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Puttanopoli: il Vaticano si ‘ravvede’, ma solo un po’

Autore: . Data: venerdì, 21 gennaio 2011Commenti (0)

L’esplosione dell’ennesimo scandalo sessuale che vede al centro Berlusconi ha provocato una sommessa critica della Santa Sede.

Il presidente del Consiglio da anni gode della fiducia del Vaticano, anche grazie alla sua politica di sostegno alla scuola ed alla sanità privata. Oltre che naturalmente per la barriera ‘antilaicista’ che il credente ‘Papi Silvio’ ha innalzato contro la ricerca sulle staminali, la procreazione assistita, le coppie di fatto, il riconoscimeno dei diritti degli omosessuali.

Un alleato fidato insomma per le gerarchie ecclesiastiche, nonostante l’uomo di Arcore sia divorziato, abbia convissuto more uxorio, sembra sia un gaudente organizzatore di festini libertini.

Il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, ieri ha parlato dell’inchiesta milanese, sostenendo che la Chiesa cattolica “alimenta la consapevolezza di una grande responsabilità soprattutto di fronte alle famiglie, alle nuove generazioni, di fronte alla domanda di esemplarità e ai problemi che pesano sulla società italiana”.

Per il cardinale “la Chiesa spinge e invita tutti, soprattutto coloro che hanno una responsabilità pubblica in qualunque settore amministrativo, politico e giudiziario, ad avere e ad assumere l’impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità”. Condividendo lo stesso “turbamento” annunciato per la situazione dal presidente Napolitano, Bertone ha spiegato che la Santa Sede “ha i suoi canali e le sue modalità di intervento”.

Insomma, il birichino premier dovrebbe solo impegnarsi di più e, forse, essere più accorto. Neppure a parlane di una presa di distanza netta dall’unico capo di governo che nella storia occidentale si è trovato ad affrontare più volte

A difesa del premier è intervenuto il leader celtico-padano Umberto Bossi, altro presidio dei valori cattolici ed altro divorziato.

Ha detto il Senatùr: “Il Vaticano… non si commenta. Ma penso che per loro sia facile parlare. Berlusconi si è trovato con la casa circondata, controllavano tutti, chi entrava e usciva. Perché non hanno controllato anche là?”, forse suggerendo di piantonare San Pietro.

Ma come Bertone, anche Bossi crede che Berlusconi “deve essere più cauto”. La morale, quindi, secondo i leader della Lega riguarda quello che si sa pubblicamente delle persone, non quello che in reatà fanno. Peccare è consentito, ma a patto che non si sappia.

Più deciso del segretario di Stato vaticano è stato il quotidiano dei vescovi italiani. ‘L’Avvenire’, che sempre ieri ha scritto: “Il turbamento dell’opinione pubblica sottolineato dal presidente della Repubblica per le gravi ipotesi di reato è anche il nostro. Il disorientamento e lo sconcerto di tanta gente che continuamente ci avvicina è anche il nostro. Temiamo che questo ulteriore e possente colpo a credibilità e affidabilità della classe politica nel suo complesso, possa determinare l’allontamento definitivo dalla partecipazione alla vita pubblica del Paese”.

E mentre continua il chiacchiericcio sulla competenza della procura di Milano o si indaga su eventuali rapporti sessuali tra Ruby Rubacuori e Berlusconi si perde di vista un fatto elementare: può un primo ministro, pur nella propria sfera privata, essere descritto dalla stampa straniera come per esempio ha fatto tra tanti l’autorevole quotidiano inglese ‘Guardian’?

Ha scritto il giornale: “Ognuna delle accuse lanciate contro Silvio Berlusconi nel corso degli anni sarebbe probabilmente stata sufficiente ad affondare un primo ministro nella maggior parte degli altri Paesi. Lo scandalo che sembra poterlo far cadere definitivamente è però forse il più scurrile di tutti. Esso ha infatti come protagonisti una danzatrice del ventre minorenne, osceni party a sfondo sessuale e accuse di abuso di potere nei confronti della polizia”.

Non ‘è bisogno di essere cattolici per indignarsi.

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