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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Il ‘Puttanaio’ e il senso della realtà

Autore: . Data: mercoledì, 26 gennaio 2011Commenti (0)

In Italia le cose vanno decisamente male e se un presidente del Consiglio arriva a telefonare ad un programma televisivo per insultare il conduttore la questione diventa drammatica.

Il Paese sta vivendo una crisi sconosciuta. Prima di tutto perché l’intero sistema economico è al collasso. Migliaia di lavoratori in cassa integrazione, nessuna ripresa, disoccupazione endemica, inefficienze in qualsiasi settore.

Lassù nel Palazzo discutono in modo incomprensibile, mentre l’amministratore del Condominio pare preferire il bunga-bunga alla riparazione della caldaia. E si che l’inverno è tra i più rigidi.

Ci si aspetterebbe un minimo di serietà, ma è una illusione vana. Improbabili rappresentanti della maggioranza sono stati sguinzagliati per ogni rete, per ogni studio televisivo con un unico imperativo categorico: negare tutto con la maggior veemenza possibile.

Negare cosa? Che il Capo del governo, non è noto ancora se a pagamento, non disdegna incontrare puttane.

La professione della prostituta è del tutto legittima ed il meretricio non è un reato. Così come decidere di intrattenersi con chi svolge quel mestiere non va considerato un fatto immorale.

Il fatturato del ‘settore’ è eguale se non superiore a quello del tessile e secondo alcuni dati sarebbero oltre cinque milioni i clienti.

Ovviamente altra cosa è lo sfruttamento, la costrizione, la violenza sulle donne che spesso e tragicamente impongono a sfortunate persone, non di rado straniere, di esercitare contro la propria volontà.

Neppure importa aspettare quale sarà l’esito dell’inchiesta milanese che vede Berlusconi indagato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Se Dio vorrà, perchè vista la produzione di leggi ad personam del centro destra non resta che confidare in Lui, un giorno sapremo se una sentenza chiarirà i fatti.

Importante è riflettere su un solo elemento, facile, facile. E’ accettabile che il Capo di un governo, uomo ricchissimo e proprietario di un colosso della comunicazione ed in grado di controllare gran parte del sistema pubblico radiotelevisivo si circondi di ragazze molto giovani, organizzi party più o meno libertini ed ospiti prostitute per la notte a casa sua?

Che il Cavaliere lo faccia è cosa accertata, perchè le testimonianze che confermano gli eventi sono numerose, raccolte in tempi diversi e persino accertate da materiale fotografico.

Qualcuno immagina il Primo ministro del Regno Unito mentre si fa fotografare con alcune giovincelle sulle ginocchia? O la signora Merkel che dopo aver raccontando berzellette in una cena si apparta con uno gigolò? O il presidente Obama telefonare ad un distretto di polizia di Washington per chiedere al tenente di turno di semplificare il rilascio di una sua amica diciassettenne, spacciandola per nipote del presidente egiziano?

Si possono negare le foto pubblicate da Gente alcuni anni fa? Si può negare che Patrizia D’Addario abbia fatto sesso con ‘Papi Silvio’? Si può negare la telefonata alla questura di Milano?

La ‘difesa’ dello stato maggiore del Pdl è che tutti questi episodi riguardano la sfera privata dell’uomo Berlusconi. E potrebbe essere vero. Come è vero che fermarsi ai bordi di una strada per far salire in macchina una puttana è un fatto privato dei signori Rossi, Neri e Brambilla. Salvo che questi ultimi non di rado vengono multati dalla polizia, viene loro sequestrata la macchina e, se la notizia si diffonde, diventano lo zimbello del parentado e subiscono le ire di mogli, fidanzate ed eventuali amanti.

Perché, allora, quello che subisce un cittadino ‘normale’ nel caso del premier non accade?

Se poi i commercianti Tizio, Caio e Sempronio, stanchi per una giornata di duro lavoro, decidono di organizzare una cenetta a casa invitando delle giovanissime aspiranti commesse chiedendo loro di travestirsi da infermiere e poliziotte e semmai di fare un po’ di lap dance e vengono scoperti dai familiari chiunque è in grado di immaginare le conseguenze.

Perché loro sono costretti a sopportare le censure di figli e parenti, mentre per il Cavaliere invece si tratta di un innocente trastullo?

Una risposta ‘laica’ e ‘libertaria’ potrebbe esserci: che non si giudichi mai più in modo sfavorevole il cliente di una prostituta e non si consideri più inappropriato organizzare festini a forte tasso erotico tra maschi di una certa età e ragazzotte ventenni.

Ma i rappresentanti del centro destra non erano i difensori delle radici cristiane e dei valori cattolici? Al momento non risulta che la Chiesa sia favorevole ad un così intenso progresso della morale comune. Anzi i diversi Papi senza alcun cedimento condannano quelli che loro considerano ‘costumi lascivi’.

Il centro sinistra, le opposizioni di destra e di centro ed i cattolici del centro destra in questi giorni pontificano da diverse sponde su violazione della privacy, vita privata, morale comune.

Ma si tratta di polemiche inutili e pretestuose. La questione è: Silvio Berlusconi è conseguente coi principi morali che sostiene di voler difendere?

I fatti dicono di no. Ed è per questo che deve dimettersi. Perché non è tollerabile che un Paese democratico sia governato da chi in pubblico dice una cosa ed in ‘privato’ fa tutt’altro.

La questione è tutta qui e dovrebbero comprenderla anche i milioni di puttanieri italiani.

Roberto Bàrbera

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