cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, in evidenza, report
Regola la dimensione del carattere: A A

La follia delle indagini su Yara Gambirasio

Autore: . Data: lunedì, 13 dicembre 2010Commenti (7)

Prima un arresto bislacco per omicidio, adesso il rapimento per vendetta o ritorsione. In Italia sembrano in crisi anche le tecniche di indagine e la stampa si diletta con le indiscrezioni irragionevoli.

Tutto sembrava risolto quando con uno spettacolare abbordaggio in alto mare era stato fermato Mohammed Fikri, un operaio edile marocchino. Intercettazione inequivocabile, quasi una confessione. Peccato che i traduttori dall’arabo avessero preso lucciole per lanterne, non capendo nulla della conversazione registrata.

Da due settimane intanto un battaglione di agenti e volontari cercano il corpo della ragazza in tutta la provincia dei Bergamo. Non è chiaro secondo quale criterio e con quali possibilità di successo, perchè chiunque decida di nascondere un corpo dopo un orrendo delitto di certo si preoccupa di non farlo trovare. Basti pensare all’omicidio di Sara Scazzi, celata in un pozzo e scoperto solo dopo la confessione del presunto assassino.

Comunque le squadre di polizia, carabinieri, guardia forestale, vigili del fuoco e volontari della protezione civile setacciano i terreni non solo di Brembate Sopra, ma anche quelli della zona di Almenno e nei boschi in località Roncola, alle porte della Valle Imagna.

Si cerca di verificare la credibilità delle troppe segnalazioni che arrivano alle forze dell’ordine, ma che fino a ieri sono risultate del tutto campate per aria.

Ed i carabinieri insistono a scandagliare il cantiere del centro commerciale tra Brembate Sopra e Mapello, adesso con un  georadar. Non è escluso che nei prossimi giorni la sofisticata attrezzatura messa a disposizione del Ros di Roma possa essere utilizzata anche in altri cantieri.

Ma se ingenti forze battono a tappeto il territorio, almeno secondo i media, sembra che gli investigatori stiano abbandonando la tesi dell’omicidio a sfondo sessuale per imboccare la strada del sequestro, della vendetta o della ritorsione. Anche se non si hanno notizie di richiesta di riscatto.

Gli inquirenti starebbero analizzando l’attività lavorativa del padre della ragazzina, Fulvio, ed avrebbero scoperto che l’azienda nella quale è impiegato, la “Gamba coperture”, in passato aveva collaborato con due fratelli bergamaschi arrestati lo scorso ottobre dalla Guardia di Finanza su mandato della direzione distrettuale antimafia di Napoli.

I due erano stati accusati di riciclaggio di fondi provenienti da un traffico internazionale di droga internazionale gestito dal loro padre, legato al clan camorristico dei Mazzarella ed attualmente in carcere in Spagna. La ditta dei due fratelli sarebbe anche al lavoro nel cantiere del centro commerciale di Mapello che è stato fino dal primo momento al centro delle ricerche della ragazza.

Fulvio Gambirasio ha smentito tutto: “Non ho alcun nemico. L’ho già detto e lo confermo ancora”. “Non ho mai avuto liti particolari – ha puntualizzato l’uomo -, neanche sul lavoro. Il mio lavoro è ben impostato e quando si verificano problemi intervengo per risolverli come farebbe chiunque altro”.

Anche Paolo Gamba, titolare dell’impresa, conferma: “Ma quali nemici! Quando Fulvio va nei cantieri i nostri clienti mi chiamano per ringraziarmi di aver mandato una persona così disponibile e capace”.

Inoltre alcune ‘gole profonde’ vicine agli inquirenti avrebbero negato l’esistenza stessa di una pista camorristica.

Sembra aperto anche un filone di indagine sulla criminalità organizzata, ma non si conoscono né motivi né particolari che possono aver indirizzato i detective in questa direzione.

Infine, si cercano riscontri sul racconto di Enrico Tironi, un diciannovenne vicino di casa della ragazza che l’avrebbe vista quel giorno in compagnia di due uomini nella via in cui entrambi abitano. Secondo il testimone vicino ai sospetti c’era una Citroen rossa con la carrozzeria graffiata.

Anche una ex guardia giurata e una vicina di casa della ragazza scomparsa avevano parlato dei due sconosciuti, ma escludendo che con loro ci fosse l’adolescente sparita nel nulla.

La pm Letizia Ruggeri, però, subito dopo le informazioni fornite agli inquirenti da Tironi aveva dichiarato: “Una testimonianza inattendibile. Non le abbiamo dato troppo peso”. Il ragazzo era stato denunciato quindi per falsa testimonianza e procurato allarme.

Su di lui si era anche esercitato il Barnum degli ‘esperti televisivi’, che dopo aver visto le immagini di una sua intervista si erano sbizzarriti nella ‘decodifica” dei suoi ‘tic facciali’, elaborando tesi di ogni genere.

Il giovane, secondo un blog chiuso dopo la scomparsa di Yara Gambirasio, sarebbe stato uno studente non proprio brillante e bocciato più volte a scuola. Simpatizzante della Lega avrebbe commentato in rete il caso Scazzi in questo modo: “Chi ha ucciso quella ragazza merita di morire, di marcire in carcere”.

