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Ancora un allarme della Banca d’Italia

Autore: . Data: mercoledì, 19 gennaio 2011Commenti (0)

Mentre il governo si dibatte tra scandali e puttane il bollettino economico di via Nazionale definisce la crescita “moderata” e riafferma ancora una volta che l’occupazione è in grave crisi.

Nell’ultimo ‘Bollettino economico’ Bankitalia rende noto che “l’occupazione ancora non recupera” ed è “essenziale che vengano rimossi gli ostacoli strutturali che hanno finora impedito all’economia italiana di inserirsi pienamente nella ripresa dell’economia mondiale” si legge ancora nelsecondo cui lo scenario resta “circondato da forti elementi di incertezza”

“Sulla base delle nostre stime per dicembre, nella media del quarto trimestre del 2010 l’attività industriale avrebbe segnato un modesto calo”, ha stimato la Banca d’Italia secondo la quale il dato “conferma il ritardo con cui la produzione italiana sta risalendo verso i livelli precedenti la crisi nel confronto con le altre maggiori economie dell’area: lo scorso novembre l’attivita’ industriale in Italia risultava inferiore ai valori della primavera del 2008 di circa 18 punti percentuali, contro 10 e 7 punti in Francia e in Germania, rispettivamente” La crescita dell’economia italiana, quindi, resterà inchiodata attorno all’1 per cento e l’incremento del Pil  si collochera’ allo 0,9 nel 2011 e all’1,1 nel 2012.

Resta “modesta” anche la crescita dei consumi delle famiglie italiane, che vedono invece aumentare i propri debiti. Secondo il ‘Bollettino’ “i consumi privati continuerebbero a crescere a un ritmo appena inferiore a quello del prodotto, pari allo 0,8 per cento sia nel 2011 sia nel 2012″. In particolare, spiegano i tecnici di via Nazionale, “la spesa delle famiglie sarebbe frenata, oltre che da un graduale aumento dei costi di finanziamento (desumibile dalle attese dei mercati sui tassi di interesse a medio e lungo termine), dalla perdurante incertezza circa le prospettive occupazionali e dai minori trasferimenti dal settore pubblico; tali fattori orienterebbero le scelte delle famiglie italiane verso un maggiore risparmio”.

Gli acquisti di beni durevoli, caduti di oltre 10 punti percentuali nel periodo compreso fra il 2008 e il 2010, potrebbero crescere a ritmi relativamente sostenuti (poco al di sotto del 2 per cento) solo nel 2012. Aumenta invece il debito delle famiglie che a fine settembre 2010 si attestava al 65 per cento del reddito disponibile.

La Banca d’Italia ritiene accettabile la situazione dei conti pubblici e stima che il rapporto tra deficit e Pil nel 2010 “si sarebbe portato al di sotto dell’obiettivo del 5 per cento del prodotto”. Problemi invece per il debito che sarebbe invece cresciuto.

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