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Svolta nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher

Autore: . Data: lunedì, 20 dicembre 2010Commenti (0)

La Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha accolto le richieste dei difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito: saranno effettuate le perizie negate in primo grado.

Nell’ordinanza con la quale il tribunale ha ammesso la verifica di alcuni dei risultati delle indagini svolte sulla scena del crimine i giudici hanno fatto riferimento all’articolo 533 del Codice di procedura penale che prevede la pronuncia di condanna “soltanto se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Finalmente la Corte ha affermato che il non rispetto di quell’articolo “non consente di condividere totalmente” la decisione della Corte d’assise di primo grado, perchè in quel processo non erano state ammesse le perizie chieste dalle difese. “La individuazione del Dna su alcuni reperti – ha sostenuto il collegio d’appello – e la sua attribuzione agli imputati risulta, invero, particolarmente complessa per obiettiva difficoltà da parte di soggetti, non aventi conoscenze scientifiche, di formulare valutazioni ed opzioni su materie particolarmente tecniche senza l’ausilio di un perito d’ufficio, donde la necessità di disporre una perizia d’ufficio”.

Questo punto di principio dimostra come nel dibattimento di primo grado siano stati violati i diritti alla difesa degli imputati. Adesso i periti già indicati dovranno effettuare una nuova indagine sul coltello indicato come l’arma dell’omicidio di Meredith Kercher e sul gancetto del reggiseno presumibilmente indossato dalla vittima.

Dopo aver ascoltato la decisione dei magistrati Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono scoppiati a piangere. Adesso per la prima volta si potrà verificare la congruenza di elementi importantissimi dell’impianto accusatorio, ma mai messi sotto la lente di ingrandimento.

Per Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito, si è di fronte “ad una svolta processuale che da anni invocavamo. Ben vengano i nuovi accertamenti perchè finalmente verrà alla luce che la verità non è quella cristallizzata nelle sentenza di primo grado”. Luciano Ghirga, legale di Knox, ha aggiunto: “La Corte cerca di rendere più certi alcuni elementi indiziari dai quali si risale ai responsabili e agli innocenti. Solo questo era di fondamentale importanza. Rendere più certa possibile la prova scientifica”.

Opposta ed incomprensibile la posizione del Pm, Manuela Comodi: “E’ una decisione che non condivido perchè si poteva arrivare alla sentenza anche senza”. Eppure il compito dell’accusa dovrebbe essere quello di arrivare alla condanna dei colpevoli, non di imputati ai quali sono stati negati diritti fondamentali.

Dello stesso parere della collega il Pm che aveva condotto l’accusa in primo grado, Giuliano Mignini. Ha detto il magistrato: ”Per noi difettavano i presupposti per una riapertura dibattimentale”. Il giudice continua a svolgere la sua attività nonostante sia stato condannato ad un anno e quattro mesi per abuso d’ufficio e favoreggiamento. Secondo la procura di Firenze, Mignini ed un altro coimputato, Michele Giuttari, avrebbero svolto indagini illecite, intercettando o svolgendo investigazioni su alcuni funzionari di polizia e giornalisti con intento punitivo o per condizionarli nel loro lavoro. Circostanza che dovrebbe imporre, indipendentemente dalle norme in vigore, sempre l’istituto delle dimissioni per motivi di carattere etico.

Nel dibattimento che aveva portato alla condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito la sentenza, pur riconoscendo i due imputati colpevoli del delitto, aveva del tutto contraddetto le tesi dell’accusa. Per il Pm Mignini era stato l’odio a lungo coltivato da Knox a nei confronti di Meredith Kercher, considerata “troppo morigerata”, a spingere la ragazza, con Sollecito e Guede, al delitto. Nella sua requisitoria il giudice aveva sostenuto che Knox, Guede e Sollecito avevano trovato la vittima in casa. “Quando Mez si accorge che con Amanda e Raffaele vi è Rudy manifesta alla coinquilina il suo disappunto, l’ennesima presenza di un altro ragazzo che Amanda porta in casa. Meredith rinfaccia ad Amanda anche la mancanza di denaro che pure aveva a disposizione…” aveva detto. Poi la discussione tra le due ragazze a suo parere era degenerata. “E’ facile immaginare – aveva sentenziato Mignini – che Amanda adirata con la ragazza inglese per le sue crescenti critiche al suo comportamento disinvolto in materia sessuale abbia rinfacciato a Mez la sua riservatezza, l’ abbia insultata e magari le abbia detto: “Facevi tanto la santarellina, ora te lo facciamo vedere noi, ora dovrai fare sesso per forza…”".

Alla fine la violenza sessuale indotta dall’odio verso una amica giudicata “una smorfiosetta” sarebbe arrivata all’omicidio. Knox avrebbe colpito con un coltello da cucina di una ventina di centimetri che si era portata da casa Sollecito, infierendo sulla vittima con i complici. “Furie scatenate” per il Pm. Delitto orrendo ed anche premeditato, poichè la giovanissima americana aveva con sè un coltellaccio, utensile o arma che di solito non si prende prima di uscire di casa.

Invece la Corte di Assise condannando i due imputati aveva scritto che l’omicidio era stato compiuto “senza alcuna programmazione, senza alcuna animosità o sentimento rancoroso contro la vittima che in qualche modo possano essere visti quale preparazione-predisposizione al crimine”. Secondo il collegio “i fatti risultano essere stati realizzati in forza di contingenze meramente casuali che andarono a saldarsi, le une con le altre, creando una situazione che, nella combinazione dei vari fattori, resero possibile i delitti in danno di Meredith: Amanda e Raffaele che improvvisamente si trovano senza alcun impegno; incontrano casualmente (non c’ è traccia di alcun appuntamento preso) Rudy Guede e si trovano insieme a questo nella casa di via della Pergola dove proprio quella sera Meredith è sola”. Singolare conclusione, perchè il movente del delitto era radicalmente diverso da quello previsto dal Pm.

L’appello riuscirà a diradare la nebbia su un caso che potrebbe aver costretto due innocenti in carcere?

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