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Piazza Fontana, 41 anni dopo la strage. Senza giustizia

Autore: . Data: lunedì, 13 dicembre 2010Commenti (1)

Circa un migliaio di persone ha partecipato sabato pomeriggio a Milano al corteo “per ricordare la strage fascista e di Stato”, avvenuta il 12 dicembre 1969 in piazza Fontana, e “per non dimenticare l’assassinio di Giuseppe Pinelli” (il ferroviere anarchico morto tre giorni dopo negli uffici della questura di Milano).

Il corteo si è concluso (come ogni anno) di fronte all’ingresso della Banca nazionale dell’Agricoltura, dove 41 anni fa avvenne l’attentato che portò alla morte di 17 persone.

Qualche ora prima era partito un corteo, aperto con lo striscione “Strage di Stato mano fascista. Milano non dimentica”, per iniziativa del coordinamento di associazioni ‘Memoria antifascista’ e del gruppo ‘Partigiani in ogni quartiere’ cui hanno aderito i principali gruppi della sinistra antagonista, i centri sociali milanesi e la Federazione anarchica italiana.

Presente all’iniziativa la figlia di Pinelli, Claudia, che è intervenuta al termine del corteo:  “Su mio padre – ha affermato – sono state dette nefandezze e noi abbiamo bisogno di versare lacrime dolci su questa morte. Sono qui – ha aggiunto – per testimoniare ancora la nostra esperienza: dopo 41 anni se ne parla ancora e questo è molto importante, non abbiamo avuto giustizia, piuttosto c’è stato il riconoscimento di una verità storica. Ci siamo avvicinati solo recentemente ai familiari delle vittime della strage con cui ci siamo riconosciuti in una sorte comune e questo per noi è molto importante. Noi abbiamo avuto sempre lo Stato contro – ha concluso Claudia Pinelli – e loro si sono resi conto che non lo hanno mai avuto a favore”.

Durante il corteo di protesta alcuni manifestanti hanno depennato la scritta “morto”, posta  in calce alla lapide comunale che ricorda la scomparsa del militante anarchico, sostituendola con “ucciso”. La targa si trova accanto a quella posizionata da alcune associazioni cittadine , che recita “A Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico ucciso innocente nei locali della Questura”.

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Commenti (1) »

  • Francesco Spinelli ha detto:

    Gentile Presidente Giorgio Napolitano,
    c’è un passaggio importante nell’intervista che Guido Lorenzon, presidente dei giornalisti veneti del Gus (uffici stampa) , che per primo nel ’69 segnalò al pm le confidenze di Giovanni Ventura , ha rilasciato ad Antonella Benanzato ( Corriere di Vicenza del 12.12.2010), un passaggio che riguarda la magistratura:
    D -Nel suo libro “Piazza Fontana. La pista di Treviso”, lei racconta dei suoi incontri con Calogero in un albergo di Treviso, dove il magistrato viveva e in cui pianificavate la strategia per far parlare Ventura. Lei aveva notato che Calogero era infastidito da qualcuno che tentava di ostacolare l’inchiesta.
    R- Confermo che qualcuno ha messo i bastoni tra le ruote sin dall’inizio dell’indagine su Piazza Fontana. Sia a Calogero che a Stiz.
    D -Chi erano?
    R – Non si trattava di componenti della magistratura locale, erano elementi romani.
    D -Ambienti giudiziari romani succubi di apparati dello Stato, del governo o dei Servizi?
    R – Non direi succubi, semmai protagonisti. Coloro che hanno tentato di depistare le indagini hanno operato abilmente costruendo, inizialmente, una credibile pista anarchica.
    D – Quanti di questi componenti della magistratura ricoprono oggi un posto di rilievo?
    R- Non ho fatto un elenco. Credo che se al potere non ci fosse nessuno di loro, oggi l’Italia conoscerebbe finalmente la verità su Piazza Fontana. La verità invece viene oscurata da chi detiene il potere di farlo.
    Riassumendo: magistrati romani, che ostacolarono l’inchiesta e depistarono le indagini, sono ancora oggi al potere e impediscono di conoscere la verità: cosi stando le cose, si comprende bene perché i rappresentanti delle istituzioni vengono fischiati nelle manifestazioni ufficiali.
    Gentile Presidente, finalmente quest’anno il nome di Giuseppe Pinelli è stato accomunato nel ricordo a quello delle 17 vittime di Piazza Fontana: ma bisogna fare di più, occorre individuare e rimuovere coloro che nella magistratura e negli altri organi dello Stato hanno ostacolato ed impediscono tuttora la ricerca della verità, perchè: “Piazza Fontana è la capostipite delle stragi politiche. Ha condizionato potentemente il nostro Paese e il fatto che non si conoscano i colpevoli sta a significare che c’è qualcuno che ha tuttora potere di ricatto. Godono di potere, altrimenti la verità verrebbe fuori. Lasciata libera, la verità emerge. Invece c’è qualcuno che ancora oggi ha il potere tenerla nascosta”.
    Altrimenti i gesti importanti che, anche se con 40 anni di ritardo, sono stati compiuti, rischiano apparire solamente formali e, quindi, ipocriti.
    Ringraziando per la considerazione che vorrà dare a questa mia riflessione, formulo a Lei e alla sua gentile Signora Clio gli auguri più sentiti di buon Natale e Felice anno nuovo. Falerna lì 21.12.2010 Spinelli Francesco Vico 3° Marconi n. 12 88042 FALERNA CZ pereira50@live.it

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