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Massa, il muro della Eaton. Speranze al lumicino per 304 operai

Autore: . Data: giovedì, 23 dicembre 2010Commenti (0)

La multinazionale ha opposto il suo ‘no’ alla proposta del Comune: vendita dell’area industriale su cui sorge lo stabilimento al Pubblico in cambio di dodici mesi di cassintegrazione.

Dunque le speranze per i 304 ex dipendenti si riducono ulteriormente (InviatoSpeciale ha seguito gli ultimi sviluppi della vicenda nell’articolo leggibile qui), visto che la Eaton non ha accettato la proposta del sindaco massese Roberto Pucci in merito all’acquisto delle aree industriali in cambio di 12 mesi di cassintegrazione. Facendo sapere inoltre al primo cittadino che le condizioni poste dal comune nell’acquisizione delle aree non sono accettabili.

Il sindaco proponeva di acquistare le aree, al costo di 9 milioni di euro, con una moratoria di 5 anni e pagamento dilazionato in 10 anni.  L’azienda durante l’ultimo tavolo ministeriale aveva chiesto un acconto di 200 mila euro, ma il sindaco non è stato in grado di versarlo in quei termini. Poi la stessa Eaton ha chiesto 24 ore di tempo per decidere se accettare o meno le condizioni di pagamento del comune di Massa, fino al diniego di ieri.

Duro il commento dell’assessore regionale toscano alle attività produttive, lavoro e formazione, Simoncini: “Un atteggiamento sprezzante, c’erano tutte le condizioni per aderire alla proposta. Siamo di fronte ad un comportamento – ha sostenuto Simoncini – che attesta il disinteresse irresponsabile dell’azienda perchè, in presenza di proposte per la reindustrializzazione, c’erano le condizioni per consentire a Eaton di accettare senza troppi oneri. Ancor più grave è il fatto che ad avanzare la proposta, insieme a Regione e istituzioni, è stato anche il ministero dello sviluppo economico, che è intervenuto direttamente nella vicenda”.

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