In paese Tironi è considerato uno sbruffone, ma nelle piccole comunità i pettegolezzi circolano veloci, per cui sono tanto inattendibili quanto le testimonianze generiche.

Quello che emerge al momento sullo stato delle indagini è che, salvo una straordinaria capacità di depistaggio, gli inquirenti ‘brancolano nel buio’. Nella scomparsa di adolescenti la complessità delle indagini e l’assenza di riferimenti utili è spesso la norma e in Paesi come gli Stati Uniti, dove il fenomeno è diffusissimo, non solo esistono numerosi siti internet di ricerca, ma anche unità specializzate in questo tipo di investigazioni, tanto da ispirare persino delle  serie televisive come Without a Trace, in Italia ‘Senza traccia’, che va in onda dal lontano 26 settembre del 2002.

Ma nel nostro Paese sembra che la crisi generale abbia colpito anche le capacità degli inquirenti e i casi ‘pasticciati’ sono sempre più numerosi. Oltre la propaganda del ministero degli Interni o gli approfondimenti televisivi che ottengono il solo risultato di aumentare la confusione.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (7) »

  • Marco Mercuri ha detto:

    Ho fatto la mia indagine, basandomi sui cognomi dei sequestri degli anni 70, e devo dire che ci sono troppe coincidenze con altri cognomi. E’ chiaro che c’è qualcuno che devia le indagini, secondo me qualcuno che è in grado di mettere mano. Credo in Italia stiamo ancora messi male, ovvero c’è bisogno di liberarsi di alcuni vecchietti che hanno ancora il potere di fare i burattinai. Mi auguro che nella Polizia e nei Carabinieri prevalga l’indipendenza nelle investigazioni

  • ALDO PATRITI ha detto:

    credo che si dia troppo valore alle tecnologie,spesso usate in maniera incongrua;la tecnologia deve essere supportata da adeguata formazione mentale.Credo che siano stati fatti errori di valutazioine con troppa leggerezza e saccenza.Nnon sono stati rispettati in maniera logica i tempi e gli eventi contemporanei(testimonianze non prese in debita considerazione,caparbietà nel perseguiure tracce illogiche ecc.):Iltutgto potrebbe anche far sorgere il dubbio che possa essere stata effetytuata una copertura verso il colpevole(opinione che mi crea sconcerto,ma che credo logico considerare,seppure con rib rezzo).

  • Stefano Milano ha detto:

    Quella di Yara è una guerra e come tutte le guerre andrebbe combattuta senza esclusione di mezzi.
    Chi ha compiuto questo atto infame, qualunque ne sia la ragione, è un individuo del tutto privo di morale, scrupoli e sensibilità umana. Costui é protetto da una catena di omertà, paura o complicità. Come tutte le catene avrà il suo anello debole e lo strumento per attaccarlo é il denaro. In pratica una taglia dal valore così alto da sciogliere qualche lingua o, per lo meno, da indurre qualcuno a un mezzo passo falso. Del resto chi sta coprendo il responsabile è verosimilmente un individuo suo pari, disposto a tutto per soldi: anche a mandare all’ergastolo un parente o amico stretto.
    Bisognerebbe quindi creare un comitato per la raccolta fondi e aprire un numero verde anonimo. E’ un’iniziativa che – indubbiamente – incontrerebbe non pochi problemi pratici ma nonostante le difficoltà sono convinto che questa sia la strada giusta.

  • antonia ha detto:

    tutte le sera prima di dormire pregavo per yara, per la mamma per il papà ,ma adesso sono delusa , un po’ perchè’ se esiste un Dio non può permettere una cosa del genere, e poi perchè siamo a fianco e ci viviamo tutti giorni di esseri che in natura sono uomini, ma in realtà sono bestia e sono tanti, ma tanti e non prendiamo la scusa che sono ammalati,donne violentate, uomini che per fare dispetto alle moglie fanno sparire i figli, bambini indifesi che prima di conoscere il mondo incontrano queste figure mostruose, e allora dico donne apriamo bene gli occhi sia per noi che per i nostri figli.
    Una nonnna

  • vanessa ha detto:

    appena ho ascoltato al tg5 che yara e stata ritrovata mi sono dispiaciuta molto perche non e giusto uccidere una ragazza innocente che ancora aveva una vita d avanti non sopporto la gente che prima provoca la morte delle persone e che dopo non si assume le proprie colpe non hanno pieta io per fargli capira cosa vuol ucciderei loro allo stasso modo o peggio!!!!

  • vanessa ha detto:

    giustizia!!!!! per yara povera ragazza ancora aveva una vita davanti e l hanno uccisa che stronzi!!!

  • maria ha detto:

    non sopporto che alcune persone senza cervello fanno del male a queste pove raggazze usandole e poi ammazzale non si rendono conto che ancora hanno una vita da vanti… questo animale che ha uccisso yara si deve trovare al piu presto il male che ha fatto a lei senza pensare di quello che ha fatto lo deve ripagare con la stessa moneta …anzi peggi perche e solo vu pezzo di stronzo ..

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008