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A Napoli in scena la farsa delle primarie

Autore: . Data: giovedì, 27 gennaio 2011Commenti (0)

Il Pd sull’orlo di una crisi di nervi. I presunti brogli aprono la resa dei conti tra le fazioni. Ed arriva pure Saviano a complicare le cose.

Domenica scorsa Andrea Cozzolino, europarlamentare ed uomo dell’ex governatore Antonio Bassolino aveva vinto la gara per la candidatura a sindaco per le prossime elezioni.

Ma nella città violentata da anni di cattiva amministrazione, dal crimine organizzato, dalla disoccupazione e dal disinteresse del governo centrale per l’intero Sud del Paese il partito che guida il comune, il Pd e le altre forze del centro sinistra pensano a regolare i conti tra loro.

Durante il voto sono cominciate subito le ostilità. Ha cominciato il vendoliano Mancuso, che ha gridato ai pasticci. Poi è stata la volta di Nicola Oddati, vicino ai movimenti dei disoccupati e ad alcuni circoli giovanili ed infine i collaboratori di Umberto Ranieri, sostenuto dall’apparato del partito, da Bersani e soprattutto aderente alla ex corrente dei ‘miglioristi’ del Pci che faceva riferimento a Giorgio Napolitano.

Tutti insieme contro Cozzolino, possessore del corposo pacchetto di voti dell’area Bassolino, gli altri candidati hanno denunciato imbrogli di ogni genere. E fatto notare che a loro parere alcuni settori del centro destra si sarebbero mobilitati per sostenere lo stesso Cozzolino.

I più accesi però sono i rappresentanti dell’apparato del partito che volevano la vittoria di Ranieri. Il segretario provinciale del Pd napoletano, Nicola Tremante, ha detto: “Ho le prove di un patto tra Fulvio Martusciello e Andrea Cozzolino, che deve a questo la sua vittoria”. Martuscello è un notissimo esponente del Pdl. Il dirigente del Pd ha anche detto di possedere “immagini del seggio di San Carlo all’Arena con la presenza di un consigliere municipale del Pdl. Ma sappiamo anche della presenza di un esponente del nuovo Psi a Pianura e di uno dell’Udeur a San Giovanni a Teduccio”.

Anche il candidato sconfitto Ranieri ha parlato: “Contro Napoli gioca una squadra di imbroglioni, ma noi dobbiamo vincere”.

Tra sedi invase, cozzoliniani inferociti, ricorsi contro i risultati del voto di domenica e decisioni da prendere al segretario nazionale del Pd non è rimasto che affermare: “Adesso bisogna fare chiarezza. I problemi che sono emersi a Napoli dopo le primarie non possono condizionare il lavoro che si sta facendo nel Paese per costruire un’alternativa. Ho chiesto alla presidente Rosy Bindi di sospendere l’Assemblea nazionale, concepita anche per il lancio della candidatura a sindaco decisa dalle primarie, e chiedo un immediato incontro alla coalizione di centrosinistra che ha organizzato le primarie a Napoli per dare una risposta politica convincente ai problemi emersi dalla consultazione, al di là delle determinazioni procedurali della Commissione di garanzia”.

Un fatto è certo: dopo le innumerevoli prove di incapacità e questa indecente resa dei conti il centro sinistra, qualunque cosa accada, ha già perso le prossime elezioni a Napoli.

Ma nel caos è intervenuto anche lo scrittore Roberto Saviano con una proposta: “Azzeriamo le primarie e candidiamo il magistrato Raffaele Cantone alla guida della coalizione del centrosinistra. Si è parlato di brogli, di infiltrazioni e di voti a pagamento. Il candidato della sinistra a Napoli deve essere al di sopra di ogni sospetto”.

Il giudice era stato indicato, però, da Veltroni già in passato ed aveva comunque rifiutato le offerte. In una intervista aveva spiegato: “Non ho intenzione di candidarmi alle primarie e a questa conclusione sono giunto non per spocchia o per snobismo culturale ma semplicemente perché credo sia la scelta più corretta e più giusta, non solo per me. Effettivamente ho ricevuto varie proposte di candidatura. Amministratori non ci si improvvisa e soprattutto una candidatura in una realtà difficile come Napoli di un magistrato (o comunque di un tecnico completamente estraneo o a digiuno di quanto accade nel complicato mondo della politica) non può essere una scelta estemporanea”.

Cantone aveva aggiunto: “La ragione vera è che non sono tagliato per questo ruolo; mi riconosco un’intransigenza che mi rende difficile anche solo l’idea del compromesso (parola in sé non certo soltanto disdicevole) e non ritengo di avere le doti del demiurgo, capace di risolvere gli enormi problemi di questa città. Ed inoltre non ho alcuna esperienza nella gestione amministrativa di una complessa macchina come quella del Comune di Napoli ed ho scarsissima (o meglio nessuna) conoscenza del mondo della politica cittadina e regionale. Non prendere in considerazione nemmeno l’idea di candidarmi è quindi il migliore servizio che posso fare per la Città; non è più tempo di ingenerare aspettative di grandi cambiamenti se poi c’è il rischio, per tante ragioni, di deluderle”.

Su tutto le parole di un cittadino napoletano: “Ma possibile che quelli del Pd prima hanno voluto le primarie scegliendosi i loro nomi e poi a risultati fatti litigano anche tra loro? Non è ridicolo tutto ciò?”.

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