguardo all’accordo separato di Mirafiori ed ho provato dolore e sgomento.

Il dolore è dato dal constatare la marcata differenza di punti di vista che possono avere due persone che vivono sullo stesso territorio (non parliamo poi della stessa provenienza politica, ché lì mi vien proprio il magone….), lo sgomento nel constatare che la persona che si è messa a servizio dei cittadini della principale città della Toscana trova più consone al suo sentire le posizioni di chi vive una realtà completamente avulsa dalla maggioranza del popolo.

Una presa di posizioni netta, la Sua, indaffarato sindaco, senza neppure il dubbio della prova dell’effettiva buona volontà di Marchionne, senza neppure la prova del dubbio che forse il punto di vista dei suoi cittadini può essere diverso, senza lo sforzo (richiesto alla politica ed ai suoi esponenti) di cercare altre strade possibili che non il progressivo smantellamento dei diritti.

Le volevo quindi sottoporre il mio punto di vista, con la speranza di aprire una breccia di dialogo nelle sue (almeno apparentemente) granitiche convinzioni.

Non penso di essere una profonda conoscitrice di economia internazionale, non sono una personalità eminente del panorama politico. Sono moglie di una ‘tuta blu’ che da 25 anni, ogni mattina o pomeriggio, o notte, entra in fabbrica per ‘dare’ il proprio lavoro; sono anche una donna curiosa, che cerca di tenere gli occhi aperti sulla realtà, quella realtà continuamente edulcorata e maneggiata dagli abbagli ‘virtuali’ del nostro sistema fondato su consumo e potere che poco ha a che vedere con il ciclo reale della vita.

Ho letto una sola volta la sua intervista (mi faceva troppo male rileggerla) e due passaggi mi sono restati stampati in testa con sopra due punti di domanda grandi come una casa.

Uno è quando lei dice (spero di citare correttamente)… ‘per una volta che non chiedono soldi….’. Ecco: per una volta che non mangiano soldi si devono mangiare i diritti? Su cosa si fonda il diritto che pare internazionalmente riconosciuto per cui le grandi aziende multinazionali devono sempre esigere qualcosa da qualcuno? Che danno in cambio? Una ‘fantastica promessa d’investimento’? E dov’è? A chi ha illustrato il Grande Marchionne il suo piano industriale di investimenti? Io non ne so nulla, me lo potrebbe procurare lei? Magari analizzandolo con i lavoratori e le parti sociali si possono trovare soluzioni e migliorie economiche che sono sfuggite ad una prima analisi…..

Per giustificare i maggiori introiti degli imprenditori e dirigenti rispetto al salari degli operai a me hanno sempre detto che ciò era dovuto al rischio d’impresa e ad una maggiore responsabilità. Non sono però riuscita ad individuare nelle vicende Fiat questi due aspetti: quando l’azienda ha chiesto aiuto allo Stato per la propria azienda che versava in cattive condizioni non mi risulta che la famiglia Agnelli (che ne era proprietaria) abbia perso neppure una delle ricchezze che possedeva (nel 2009 mi risulta che il gruppo Fiat abbia dichiarato una perdita di 848 milioni di euro: chi ce li ha rimessi? Tanto per fare un esempio…).

Mio padre artigiano se avesse dovuto chiedere aiuto allo Stato, magari avrebbe avuto una casa popolare, ma avrebbe dovuto vendere ogni sua proprietà per ripagare i debiti fatti in azienda……

Da qui dove sono io, dal mio punto di vista, le multinazionali si sono progressivamente liberate da ogni vincolo morale, sociale ed economico (la joint-venture Fiat-Chrysler ‘ai fini operativi’ non aderirà neppure al sistema confindustriale…) ed hanno minimizzato il rischio con la costruzione di sempre più incomprensibili ‘matrioske’ che quando vogliono manovrare le economie e le politiche degli Stati sembrano enormi giganti, ma quando c’è da condividere i profitti diventano vuote ‘bamboline’ sperdute in qualche paradiso fiscale…

Ma veniamo alla seconda sua affermazione (per me incomprensibile): ‘io sto con il lavoro, io sto con Marchionne…’. Da qui, da dove guardo io, ‘stare con il lavoro’ è stare con chi si sporca le mani, con chi il lavoro lo dà, non con chi lo prende viaggiando pagato da un confine all’altro della terra per creare aziende sempre più grandi che però nascono già indebitate.

Facendo colazioni di lavoro (sempre pagate, è il loro lavoro) per creare la ‘nuova joint-venture’ mentre l’ultimo modello Fiat si basa sempre su una tecnologia vecchia di cent’anni e fa i soliti 15 km con un litro mentre il petrolio sale e scende ed i più seri studi scientifici parlano di prossima crisi estrattiva. Mio marito, nel suo piccolo, si paga il gpl per andare a lavorare e le ‘colazioni di lavoro’ sono mezz’ora retribuita (per ora) alla mensa Sodexo, eppure si occupa di prevenzione, e cerca continuamente di migliorare condizioni ed efficienza nel suo posto di lavoro… E non vede neppure il giorno in cui potrà uscire dalla fabbrica.

L’orizzonte della pensione è così sfumato… Colpa dei vecchi che si mangiano il futuro dei giovani? Colpa dei giovani che non hanno voglia di lavorare e vogliono campare su quello che i vecchi hanno messo da parte? O colpa di chi ha creato il proprio potere e la propria ricchezza sul lavoro degli altri ed ora cerca di farli litigare? Giovani, vecchi, stranieri, beni comuni … ce ne sarebbero tante di cose di cui parlare… Ci sarebbero tanti privilegi da ‘rottamare’…

Però un po’ la capisco, sa? Almeno Marchionne fa la voce grossa e pare abbia uno straccio d’idea…dal lato dei lavoratori pare che tutti dormano o che siano proni al servizio dell’industria. Da qui pare di un altro mondo anche la posizione stessa di una parte della Cgil che pare esser quella di ‘abolire – solo ‘tecnicamente’ i diritti, firmando solo ‘tecnicamente’ il contratto – (esiste un modo per firmare che non sia quello di prendere ‘tecnicamente’ la penna ed apporre una firma?).

Ma è sempre stato così nella storia, lo sa sicuramente meglio di me, la gente comune finché può dorme e crede nei sogni di chi pare abbia più capacità, potere e ricchezza di lei… ma poi batti e batti si sveglia e quando si è svegliata, a costo di grandi sacrifici, fa fare un altro passo verso la giustizia, l’equità, la solidarietà, la vita a questo nostro strano mondo.

Io sono qui, che cerco di tenere gli occhi aperti ed aspetto. Anche una sua risposta. Saluti, Elena”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008