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Il ‘Piano Nomadi’ in mano alla Croce rossa. Anzi, ad Alemanno

Autore: . Data: giovedì, 16 dicembre 2010Commenti (0)

E’ passato poco più di un mese da quando il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha confermato le indiscrezioni riguardo l’affidamento dei presidi socio educativi nei campi romanì della Capitale. Non verrà effettuato nessun bando, ma il tutto verrà affidato alla Croce Rossa Italiana e alle mani del Commissario Straordinario Francesco Rocca. Che significa, nel concreto?

Ne abbiamo parlato con Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 Luglio, che si occupa della salvaguardia dei diritti dell’infanzia e di recente ha presentato un accurato dossier – ‘Esclusi e Ammassati’ – dove vengono rivelate le violazioni dei diritti umani conseguenti alla messa in opera del Piano Nomadi. Se ne parlerà diffusamente anche domenica 19 dicembre all’Oratorio della Caravita di Roma (per informazioni www.21luglio.com).

L’affare “Parentopoli” ha scosso non poco la giunta Alemanno. Il primo cittadino di Roma ha dichiarato, riguardo le assunzioni selvagge ad Atac e Ama, che farà di tutto per ripristinare la normalità. “Laddove verranno riscontrate violazioni si procederà sanzionando i responsabili”, ha aggiunto. Peccato che in molti casi il responsabile sia egli stesso. E peccato che, come vedremo, anche all’interno della Croce Rossa Italiana il sindaco abbia messo una sua importante pedina, Francesco Rocca. Senza voler esagerare con i pregiudizi, è curioso che la gestione della vita dei romanì sia stata messa in mano a un ex militante di Alleanza nazionale, partito che non ha mai nutrito particolari simpatie nei confronti degli “zingari”.

Presidente Stasolla, qual è la situazione riguardo l’affidamento dei presidi socio educativi nei campi rom?
Il 5 novembre scorso il sindaco Gianni Alemanno ha confermato le voci che giravano circa incontri riservati presso il Quinto Dipartimento tra i responsabili del Piano Nomadi, le associazioni cattoliche e il Commissario Straordinario della Croce Rossa Francesco Rocca. Il sindaco ha dichiarato infatti che non ci sarà alcun bando perché i servizi relativi ai presidi socio educativi saranno affidati a un ente pubblico qual è la Croce Rossa Italiana. La stessa potrà poi affidare, in piena autonomia, eventuali servizi ad altri enti o associazioni.

Questo cosa vuol dire?
Si tratta di un “affaire” di svariati milioni di euro. Soldi che sicuramente fanno gola a molti. Se tutto passerà alla Croce Rossa, e da questa alle associazioni cattoliche, ciò significherà l’estromissione di diverse associazioni laiche che da circa 15 anni svolgono questo lavoro nei campi rom della Capitale.

Ma chi è Francesco Rocca, commissario straordinario della Croce Rossa?

Francesco Rocca è un avvocato di 45 anni che nel novembre 2008 è subentrato a Massimo Barra, ex Commissario. Suo compito sarà anzitutto quello di risanare un debito di 90 milioni di euro anche se il suo stipendio si aggira, trasferte escluse, sui 200 mila euro annui.

E’ riconducibile a qualche area politica?
Viene dall’area di Alleanza nazionale, vicina ad Alemanno e pare che sia sostenuto dall’influente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta (la sorella, Maria Teresa, è il capo della sezione abruzzese della Croce Rossa). Prima della sua nomina Rocca era stato nominato direttore delle politiche sociali del Comune di Roma del sindaco Gianni Alemanno. Nel suo passato ci sono anni di lavoro presso la Caritas diocesana di Roma e volontariato presso l’Associazione Centro Astalli.

Ma si tratta proprio delle due associazioni che, facendo parte del Tavolo di coordinamento del Piano Nomadi, sembrano, insieme all’Acli, le principali candidate a ricevere gli appalti per i presidi del Piano Nomadi…
Infatti la cosa ha destato molti dubbi tra gli addetti ai lavori.

La Croce Rossa ha avuto finora un ruolo negli interventi previsti dal Piano Nomadi?
Sì. Nel 2008 ha avuto un finanziamento di 20mila euro per le vaccinazioni di 164 bambini del campo nomadi Casilino 900 (costo pro-capite: 122 euro) e qualche mese dopo ha ricevuto una donazione di 120 mila euro da parte del prefetto di Roma per il lavoro di censimento e di trasferimento svolto all’interno del medesimo insediamento. Il tutto sempre in regime di “Stato di emergenza” come è quello attuale relativamente agli interventi svolti sulla popolazione rom della capitale.

Come vede la presenza della Croce Rossa all’interno dei campi nomadi di Roma?
La presenza dei vigilantes armati, insieme a quella di operatori della Croce Rossa all’interno dei campi previsti dal Piano Nomadi faranno apparire sempre i più i campi nomadi come gli attuali Centri di espulsione presenti nel territorio italiano. Inoltre c’è da considerare come le recenti indagini giornalistiche abbiano denunciato in più ambiti l’inadeguatezza delle azioni svolte dalla Croce Rossa Italiana che, malgrado i sostanziosi finanziamenti statali, non svolge le azioni richieste in maniera adeguata e competente.

Ma allora, con la nuova entrata in scena della Croce Rossa, cosa è questo Piano Nomadi del Comune di Roma?
E’ un affare da 34 milioni di euro, cinquecento dipendenti e svariate ditte appaltatrici. E’ un  affare che offende la dignità dei romanì e che va contro le convenzioni internazionali ed i diritti umani.

Davide Falcioni

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